Gentile sindaco, mi presento sono Giacomo Rossi, lighting designer, fondatore di Luxemozione e parte di APIL-Associazione italiana dei professionisti dell’illuminazione. Scrivo in riferimento alla comunicazione “Milano illuminata a LED” che è stata pubblicata sul  profilo Facebook del Comune di Milano e poi da lei riportata (qua il pdf con i contenuti).

Tengo a parlarne perchè il tema è molto sentito all’interno della comunità dei Lighting Designers, fortemente dibattutto sul gruppo di FB Italian Lighting Design Promotion Group che gestisco assieme ad altri colleghi e a cui rimando  per maggiori chiarimenti.

Scrivo, in primo luogo come cittadino di Milano e poi come Lighting Designer, professionista indipendente che si occupa di progettazione illuminotecnica. Le cose da dire sono parecchie, nel documento che ho allegato e che rimanda all comunicato stampa su facebook vengono citati case studies di tutto rispetto: Stoccolma Copenhagen e Los Angeles, illuminate a LED da pochissimo. Dove però sapere che in queste città, a differenza di Milano, è stata condotta un’attenta progettazione d’illuminazione della Città, tengo a sottolineare il termine PROGETTAZIONE, da non confondersi con il servizio commerciale offerto da aziende, distributori o altre realtà implicate, che solitamente hanno come fine ultimo il proprio interesse economico e commerciale. Nel caso di Milano illuminata a LED, a quanto mi risulta, ci si è limitati ad assegnare un appalto di fornitura ad un paio di aziende selezionate (invitate con gara ad invito) e poi, a corpo, è stato effettuato una sostituzione 1 a 1, a prescindere dalla tipologia di installazione o dall’obsolescenza dell’impianto preesistente e dai fruitori delle aree illuminate.  Al massimo si è proceduto con l’analisi campione di qualche tipologia di strada. Ma, mi scusi se insisto, questa non è PROGETTAZIONE!

Si è parlato di progettazione in città del nord Europa, per maggiori chiarimenti sulle modalità con cui si svolge la progettazione urbana all’estero la rimando ad articoli scritti tempo fa su Luxemozione, in cui sono spiegate molto chiaramente le modalità e gli obiettivi di detta progettazione.

Ecco gli articoli di cui parlavo:

La dimensione sociale della luce nella città: pratiche, esempi, progetti pilota

RE:VISIONE del progetto della luce della città: la dimensione sociale

In tutti si parla di progettazione partecipata, dove il cittadino (in quanto utilizzatore della città) è un punto fermo del processo progettuale, e non accantonato in un angolo a subire decisioni imposte. Per Milano Illuminata a LED è successo esattamente il contrario: procedure poco chiare e coinvolgimento di cittadini e professionisti inesistente.

Ritornando all’illuminazione a LED di Milano, ho un caso eclatante sotto gli occhi qua, in via Pacini in zona città studi, ma potrei citarne a dozzine in giro per Milano: Impianto realizzato pochi anni fa con prodotti con tecnologia tutt’altro che obsoleta, sia dal punto di vista sorgente luminosa che del corpo illuminante installato. Sostituiti anche questi, a mio avviso, senza alcuna motivazione.

Spesso il risultato è a dir poco dubbio, non solo in termini di quantità della luce sul manto stradale, ma di qualità, di abbagliamento: basta fare un giro in via F.lli bronzetti o in altre strade per accorgersene.
Non scendo nel dettaglio di questioni tecniche, già lungamente dibattute in altre sedi, sul vantaggio o meno dell’utilizzo di sorgenti LED per applicazioni stradali. In particolare segnalo un paio di approfondimenti su questo o altri blog:

Illuminazione stradale a LED – 1^ parte redux

Illuminazione stradale a LED – 2^ parte redux

Illuminazione stradale a LED – 3^ parte

Illuminazione pubblica a LED, vero vantaggio?

