Nel mese di Febbraio, qua su Luxemozione, abbiamo pubblicato una serie di articoli dedicati alle sorgenti tradizionali ad alogeni che, secondo quanto definito dalla normativa Europea in materia di Eco-design, saranno soggette al prossimo phase out, ovvero alla fuoriuscita dal mercato che inizialmente era prevista per settembre 2016 e che ora, grazie alla pressione anche di Lighting Europe, ha subito uno slittamento di un paio d’anni. Infatti, è notizia di qualche giorno fa che la Comunità Europea ha emendato il vecchio calendario, definendo una nuova scadenza per l’ultimo phase-out previsto ora per il 2018. E’ la prima volta che la CE rivede il calendario definito nel 2009 con la normativa sull’Eco-Design.

Sull’onda dell’articolo pubblicato a febbraio, a cui rimando per maggiori approfondimenti, si è parlato anche di Etichettatura Energetica ponendo l’accento sulle modalità, specifiche e differenze tra labeling Europea e labeling Nord-Americana.

Per questo motivo si è deciso di intervistare Massimiliano Guzzini, membro del Executive Board di LightingEurope e Presidente di iGuzzini China su temi riguardanti il Design, l’etichettatura energetica e altri temi importanti in materia di lighting design.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura, ecco cosa ha risposto Massimiliano Guzzini alle domande di Luxemozione!

massimiliano guzzini

(LUX)È notizia recente la sua elezione all’interno dell’executive board di LightingEurope. Da maggio 2014 fa parte all’interno di ADI del Comitato di Coordinamento delle Imprese. Di cosa si occupa e si occuperà specificamente all’interno di tali realtà associative?

(MG)Per quanto riguarda l’ADI Design, l’Associazione è composta da quattro dipartimenti: generale, distribuzione e servizi, imprese e progettisti. Il dipartimento imprese di cui sono il coordinatore si occupa di sviluppare contatti tra industrie e progettisti organizzando, in Italia e all’estero, incontri, seminari, rassegne e mostre in grado di promuovere il design e la tecnologia Made in Italy. Personalmente cercherò di portare l’esperienza sviluppata alla iGuzzini, prima nella filiale cinese e poi nell’headquarter di Recanati.

La nostra azienda ha sempre prestato una grande attenzione al design degli apparecchi cercando di collaborare con le migliori università, con i più importanti nomi del progetto e dell’elaborazione storica e critica. È per questo motivo che sono sicuro di poter contribuire nella valutazione delle candidature all’ADI da parte di nuove imprese, a tal proposito abbiamo creato un nuovo metodo per qualificarle e valutarle. Attualmente, tra l’altro, come dipartimento imprese stiamo lavorando al Compasso d’Oro Internazionale. La prima edizione è dedicata al tema Design for Food and Nutrition: il design come strumento d’innovazione e di sviluppo sostenibile (in senso economico, sociale, ambientale e culturale) della produzione alimentare e dei sistemi di comunicazione visiva, di distribuzione e di consumo del cibo. È una bella sfida soprattutto per me che vengo da un settore completamente diverso ma in fondo, il cibo come la luce, sono soprattutto e prima di tutto per le persone, le chiavi per un reale miglioramento della vita e del benessere.

Come lei ha sottolineato, recentemente, sono entrato a far parte dell’Executive Board di LightingEurope in rappresentanza dell’ASSIL (Associazione Nazionale Produttori Illuminazione). La iGuzzini è tra le dieci imprese più importanti in Europa ed è naturale che più di altri dobbiamo prenderci la responsabilità di esprimere le nostre opinioni facendoci portavoce dell’associazione che rappresentiamo. Personalmente cercherò di proporre soluzioni che tengano conto dell’innovazione, la sostenibilità e la qualità. Principi sui quali si basa quotidianamente l’attività della mia azienda, gli stessi che come associazione europea ci siamo proposti di rispettare.

(LUX) A fine 2014, per la seconda volta, iGuzzini si aggiudica il premio “Top Investor in China” e lei dal 2007 è presidente di iGuzzini Cina. Ha trovato da questo paese degli aspetti e dinamiche nell’ambito della cultura: di prodotto, di progetto, di processo industriale, di relazioni umane aziendali che sarebbero interessanti da importare in Italia e/o in Europa? Se sì, quali?

(MG) Negli anni 2000 la iGuzzini ha deciso di espandersi nel continente asiatico. Sin dall’inizio c’è stato il commitment da parte della famiglia d’investire importanti risorse umane da inviare direttamente in loco. Hanno deciso d’incaricarmi di seguire lo start up produttivo e l’organizzazione del mercato, per questo ho vissuto in Cina dal 2005 al 2011.

