Siamo ormai alle battute conclusive del processo di phase out delle lampade ad incandescenza. Un processo di fuoriuscita dal mercato di cui, qua su luxemozione, si è iniziato a parlare molto tempo prima dell’inizio della “fase uno” nel settembre del 2009.

Come riportavo infatti in uno dei primi articoli pubblicati su Luxemozione, lampade ad Incandescenza addio?

E’ notizia di questi giorni (era il 2007) che  tra i provvedimenti “salvaclima”  volti alla riduzione delle emissioni e dei consumi  vi sia la seria volontà di mandare in pensione la vecchia “lampadina” ad incandescenza entro il 2012,sarà vero?

Sono passati molti anni dal quel lontano luglio 2007, numerose battaglie e riflessioni sono state fatte in merito a questa (ridicola) messa al bando delle sorgenti ad incandescenza, nel nome del risparmio energetico.

Ridicola perché è evidente che l’azione svolta è prevalentemente motivata da interessi commerciali (travestiti da interessi energetici) dei principali produttori di lampade, che proprio in quel periodo si stavano muovendo verso l’acquisizione di nuove tecnologie.
E ancora ridicola perché,  parlando d’illuminazione, è la prima volta nella storia che, per far spazio ad una nuova tecnologia, se ne cancella completamente un’altra.

E’ vero le sorgenti ad incandescenza sono obsolete, caratterizzate da una bassa efficienza luminosa, ma comunque uniche, inutile girarci intorno: una sorgente LED non avrà mai le caratteristiche di una sorgente ad incandescenza. LED ed incandescenza, nonostante i numerosi tentativi d’imitazione, sono  cose differenti e come tali andrebbero considerate.

Oltre ai vari articoli su Luxemozione, rimando per approfondimenti ad altri siti di riferimento tra cui Luxreview e Savethebulb .

Una lunga premessa per riprendere il discorso sul phase out delle sorgenti ad incandescenza che, ad oggi , è specificato dal nuovo regolamento della Commissione Europea 2015/1428 pubblicato nell’agosto del 2015, che aggiorna il regolamento (CE) n. 245/2009 e che abroga la direttiva 2000/55/CE e regolamento (UE) n. 1194/2012.

Maggiori chiarimenti sulle modifiche portate dal nuovo regolamento 1428 sono reperibili nel documento che potete trovare qua, pubblicato da Assil- Associazione Nazionale Produttori d’Illuminazione.

Addio sorgenti ad alogeni non direzionali dal 2018

Halo bulb vs led bulb
Nell’immagine: a sn una tipica sorgente non direzionale ad alogeni con attacco E27, a destra una sorgente sostitutiva con “filamenti”LED

La modifica principale introdotta al Regolamento 244/2009 è lo slittamento dal settembre 2016 al 1° settembre 2018 dell’entrata in vigore dei requisiti più restrittivi di efficienza energetica della “fase 6” per le lampade per l’illuminazione domestica non direzionali , determinando di fatto il bando della maggior parte delle tipologie di lampade ad alogeni, nella versione a tensione di rete.

 

Sullo slittamento dal 2016 al 2018 vi rimando all’articolo di approfondomento pubblicato su Luxemozione nel mese di gennaio 2015: Messa al bando delle lampade ad alogeni , è necessario uno slittamento?

Lampade ad alogeni con riflettore via dal 2016

Sebbene il nuovo regolamento definisca la  nuova data per la fuoriuscita delle sorgenti ad alogeni per uso domestico non direzionali dal 2016 al 2018 , con un nuovo aggiornamento importante, la Commissione Europea ha confermato che   il phase out delle sorgenti ad alogeni a tensione di rete con riflettore incorporato (direzionali), tra cui le lampade con attacco GU10, avverrà a partire da settembre 2016, nonostante il tentativo di slittamento proposto da molti stati membri , così come operato per le sorgenti ad alogeni senza riflettore.

Phase out Halo direzionali
Alcune tipologie di sorgenti coinvolte nel processo di phase out 2016 delle sorgenti ad alogeni a tensione di rete con riflettore incorporato.

