Gioite cari amici, la Cappella Sistina dopo oltre 30 anni, è ora è valorizzata da una nuova illuminazione a LED. Il nuovo progetto è stato condotto dallo studio di Lighting Design con base a Roma FABERtechnica

Il progetto è stato realizzato grazie alla stretta collaborazioni tra le parti, un processo di progettazione integrato che  (a parte pochi esempi illuminati tra cui questo) in Italia ancora è scarsamente presente. Nel caso della Cappella Sistina la progettazione è stata realizzata grazie al Programma di finanziamento europeo per ICT all’interno del Programma quadro per la competitività e l’innovazione (CIP-PSP). L’obiettivo del programma di sovvenzioni era di dimostrare le nuove possibilità grazie alla tecnologia LED in materia di efficienza energetica e di migliore qualità della luce, e quindi di conseguire una più rapida penetrazione del mercato per tale tecnologia. Oltre allo studio di Marco Frascarolo (responsabile scientifico di FABERtecnica) hanno partecipato allo sviluppo del progetto, OSRAM che ha fornito i corpi illuminanti LED , l’Università Pannonia in Ungheria e l’Institut de Recerca en Energia de Catalunya in Spagna cha hanno condotto studi di diversa natura.

Da segnalare, in particolare, il ruolo del team ungehrese guidato dal prof. Janos Schanda (ho linkato la pagina in cui è possibile comprendere l’attività di ricerca del prof. Schanda), che ha definito studi approfonditi sulla conservazione e la risposta spettrale degli affreschi di Michelangelo alla nuova illuminazione LED.

Si rimanda in merito al documento allegato dove sono disponibili approfondimenti sulla ricerca condotta dall’università di Pannonia, ecco qua:

LIGHTING RECONSTRUCTION OF THE SISTINE CHAPEL IN THE VATICAN

Il nuovo impianto d’illuminazione sostituisce una vecchia installazione degli anni ‘80 composta da otto apparecchi con lampade a scarica da 150 W e due proiettori predisposte con sorgenti ad alogeni da 1.000 W all’esterno delle dodici finestre della Cappella. La soluzione illuminotecnica sostituita era stata ideata originariamente in considerazione delle disponibilità tecnologiche del tempo e, soprattutto, valutando gli affreschi della Cappella Sistina in termini di conservazione: le volte affrescate erano illuminate con livelli di illuminamento di poche decine di Lux, tali da limitare il danno potenziale dovuto dall’irraggiamento da componente UV (Ultra Violetto) e IR (Infrarosso). Un illuminazione di questo tipo limitava, purtroppo, la lettura completa dei colori e dei dettagli dell’opera di Michelangelo.

UV-IR light sources
Contenuto UV specifico delle sorgenti di illuminazione tipo
categorie sensibilità relativa
categorie sensibilità relativa ai materiali secondo la CIE157:2004
Relative demage
Danno potenziale relativo a tipologie di illuminanti standard

 

Cappella Sistina ‘Volta’ prima
Cappella Sistina
‘Volta’ prima della nuova installazione
Cappella Sistina ‘Volta’ dopo
Cappella Sistina
‘Volta’ nuovo impianto

La fase di studio della nuova illuminazione è stata sviluppata con l’obiettivo di valutare le criticità dell’impianto di illuminazione esistente e procedere alla definizione di soluzioni progettuali migliorative, nel rispetto dei vincoli architettonici e conservativi. E’ stato sviluppato un modello per la simulazione delle condizioni di luce naturale in qualsiasi ora, periodo dell’anno e condizione metereologica, per definire l’illuminazione migliore anche in presenza di luce naturale. Per validare i risultati, sono state effettuate sessioni di misura con l’ausilio del Laboratorio di Fisica Tecnica dell’Università RomaTre (LIFT). La fase di progetto è stata avviata attraverso la definizione, insieme alla Commissione di Esperti dei Musei Vaticani guidata dal Prof. Paolucci, della quantità, qualità cromatica e livelli di uniformità della luce sugli affreschi. Da qui, simulazioni su modelli 3D, hanno portato alla definizione degli standard prestazionali degli apparecchi di illuminazione, sviluppati da OSRAM. Verifiche illuminotecniche in loco sulle prestazioni dei prototipi hanno portato all’ottimizzazione finale del sistema.

