Circa un mesetto fa, verso la metà di febbraio, ha avuto luogo la fase finale del Light4 design contest 2011-12 organizzato da Light4, azienda veneta composta fondata  giovani imprenditori ,  attiva nel settore dell’illuminazione  dal 2007. Obiettivo del concorso, naturalmente, la selezione di un oggetto per illuminare che fosse in linea con l’idea di prodotto dell’azienda trevigiana e quindi, successivamente inserito a catalogo.   Prodotto vincitore del concorso è Goccia, suggestiva sospensione ideata e progettata da 4 giovani (o quasi) designer: Valentina Calcidese, Yuan Fei Gong, Giulia Puntoni e Lu Yao , studenti presso  facoltà di Architettura di Genova nel corso di  laurea specialistica in design del prodotto e dell’evento. Non ho saputo resistere e gli ho intervistati,  ecco a voi  in anteprima cosa mi hanno raccontato, buona lettura!

LUX: innanzitutto Complimenti , come è andata la premiazione? Chissà quanta emozione, un traguardo davvero importante per giovani aspiranti designer  come voi.

VALENTINA e GIULIA: la premiazione è stata informale ma emozionante. Sia nella prima che nella seconda visita a Light4 abbiamo trovato un clima di grande professionalità e disponibilità e abbiamo potuto concordare con l’azienda le modalità di realizzazione del progetto.

LEO: essendo cinese, vincere un premio in un paese rinomato per la sua solida cultura artistica è per me una grande sorpresa, mi sento molto lusingato.

LUX: qua sotto un’immagine che ritrae i vincitori al momento della consegna dell’assegno simbolico di 2000 euro.

premiazione goccia

LUX: un gruppo davvero eterogeneo: come spesso capita dal mix di diverse culture nasce un’idea vincente. Raccontatemi un po’ di voi, come vi siete conosciuti, e di come a vostro avviso il differente background culturale può aver influito sulla nascita del vostro progetto.

VALENTINA e GIULIA: ci siamo conosciuti ad ottobre, all’inizio del primo anno di magistrale e questo è stato il primo lavoro che abbiamo svolto insieme come gruppo. Ciascuno di noi proviene da città e università diverse e lavorare insieme ci ha permesso di conoscere differenti  tipi di approccio al progetto. La varietà di background di ciascun componente del gruppo si è tradotta in un diverso contributo al progetto.

LEO: questo progetto è nato sia come lavoro di partecipazione al concorso sia come compito per un corso universitario. Si può dire che ci siamo trovati riuniti nello stesso gruppo quasi per puro caso, perché inizialmente lo scopo era quello di collaborare a un progetto per il corso magistrale di cui facciamo parte. Il lavoro risulta in effetti da un impatto culturale, da una combinazione delle culture orientale e occidentale. Riflette, infatti, il senso armonioso dello Zen rappresentato dalla tranquillità dell’acqua calma, ed esprime al contempo l’eleganza e il contegno degli oggetti d’illuminazione occidentali. E’ una fusione armoniosa di idee eterogenee.

LUX: E’ la prima volta che partecipate ad un concorso  per il  design di un oggetto di illuminazione?

VALENTINA e GIULIA: sì è la prima volta.

LEO: si, per il design di oggetti d’illuminazione è la prima volta. Prima d’ora ho partecipato solo a concorsi per il design architettonico o degli spazi interni.

LUX: cosa ha ispirato l’idea che poi è sfociata nel vostro progetto?

VALENTINA: il concept del progetto si è sviluppato attorno al tema del concorso, ovvero “l’illusione”, che abbiamo interpretato con la riproduzione del movimento di un elemento naturale. Per creare un oggetto dal design “etereo” ci siamo ispirati alle forme create da una goccia che si infrange su uno specchio d’acqua.

