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	<title>Luxemozione &#187; normativa</title>
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	<description>News dal mondo della luce</description>
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		<title>Basta menzogne sui LED!</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 22:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione pubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi parliamo di illuminazione stradale a led, argomento scottante che da tempo ho abbandonato per una sorta di autocensura mia personale sull’argomento. E’ dal 2007 che porto avanti Luxemozione e se dovessi fare un’analisi accurata degli argomenti  più dibattuti, che hanno coinvolto i lettori in commenti spesso concitati, beh sicuramente il primo premio  spetterebbe all’illuminazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2744" title="LED street light @bdc_photography flikr album" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/LED-light-300x208.jpg" alt="LED street light" width="300" height="212" />Oggi parliamo di illuminazione stradale a led, argomento scottante che da tempo ho abbandonato per una sorta di autocensura mia personale sull’argomento. E’ dal 2007 che porto avanti Luxemozione e se dovessi fare un’analisi accurata degli argomenti  più dibattuti, che hanno coinvolto i lettori in commenti spesso concitati, beh sicuramente il primo premio  spetterebbe all<em>’illuminazione stradale a LED.</em></p>
<p>Come vi dicevo, da tempo ho tralasciato di scirvere sull’argomento, uno po’ perché l’amico <a href="http://www.luxemozione.com/author/matteo" target="_blank">Matteo Seraceni</a> di<a href="http://arching.wordpress.com" target="_blank"> Arching</a> ha già scritto numerose pagine in merito( guardate <a href="http://arching.wordpress.com/2010/02/24/illuminazione-stradale-led-1/" target="_blank">qua </a>e <a href="http://arching.wordpress.com/2010/05/25/illuminazione-stradale-a-led-2/" target="_blank">qua</a>), dando di fatto un panorama molto completo e oggettivo sull’argomento, ma soprattutto perché ero (sono) un po’ stufo di continuare a leggere notizie mendaci o commenti  campanilistici rilasciati da persone vicine ad aziende che per prime si sono buttate in questa nuovo mercato, investendo un mucchio di capitale  che,  a conti fatti,   non  dev&#8217;essere stato investito poi molto bene, visti i risultati: strade male illuminate e diodi che muoiono prematuramente. Altro che le centomila ore che qualche costruttore continua a dichiarare come vita media dei LED.</p>
<p>Il problema? Come al solito una deprimente situazione di assenza totale di una normativa specifica sui LED alla quale, come vi dicevo anche <a href="http://www.luxemozione.com/2010/06/come-si-effettuano-le-misurazioni-fotmetriche-sui-led.html" target="_blank">la scorsa volta</a>, si sta cercando in modo molto fermo di porre rimedio. Questo è l’argomento di cui si dibatte in maniere prevalente durante le varie tavole rotonde sui LED e di cui si è  discusso durante lo scorso <a href="http://www.luxemozione.com/2010/05/led-tra-colore-e-risparmio-energetico.html" target="_blank">Lighting Innovation</a> al Politecnico di Milano: METTERE DELLE REGOLE AL MERCATO DEI LED.<br />
Perché l’utente finale sarà pure ignorante, ma non è stupido e al terzo impianto stradale mal realizzato non mancherà di domandarsi: ma questo LED è davvero quello che mi hanno promesso? Ovvero ma perché devo investire soldi in questa tecnologia se poi non funziona?<br />
Il problema sarà fare capire che il problema non è dei  LED, ma dei ciarlatani che l’hanno mal impiegato.</p>
<p>Per fortuna le cose stanno cambiando, e in questo senso una grande mano ce la darà la novella normativa sui LED. Grande passo in avanti in ambito prettamente stradale è  la scheda di “valutazione” sui LED che <a href="http://www.aidiluce.it/" target="_blank">AIDI</a> ha da poco rilasciato:</p>
<blockquote><p><em>Il risultato del nostro studio è contenuto nella scheda LED che tende a standardizzare le informazioni tecniche che, a nostro avviso, ogni costruttore dovrebbe fornire per consentire all&#8217;utente di valutare compiutamente la qualità del prodotto offerto.<br />
Leggendo la scheda e soprattutto le note esplicative, abbiamo cercato di costruire un primo passo su un cammino di chiarezza.</em></p></blockquote>
<p>Non ci resta che dare un’occhiata a questa scheda di valutazione che vi allego <a href="http://www.aidiluce.it/doc/scheda-led.pdf" target="_blank">anche qua in versione integrale</a> e alla quale vi rimando per una lettura completa.</p>