La decisione di mantenere il lo step di fuoriuscita delle sorgenti direzionali ad alogeni a tensione di rete a partire dal settembre 2016, secondo quanto già definito dal regolamento CE 1194/2012, è motivato dal risultato positivo dell’indagine parlamentare volto a valutare alternative di mercato alle sorgenti tradizionali, secondo 4 parametri:

  • Performance – efficienza
  • Affordability – accessibilità economica valutata anche in termini di Life Cycle Cost
  • Equivalence equivalenza con modelli esistenti in termini di flusso emesso, indice di resa cromatica, ecc.
  • Compatibility compatibilità con sistemi meccanici ed elettrici quali dimmer o sistemi di controllo in generale.

Per maggiori dettagli sull’indagine vi rimando al documento Market assessment on mains-voltage lamps  in cui sono pubblicate procedure e tabelle comparative tra tipologie di sorgenti tradizionali e LED.

Addio anche lampade lecorative

Altra revisione importante introdotta con le ultime revisione della normativa in materia di ecodesign per sorgenti non direzionali è la ridefinizione della categoria “lampade speciali” non soggette al phase-out. Sono considerate in questa categoria, ad esempio, le lampade per forni e frigoriferi o per  altri usi d’illuminazione non domestica.

Tra le sorgenti non più inserite in questa categoria e quindi soggette ai prossimi phase-out, sono incluse anche le così dette “squirrel cage” , ovvero le lampade a filamento decorative utilizzate in molti locali pubblici e di cui, anche in questo caso, esistono alternative LED o Cold Cathod.

Squirrel-Cage-Lamp
Lampade decorative tipo “Squirrel Cage”. A sinistra una sorgente con filamenti di tungsteno, al centro una lampada sostitutiva LED e a destra un’alternativa con tecnologia Cold Cathod.

Il mercato dunque, a tutti gli effetti, propone delle alternative alle tradizionali sorgenti ad incandescenza, spesso accessibili in termini economici, ma con caratteristiche  qualitative non sempre all’altezza delle originali a filamento.

Non è solo una questione di efficienza, ma anche di qualità della luce emessa e di affidabilità: importante è considerare la   resa cromatica e il problema del flickering (sfarfallio) che affligge molti prodotti di scarsa qualità, sia durante il funzionamento normale, che in modalità “dimmerata”  e che può causare fastidi o che  addirittura, in soggetti particolarmente sensibili, può portare all’insorgere di  patologie più gravi.

Flickering a confronto
Per verificare in modo casalingo lo sfarfallio delle sorgenti LED è sufficiente fotografare con uno smartphone la luce emessa. Nella foto di sinistra una sorgente LED retrofit top di gamma, a destra una sorgente LED di bassa qualità in cui sono visibili le bande di “refresh” del flickering.

Dunque è vero che le tecnologie alternative LED, accessibili in termini economici ed acquistabili nei supermercati, sono pronte a sostituire l’incandescenza?

Ovviamente dipende da cosa si acquista, esistono sorgenti retrofit top di gamma davvero interessanti dal punto di vista della qualità della luce emessa, ma difficilmente raggiungibili in termini economici. Quindi in assoluto, se la scelta è fatta sul prezzo la risposta è no!

Numerosi sono i prodotti di dubbia provenienza che si possono comperare nei supermercati, che in molti casi presentano un’etichettatura palesemente non veritiera o incompleta. Chi tutela in questo caso il consumatore? Non dimentichiamoci inoltre che una sorgente led, se mal costruita (ad esempio con led nudi non schermati), può causare danni, anche gravi , alla vista.

Voi che ne dite, ha ragione la vecchina della pubblicità di Enel a sostituire le vecchie lampadine coi LED?

1 COMMENTO

  1. E allora l’oculista che quando sente parlare di luce led sulla scrivania inorridisce e consiglia assolutamente la luce alogena?? Sta succedendo come i televisori a tubo soppiantati dalle nuove tecnologie, più efficienti e leggere ma ancora lontane come qualità colorimetrica a quelle vecchie.

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