Nelle ultime settimane, a seguito della trasmissione Presa Diretta in cui si è trattato il tema della luce nelle città ed altri argomenti correlati, si sta parlando parecchio di problemi legati all’illuminazione.

[Nella foto in header Tom Merton via Getty Images]

Purtroppo, a mio avviso, a causa di una informazione poco precisa o corretta data nel corso servizio  in prima serata, sono  fioriti sui vari social network articoli dai toni apocalittici tipo “LED=BLU=CANCRO”.

Nella maggioranza dei casi si tratta di pezzi past and copy di articoli presi qua e là, alcuni molto datati o imprecisi o che fanno riferimento a normative o documenti che non sono stati nemmeno letti. Ma come meravigliarsi siamo nell’era della post-verità no? Ognuno porta l’interesse dove fa più comodo senza badare a spese e senza interessarsi della conseguenze.

Questa premessa non è per sminuire eventuali criticità della tecnologia LED, o altre utilizzate nell’illuminazione. Chi mi segue sa benissimo che sono sempre stato molto duro con chi, in tempi non sospetti, proponeva i LED come panacea per tutti i mali.

Alcuni aspetti critici della tecnologia LED sono riportati ad esempio qua:

Le criticità esistono e vanno affrontate in modo serio, trattando un argomento per volta e non in una trasmissione confusa di poco più di un’ora e non senza utilizzare come referenti persone realmente preparate in materia.

Oggi si proponeva su Linkedin un tavolo di discussione multidisciplinare: io sono assolutamente favorevole!

Ciò che personalmente condanno è la strumentalizzazione di alcune informazioni, nel tentativo di tirare l’acqua al proprio mulino, sia esso politico o commerciale.

Luce e benessere

Questo cappello in realtà per  creare il presupposto al tema che vi propongo oggi, un video di una conferenza promossa da TEDMED e tenuta un paio di anni fa dalla dott. Prof. Mariana G. Figueiro Light and Health Program Director al LRC Lighting Research Center presso il Rensselaer Polytechnic Institute di NY. Centro di ricerca all’avanguardia sulla tecnologia allo stato solido, luce e benessere, trasporto della luce e efficienza energetica.

Nel video la professoressa Figueiro parla dell’uso della Luce quale strumento per migliorare la nostra salute e benessere.

Come promesso sul Italian Lighting Design Promotion Group di Facebook, ho trascritto e tradotto in italiano il video, in modo che fosse fruibile da tutti. Tra parentesi ho aggiungo alcune mie note che servono a comprendere meglio alcuni passaggi. Ho aggiunto anche alcune immagini tratte dal video o da una mia collezione personale.

Ecco la trascrizione in italiano:

Se spegniamo la luce non ci è più possibile di vedere, se la riaccendiamo siamo in grado di vedere nuovamente, questo è quello che generalmente si sente dire quando si parla d’illuminazione.

Sono qua per raccontarvi che c’è molto altro quando si parla di luce, oltre alla sola capacità di vedere. La luce non è solo visione, ma tocca le nostre vite in vari modi differenti, anche se, probabilmente, l’unico momento che ci accorgiamo di essa è quando la corrente viene a mancare e ci troviamo a cercare, arrancando nel buio, la torcia elettrica che non ricordiamo mai dove è stata messa.

Una volta mia madre mi disse: “ci sono solo due cose certe nella vita, la morte e le tasse”. Beh io vorrei aggiungere qualcosa di più positivo alla lista: ci sono anche albe e tramonti. In risposta a questo ciclo naturale di 24 ore, al ciclo di alternanza tra luce e buio, abbiamo sviluppato un orologio biologico di circa 24 ore che regola il nostro ritmo circadiano che, appunto, si ripete approssimativamente ogni 24 ore.