In questi anni grazie ai contributi e agli sforzi di tutta la struttura, sia la filiale cinese che l’headquarter di Recanati, siamo riusciti a creare un importante realtà che sta cercando di replicare, adattandolo al contesto locale, lo stesso modello di business culturale e sociale che ci contraddistingue nel mondo. Abbiamo promosso la cultura della luce, del progetto, cercato di comprendere le dinamiche del mercato per perfezionare la nostra offerta di servizi. Inoltre, abbiamo allacciato rapporti con i più importanti istituti di ricerca e Università, come la Tsinghua University, al fine di poter integrare la nostra cultura con quella del Paese. Quest’attività ci ha permesso di innovare i nostri prodotti adattandoli alle esigenze architetturali cinesi, di gran lunga diverse da quelle europee. La Cina ci ha insegnato e ci insegna che per instaurare un rapporto di business occorre prima di tutto stabilire relazioni sincere e generose. Per la creazione di una rete di relazioni economiche c’è bisogno di tempo e d’investimenti costanti.

(LUX) In Europa in materia di etichettatura energetica vige il regolamento 874/2012 che prescrive l’utilizzo di un’etichetta per lampade ed apparecchi di illuminazione. In U.S.A. tutti gli imballaggi delle lampadine dotate di attacco E26/E27 devono obbligatoriamente includere l’etichetta denominata FTC (Federal Trade Commission) Lighting Facts Label. In U.S.A. esiste anche un’altra etichetta per tutti i prodotti LED (lampade ed apparecchi di illuminazione) non obbligatoria ed elaborata da un programma del DOE (U.S. Department of Energy) creato per supportare la ricerca e sviluppo del settore SSL, chiamato LED Lighting

In Cina, invece, qual’è sinteticamente lo stato dell’arte in tema di etichettatura energetica?

Al fine di promuovere i prodotti efficienti, aumentare l’efficienza energetica nella società nel suo insieme, stimolare efficacemente il consumo e facilitare la sviluppo industriale, il Ministero delle finanze e lo sviluppo nazionale e la Commissione per la riforma hanno deciso di attuare il Programma di risparmio Energetico in Cina. Il progetto coinvolge principalmente l’erogazione di sussidi finanziari per prodotti efficienti al fine di portare un calo continuo dei prezzi di vendita nel mercato, quindi spingendo i consumatori a comprare prodotti più efficienti e risparmiare più energia.

Allo stesso tempo, il progetto mira a migliorare il sistema normativo e di etichettatura in materia di efficienza energetica, la regolamentazione del risparmio energetico, evidenziandone il ruolo di guida e di vigilanza del mercato e il consumo di prodotti ad alta efficienza energetica, al fine di costruire un meccanismo a lungo termine, favorevole alla promozione di tali prodotti e conformi alle normative in materia di efficienza energetica.

Le caratteristiche di questo sistema sono: in primo luogo, meno intermediari e promozione di prodotti ad alta efficienza; in secondo luogo, convenienza per i consumatori che risultano essere i primi beneficiari del sistema; ed in terzo luogo, le responsabilità chiaramente definite ed una più facile azione di sorveglianza.

Per quanto riguarda il mondo dell’illuminazione dal 2012 sono entrate nell’obbligatorietà di etichetta energetica (Zhongguo Nengxiao Biaoshi) le lampade fluorescenti compatte con alimentatore integrato con attacco a vite e attacco a baionetta con potenza nominale 5-60W(Implementation Rules of Self-Ballasted Fluorescent lamps Energy Efficiency Label ed Implementation Rules for Energy Label Ultra-High Energy Efficiency Product Administration for Self-Ballasted Fluorescent Lamps). Sono escluse dall’obbligatorietà le lampade fluorescenti compatte con alimentatore integrato con schermi anti abbagliamento

Esempio di etichetta energetica in Cina (Zhongguo Nengxiao Biaoshi)

china energy label

 

(LUX) Attualmente in Europa, un tema caldo nel panorama dell’illuminazione, è quello del phase-out delle lampade ad alogeni. Anche su Luxemozione abbiamo trattato questo argomento in un articolo recente. Qual è il suo punto di vista in qualità di vice presidente di iGuzzini? E’ concorde alla posizione assunta da Lighting Europe di cui fa parte?