S rimanda all’intervista a Marco Frascarolo sul sito di laRepubblica

Aspetto interessante del nuovo progetto LED è espresso non tanto dal risparmio energetico, comunque notevole (si passa da 66 kW a 7,5 kW con nuova tecnologia LED. ) quanto nella possibilità di definire a tavolino in comportamento spettrale di ogni singolo diodo e la risposta di questo sui pigmenti degli affreschi della Sistina.

Secondo gli studi condotti dal team di ricerca ungherese, infatti è possibile, ragionando sulle risposte spettrali di ogni singola porzione di affresco, riprodurre la percezione di un’illuminazione di una sorgente di luce naturale caratterizzata da una temperatura colore di circa 6500K (D65), partendo da una composizione di LED caratterizzati da temperatura  correlata di colore di circa 3000K.

Sistina Reflectance
Verifica di risposta spettrale su porzioni della Cappella Sistina

La volontà di riproporre un’illuminazione con caratteristiche simili nasce dalla conoscenza che Michelangelo non mescolasse i colori alla luce di una candela o di una torcia, bensì alla luce naturale.

In fase di studio sono stati raccolti circa 280 campioni di affresco di cui sono stati attentamente analizzate le risposte spettrali, in modo che, successivamente, fosse possibile tarare l’illuminazione e valorizzare al meglio l’opera di Michelangelo.

color samples
Campioni di pigmento raccolti dalla Cappella Sistina

Come ogni impianto di illuminazione progettato come Dio comanda (e qua è proprio il caso di dirlo 😉 ), anche in questo caso sono state definite accensioni differenziate in modo da meglio adattare lo spazio della cappella alle diverse esigenze:

Scena di luce Museale, per Volta e Quattrocentisti: assicura l’accurata percezione e la corretta illuminazione degli affreschi, nel rispetto dell’opera illuminata.

apparecchio V40 Osram
apparecchio V40 Osram per l’illuminazione della volta
apparecchio V40
apparecchio V40 Osram per l’illuminazione della volta
apparecchio V40 Osram
apparecchio V40 Osram per l’illuminazione della volta

La progettazione e l’assemblaggio dell’apparecchi di Osram, sono stati studiati in modo da celarli alla vista dei visitatori. Il corpi illuminanti, posizionati sulla cornice marcapiano a circa 10 m di altezza, sono composti da due piastre LED sulla parte superiore e una piastra su quella inferiore: alla parte superiore è affidata l’illuminazione della fascia dei Quattrocentisti e del Giudizio Universale.

Scena di luce Gala: assicura la corretta illuminazione degli affreschi e l’ottimale percezione dei loro colori e dettagli, nonché valori ottimali in termini di illuminamento e uniformità sul piano di calpestio.

proiettore Gala Osram
proiettore Gala Osram illuminazione di Gala della Sistina
proiettore Gala Osram
proiettore Gala Osram illuminazione di Gala della Sistina

La nuova illuminazione di Gala sarà accesa solo in occasione di eventi particolari. Il progetto ha previsto l’installazione dei corpi illuminanti sulla cornice marcapiano in corrispondenza delle paraste. Questi apparecchi rimarranno nascosti in posizione di “parcheggio” al di sotto del piano di visibilità e, grazie all’ausilio di una servomeccanismo con stepper motor, raggiungeranno automaticamente la precisa posizione studiata per l’illuminazione di Gala, rendendosi visibili solo quando occorre. Speciale attenzione è stata prestata alla riduzione del fenomeno dell’abbagliamento, ottenendo così un miglioramento della percezione visiva.

Concludendo quindi, come si diceva, nel progetto della Cappella Sistina, massimo livello di illuminazione è stato possibile grazie ad un processo di progettazione integrato a cui hanno partecipato Ricercatori, Lighting Designers , Aziende d’illuminazione e naturalmente committenza.

 

 

 

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