Il Sistema Circadiano

Così come il ciclo sonno-veglia, lo schema di alternanza tra giorno e notte sono strumenti che comunicano al nostro corpo di fare la cosa giusta al momento giusto. Esporsi ad una dose continua di luce al momento sbagliato della giornata, può portare all’insorgere di patologie; viceversa se gestita in modo corretta, l’esposizione, al momento giusto, può ad esempio aiutare a dormire meglio e a contribuire ad un miglioramento degli stati di depressione, ecc.

ritmi circadiani
Infografica esemplificativa dell’andamento sonno-veglia di 24 ore

Ma non tutta la luce è uguale ai nostri occhi, il nostro Sistema Circadiano è un “ricettore di cielo blu” (si ricorda che la temperatura di colore della volta celeste è caratterizzata da valori che cambiano a seconda dell’ora, della stagione e della latitudine. Che sia aggirano a valori medi attorno ai 6500K in condizione di cielo coperto e molto superiori in condizioni di cielo sereno)

Daylighting temperature colore
Nell’immagine due grafici tratti da un articolo dal titolo “Effetti visivi e non visivi
della luce naturale e artificiale”  pubblicato sulla rivista LUCE dalla professoressa Laura Bellia dell’Università Federico II di Napoli , ed altri. I grafici si riferiscono all’area di Napoli, periodo invernale.

Il nostro Sitema Circadiano è alla ricerca di “luce blu” nella quantità  necessaria  al  nostro corpo per garantire il massimo dell’allerta al momento giusto della giornata. La giusta quantità di luce durante il “mattino biologico”aiuta ad  addormentarsi prima alla sera, mentre un’esposizione non idonea alla luce durante la “sera biologica” può portare ad un ritardo del periodo di sonno.

(da notare che ci si riferisce sia ad una specifica distribuzione spettrale – luce blu- ma anche quantità e modalità e tempi d’esposizione)

La luce naturale  è la sorgente d’illuminazione ideale per mantenere inalterato il sistema circadiano: è accesa o spenta al momento giusto della giornata ed è caratterizzata dalla giusta temperatura di colore ed intensità.

Tuttavia in epoca moderna, con la diffusione della luce artificiale in ambienti indoor, abbiamo letteralmente “armeggiato”con il normale ciclo sonno-veglia. Siamo esposti a troppo poca luce durante il giorno e troppa durante la sera, e purtroppo questo ha generato delle conseguenze.

Vi porterò ora alcuni esempi per far comprendere meglio perché è così importante tener traccia dell’esposizione alla luce durante il giorno ed esporsi in modo in modo corretto alla luce giusta e al momento giusto, durante la giornata.

Il problema del Jet Lag

Molti di noi soffrono di Jet Lag, quando ad esempio voliamo da New York a Vienna. Quando di giorno, dopo una lunga notte passata sui sedili scomodi dell’aereo ,e potete capire perfettamente cosa intendo se non volate in prima classe,  la prima cosa che facciamo è tirare su le tendine e guardare fuori dal finestrino. Bene, non fatelo!

La luce del giorno, in quel momento, può ritardare il tempo del nostro orologio biologico e, per regolarci con il fuso orario di Vienna dobbiamo spostare in anvanti il nostro orologio biologico. Così la prossima volta che volate in Europa potreste considerare la possibilità di indossare un paio di occhiali gialli, simili a quelli che si vedono qua sotto.

JET LAG luce e benessere

In questo modo, riducedo le frequenze di spettro più basse della luce naturale (ricordo che il limite di visione varia da 380nm a 780nm,  frequenza del blu è circa 400nm, rosso poco prima di 780mn), in questo modo si può ridurre l’effetto del Jet Lag.

campo del visibile luce e benessere

L’utilizzo di tablet e smartphone prima di dormire

Se avete problemi a fare addormentare i vostri figli durante il periodo di scuola , perché non provate a  far spegnere loro smartphone, tablet, monitor PC, ecc. almeno un paio di ore prima del momento di andare a letto.

Anche la retroilluminazione di queste interfacce può portare ad un ritardo del periodo di sonno.

smartphone luce e benessere

La luce e la cura delle patologie

Se siete stati in contatto con pazienti affetti da Alzheimer, sapete che uno dei problemi primcipali che affligge queste persone è l’inabilità di mantere un sonno costante durante la notte.

La regolazione della luce nelle strutture assistite può migliorare la situazione. Noi (di LRC) ed altri ricercatori, abbiamo mostrato che esporre i pazienti affetti da Alzheimer con livelli elevati di luce durante il giorno, simile alla luce naturale, può aiutarli a migliorare le condizioni di sono di notte e ridurre la sensazione di depressione ed agitazione durante il giorno.