(MG) La posizione assunta da LightingEurope è assolutamente comprensibile quando si parla di uno slittamento nella messa al bando di lampade alogene, in particolare quando ci si riferisce all’ambito domestico. Per quanto riguarda le grandi opere pubbliche o private questo cambiamento è già in atto. Già nel 2014 quasi il 60% dei nostri prodotti era a LED, il nostro Innovation Lab concentra ormai tutte le sue attenzioni su questa nuova sorgente. Mi rendo conto, però, che le stesse dinamiche non possono essere seguite dalle aziende più piccole visti i grossi investimenti in termini di ricerca e sviluppo che questo passaggio richiede. È chiaro che l’energia è una risorsa scarsa e bisogna utilizzarla nel migliore dei modi. Dobbiamo continuamente spingere per produrre e promuovere soluzioni green, efficienti: massimo risultato con il minimo consumo.

 (LUX) iGuzzini durante il 2015 è sponsor dell’a Anno Internazionale della Luce e, soprattutto, main Sponsor per PLD-C Professional Lighting Design Convention che avrà sede a Roma il prossimo autunno. La vostra azienda sarà operativamente coinvolta in attività ed eventi di promozione della cultura della luce sul territorio italiano? Può svelarci qualcosa in anteprima? Infine, vista la presenza al PLD-C, qual è la vostra posizione nei confronti della professione di lighting designer che, come sappiamo, in Italia stenta a prendere piede?

(MG) iGuzzini ha sempre sostenuto le attività e gli eventi che hanno come obiettivo quello di far dialogare il mondo dell’architettura, la luce e il design. Per questo motivo siamo stati a fianco di PLDC sin dalla prima edizione di Londra nel 2007. Quest’anno l’appuntamento è per la prima volta in Italia, non potevamo non partecipare all’evento con un maggior coinvolgimento, non a caso abbiamo deciso di essere il primo Diamond Sponsor nella storia di PLDC. Non solo, in previsione dell’evento a Roma abbiamo deciso di organizzare una serie di warm ups in giro per il mondo con l’obiettivo di riunire la comunità professionale dei Lighting Designer. Il primo appuntamento di Dubai dello scorso novembre ha ottenuto un grande successo, così quello di Sydney di pochi giorni fa. I prossimi si terranno a Barcellona, Dubai, Parigi e New York. Sono tutti appuntamenti in cui è invitiamo un grande studio di architettura per aprire un confronto tra architetti, lighting designers e produttori di apparecchi illuminotecnici sul ruolo della luce in una prospettiva internazionale.

A proposito posso dire che in Italia la professione stenta a prender piede perché in generale non viene riconosciuto il valore aggiunto del pensiero progettuale che un lighting designer è in grado di apportare. Non vengono mai destinate adeguate risorse a questa attività e molti professionisti si trovano costretti a offrire la loro consulenza e professionalità a tariffe irrisorie. Non ci sono scuole che offrono percorsi specifici per formare questo tipo di figure se non qualche Master post laurea organizzati dalle più grandi Università italiane. Da questo punto di vista esiste un parallelismo tra la figura del lighting designer e quella dell’industrial designer: entrambe non sono legalmente riconosciute e fino a poco tempo fa rientravano tra le competenze riservate agli architetti o ingegneri. C’è molto lavoro da fare in questo senso, soprattutto è necessario sensibilizzare il pubblico sull’importanza di una corretta progettazione illuminotecnica.

Da parte nostra come azienda abbiamo da sempre sostenuto la figura del lighting designer collaborando con loro nel mondo. Ci siamo sempre posti nei confronti di questa comunità come Partners for Better light. Tra le attività che abbiamo fatto posso citare le attività a sostegno del Social Light Movement guidato dall’italiana Elettra Bordonaro, il concorso Lighting Detective nella nostra sede in Spagna, la sponsorizzazione al terzo incontro Iberoamericano di Lighting Design in Colombia, l’adesione alle associazioni IALD, AIDI, PLDA e molto altro ancora.

Per rispondere al suo ultimo quesito posso dire che in concomitanza con l’Anno Internazionale della Luce di cui siamo Gold Sponsor lanceremo in Europa una nuova campagna di comunicazione conseguenza dell’impegno che iGuzzini ha preso nei confronti della comunità internazionale: riportare la luce al centro dei progetti e delle relazioni sociali per un reale miglioramento del benessere e della qualità della vita. Non posso svelare ancora molto ma anche in previsione dell’EXPO ci saranno numerose novità, tra cui l’adozione dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Light is back.

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