GIULIA: il concept è nato dalla volontà di legare il tema del concorso alla natura, in particolare all’acqua che ha già in se il concetto di illusione. Infatti l’idea di poter riprodurre qualcosa che ricordasse i giochi di luce che si creano sulla cresta dell’acqua ci ha fatto pensare alla goccia che si infrange e sprigiona una forza espressiva che si poteva cercare di rendere scomponendo e rendendo fisica l’immaterialità del movimento della goccia nell’acqua.

 LEO: Light4 è una rinomata azienda produttrice di oggetti d’illuminazione, inoltre Venezia è famosa per le sue acque, così siamo partito dal tema dell’acqua, ricercando soprattutto la sensazione dell’istante in cui l’acqua si presenta sotto una forma solida. L’ispirazione è venuta in seguito a una lunga osservazione dei movimenti dell’acqua. Volevamo cogliere la bellezza naturale e pacifica dell’istante in cui la goccia si infrange sullo specchio d’acqua provocando onde concentriche che si allontanano man mano dal centro. Siccome il progetto riguardava una lampada, abbiamo pensato di creare uno spazio secondario del mondo subacqueo. Alzando gli occhi verso la lampada speravamo di riprodurre la sensazione che si prova ad osservare le increspature dell’acqua dal basso. Le gocce sono in totale 3, e i vetri 5, ogni vetro è incurvato in maniera differente. Tutto si basa sull’imitazione delle increspature che si formano dal movimento delle onde.

LUX:Raccontatemi un po’ meglio del vostro progetto, quali sono le caratteristiche, i punti di forza che secondo voi lo hanno contraddistinto dagli altri lavori?

VALENTINA e GIULIA: probabilmente oltre ad aver ben interpretato il tema dell’illusione, la forza del progetto “goccia” stia nel conciliare l’essenzialità con un effetto complessivo di grande impatto, la razionalità con la poesia.

LEO: attraverso la sorgente di luce superiore si poteva sfruttare sia la trasparenza del vetro sia la sua caratteristica di riflettere e rifrangere la luce che rende brillante la superficie. Da questo progetto sono nate anche altre due serie di lavori: una è quella delle lampade da parete, e l’altra quella dei lampadari che riproducono lo scenario della pioggia, entrambe derivanti dallo stesso elemento d’ispirazione che sono le goccioline d’acqua.

LUX: Qua di seguito  alcune interessanti immagini di “Goccia”, progetto vincitore del Light4 Design Contest 2011/12

LUX:  siete ancora studenti di Architettura, come sapete in Italia normalmente poco spazio è dato ai giovani. Pensate che questa premiazione possa esser d’aiuto alla vostra  futura attività professionale?

VALENTINA e GIULIA: sì perché oltre ad essere una grande soddisfazione personale, questa premiazione costituisce un buon “biglietto da visita” per l’attività professionale.

LEO: Per me questa esperienza ha portato soprattutto più sicurezza e maggiori aspettative per il futuro. Questo riconoscimento ha senz’altro alimentato il nostro amore per la progettazione.

LUX: Normalmente si dice “squadra che vince non si cambia”, parteciperete assieme ad altri concorsi?

VALENTINA: Forse, ma l’Università dà l’opportunità di collaborare con tante persone diverse e credo che questo sia stimolante.

GIULIA: Forse, ma avendo tutti progetti diversi per la propria vita, sarà difficile riuscire nuovamente a collaborare.

Nella mia opinione  la bellezza e la riuscita del progetto è proprio dovuta allo stimolo di contributi diversi che non avevano mai collaborato insieme.  Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo.  Ogni cambiamento è sempre fonte di stimolo e quando si rimane chiusi in un gruppo, si finisce per diventare sterili. “Squadra vincente” ha già vinto, quindi si cambia!

LEO: Se ne avremo l’occasione, perché no? Ma siccome sono arrivato in Italia da poco, desidero avere più opportunità di mettermi alla prova da solo, in modo indipendente, quindi è probabile che parteciperò ai prossimi concorsi individualmente.

LUX: bene ragazzi, grazie per il tempo dedicatomi e in bocca al lupo per il futuro!

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