Noi ricercatori siamo soliti utilizzare animali notturni quali modelli medici e biomedici di ricerca, si è scoperto che i topi o altri animali notturni, sono da 10 a 100 volte più sensibili alla luce, rispetto all’uomo.

Le strutture dove vengono tenuti gli animali sono illuminate solitamente con tubi fluorescenti, un’illuminazione ( molto elevata in modo continuato) che appare non adeguata a noi esseri umani e  che equivale ad esporre un topo a suoni continui. Questo mi fa pensare come può essere stressante l’ambiente di ricerca per gli animali e come questo può influire sui risultati delle nostre ricerche mediche e biomediche.  Nel mio caso utilizzo una luce bassa e verde, simile a quanto si può vedere nelle foto qua sotto.

topo luce e illuminazione

Mia madre aveva 61 anni quando, 13 anni fa, le venne diagnosticato un tumore al fegato;  non si riprese mai dalla prima sessione di chemio-terapia: gli effetti collaterali della chemio sono orrendi. Dopo la diagnosi sono andata con lei dall’oncologo con una serie di documenti scientifici sulla crono-terapia in cui si mostrava come la risposta alle medicazioni poteva essere migliorata se somministrate in diverse ore del giorno.

Ad esempio è dimostrato che se un farmaco è somministrato ad un orario specifico del giorno può essere più di 5 volte efficacie nella soppressione delle cellule tumorali e gli effetti collaterali possono essere ridotti anche di 3 volte.

La luce può essere utilizzata per spostare l’orologio biologico così i pazienti possono assumere il trattamento al momento più idoneo.

L’oncologo di mia madre non cambiò mai la modalità di somministrazione, probabilmente perché non credeva che la luce avrebbe potuto aiutare nel trattamento della cura del cancro.

 la luce è uno strumento potente non farmacologico che può aiutare le persone in diversi modi a stare meglio.

Monitorare l’esposizione alla luce per trarre beneficio

Io credo che il primo step sia quello di iniziare a misurare la nostra esposizione alla luce , in quantità e tempo, durante il giorno; sfortunatamente non è semplice poiché non abbiamo accesso al nostro orologio biologico e non sappiamo se stiamo ricevendo luce a sufficienza o se siamo esposti alla luce al momento più giusto nell’arco della giornata.

Sarebbe interessante poter disporre di una strumentazione in grado di verificare la quantità di luce e riferire se abbiamo bisogno di più o meno luce, così ridurre disagi dati da un sfasamento del nostro orologio biologico.

Mentre i dati raccolti possono essere gestiti in modo da calibrare e misurare lo schema circadiano sonno-veglia nel corso di diversi giorni.

Sarebbe bello se potessimo sviluppare un’applicazione in grado di interpretare I dati raccolti e riferirci il miglior momento in cui ricevere luce così da ridurre malessere dato da uno sfasamento, un’applicazione simile a quelle che conta le calorie che magari abbiamo già installato sul nostro smartphone.

HCL sensor luce e benessere

Benchè non abbiamo accesso cosciente al nostro orologio biologico, è presente nel nostro cervello un “sensore di cielo blu” che è direttamente collegato con il mondo esterno attraverso i nostri occhi e la luce può regolarne la sincronizzazione.

David Foster Wallace una volta ha raccontato un aneddoto «Ci sono questi due giovani pesci che nuotano e incontrano un pesce più vecchio che nuota in senso contrario e fa loro un cenno, dicendo: “Salve ragazzi, com’è l’acqua?” e i due giovani pesci continuano a nuotare per un po’ e alla fine uno di loro guarda l’altro e fa: “Che diavolo è l’acqua?”» (Il senso di questa storia era che le realtà più ovvie spesso sono anche le più difficili da vedere)

Questo per invitarvi a non spendere il resto della vostra vita senza sapere, così come i giovani pesci dell’aneddoto. Siamo come pesci che nuotano in un oceano di luce, che lo vogliamo o meno il sole tramonterà stasera e sorgerà ancora domani. Così utilizziamo la nostra immaginazione per sfruttare al meglio  la luce a migliorare la nostra salute e benessere.

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