Alcuni articoli sopra riferiscono a tecnologie di LED di qualche anno fa, ad oggi, non c’è dubbio, il LED è decisamente all’altezza dell’applicazione, questo nessuno lo nega, ma attenzione, come ogni cosa è da applicare oculatamente. Non basta riempirsi la bocca con il temine risparmio energetico, perchè ciarlatani di ogni specie ci hanno riempito le orecchie con panzane di ogni genere negli ultimi anni.

A partire dal caso di Torraca, per passare ad altri esempi eclatanti di cui ho parlato sempre qua su luxemozione in anni passati; qua il caso di Scandiano,  ai tempi oggetto di un intervento a Report che, nonostante il titolo, si è rivelato una bufala enorme.

I vantaggi della tecnologia LED sono altri, non solo energetici; se, come Comune, aveste adotatto la prassi ormai dimenticata di rivolgervi ad un professionista per progettare l’illuminazione della città, ne sareste a conoscenza: in tempi non sospetti (erano i primi anni del 2000) proprio a Milano vennero realizzati progetti per molti dei monumenti storici, parte di un più ampio ed ambizioso “piano delle luce”.

Ma in questo caso la preferenza è stata quella di rivolgersi ad aziende miglior offerente, tra queste AEC che, qualche mese fa in un comunicato stampa, si vantava di aver chiuso un accordo con il Comune di Milano per 84mila punti luce…per non ricordo più quante decine di milioni di euro.

Ribadisco ancora una volta che progettare l’illuminazione urbana non significa (come spesso qualcuno sostiene) rispettare solamente rapporto interdistanza per altezza di un palo e tirare quattro cavi di alimentazione.

Un argomento che, come dicevo, mi tocca sia come professionista che come cittadino, visto che sono stati spesi soldi della comunità per un fine che pare più di immagine che di valore diretto per l’illuminazione urbana. Attendo assieme ad altri colleghi e cittadini di Milano una sua risposta.

Cordiali saluti Giacomo Rossi.

Edit 7 ottobre: segnalo che anche APIL-Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione ha inviato lettera ufficiale al sindaco e A2A chiedendo un incontro di confronto. Qua la versione integrale della lettera

Edit 24 novembre: aggiungo che in data odierna sono stati pubblicati articoli sulle testate nazionali in cui si citano oltre a  quest’articolo, la lettera di APIL segnalata più sopra e altre problematiche evidenziate dai cittadini.

Qua il testo dell’artcolo de ilGiornale Le luci a led sono un flop e lasciano la città al buio

Qua invece l’articolo di laRepubblica Gli esperti di luci contestano i nuovi led nelle vie di Milano: troppe zone d’ombra

7 Commenti

  1. Bene Giacomo,
    ma occorre far intervenire qualcuno che abbia il potere di esaminare i progetti e fare le dovute osservazioni, per cambiare la situazione….

    • Hai ragione, comunque ho ricevuto per ora risposta ufficiosa dal team che si occupa di gestire il profilo Facebook di Pisapia, nei prossimi giorni scriveremo una lettera ufficale da APIL. Obiettivo è proprio quello di arrivare ad un dialogo diretto…che manca ormai da anni!

  2. Rossi, le faccio i complimenti per il contenuto dell’articolo, spero che qualcuno del “palazzo” lo legga con l’attenzione che merita e prenda i provvedimenti del caso , la seguiamo speranzosi

  3. Concordo con lei in tutto quello che ha scritto. Volevo solo aggiungere, vista l’esperienza acquisita sull’installazione dei Led nella pubblica illuminazione, due punti fondamentali della tecnologia Led.
    1) Essendo l’apparecchiatura Led costituita completamente di elettronica, è difficile far convivere questa tecnologia con gli impianti di illuminazione pubblica esistenti, specie se sono vetusti;
    2) Purtroppo come tutte le cose in Italia, gli effetti negativi non si vedono subito ma solo dopo qualche anno. Voglio vedere Milano tra due/tre anni quanti soldi deve spendere per far si che questi impianti continuino a funzionare e soprattutto ad emettere la luce prevista in Normativa. Altro che risparmio.
    Ho ancora tanto da dire ma per il momento mi limito a queste considerazioni secondo me molto importanti.
    Saluti.

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