<p>Ecco cosa contiene la scheda:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2736" title="A identificativi LED" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/A-identificativi.jpg" alt="LED aidi" width="550" height="105" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2737" title="B caratteristiche sorgente" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/B-caratteristiche-sorgente.jpg" alt="LED aidi" width="550" height="61" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2738" title="C Prestazione sorgente" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/C-Prestazione-sorgente.jpg" alt="LED aidi" width="550" height="148" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2743" title="D prestazione apperecchio" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/D-prestazione-apperecchio1.jpg" alt="" width="550" height="158" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2740" title="E dati sulla durata di vita" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/E-dati-sulla-durata-di-vita.jpg" alt="" width="550" height="118" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2741" title="F dati dellapparecchio" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/F-dati-dellapparecchio.jpg" alt="" width="550" height="235" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2742" title="G allegati" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/G-allegati.jpg" alt="" width="550" height="95" /></p>
<p>C’è da dire infine che negli ultimi anni molte aziende si sono mosse in modo più consapevole, è per questo che oggi si iniziano a trovare sul mercato prodotti a LED veramente ben realizzati, e chi ha fatto un giro al Light and Building scorso non potrà che confermare questa mia affermazione. Speriamo sia l’inizio di una nuova era per l’illuminazione stradale a LED.</p>


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<li><a href='http://www.luxemozione.com/2009/02/e-meglio-illuminarsi-meno-o-illuminarsi-meglio.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: E&#8217; meglio illuminarsi meno o illuminarsi meglio?'>E&#8217; meglio illuminarsi meno o illuminarsi meglio?</a></li>
<li><a href='http://www.luxemozione.com/2008/03/scandiano-good-news-illuminazione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Scandiano Good News: illuminazione pubblica a LED a Report (Rai3)'>Scandiano Good News: illuminazione pubblica a LED a Report (Rai3)</a></li>
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		<title>Come si effettuano le misurazioni fotometriche sui LED</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 21:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[ssl]]></category>
		<category><![CDATA[UNI 11356]]></category>

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		<description><![CDATA[Il futuro prossimo sarà a LED, e anche il presente mi viene da aggiungere, visto che ormai sono molteplici le aziende che si sono tuffate nel magico mondo della luce allo stato solido. E’ da anni che se ne discute, ma solo il duemiladieci sarà ricordato come l’anno zero per quella che gli anglofoni chiamano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2706" title="Single White LED@waltonics flikr album" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/LED-300x213.jpg" alt="LED" width="300" height="213" />Il futuro prossimo sarà a LED, e anche il presente mi viene da aggiungere, visto che ormai sono molteplici le aziende che si sono tuffate nel magico mondo della <strong>luce allo stato solido</strong>. E’ da anni che se ne discute, ma solo il duemiladieci sarà ricordato come l’anno zero per quella che gli anglofoni chiamano <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Solid-state_lighting" target="_blank">SSL</a>.  Perchè proprio  il 2010?<br />
Beh è molto chiaro, cari amici, proprio quest&#8217;anno l’assetto normativo ( e qua vi rimando ad un<a href="http://www.luxemozione.com/2010/02/il-led-tecnologia-in-via-di-sviluppo.html" target="_blank"> articolo di gennaio</a>), su iniziativa di enti certificatori e aziende,  inizia  a prendere consistenza  e finalmente interviene laddove molti fino ad oggi avevano fatto di testa propria.  Non mi riferisco solo ai tanto odiati “assemblatori di materiale elettronico” derivati dal mondo del PC, che da un giorno all’altro si sono convertiti in illuminotecnici, ma anche delle care aziende di illuminazione che fino ad oggi (chi più, chi meno) hanno fatto i propri comodi stando in silenzio o sfruttando il fasto temporaneo di un mercato privo di standard e di regole da rispettare. Ad essere precisi  non mancano esempi di aziende illuminate che invece hanno fatto della ricerca sui LED il proprio status, ma diciamo che si contano sulla punta delle dita di una mano.<br />
Come sappiamo  prima o poi “i nodi vengono al pettine” e oggi ci troviamo di fronte ad un mercato titubante e confuso nei confronti del LED proprio a causa di anni di deregolamentazione. Come dicevo, negli ultimi anni del decennio passato si è fatto con i LED ciò che si voleva, raccontando palle a destra e a sinistra, sfruttando di fatto la forte asimmetria conoscitiva tra chi propone  e chi riceve il prodotto, tanto da elevare questa nuova tecnologia a panacea di tutti i mali energetici (e non solo) di questo pianeta.</p>
<p>Ed è proprio dall’esigenza di fare chiarezza, che nascono le nuove normative che regolamentano e regolamenteranno il mondo della luce allo stato solido: oggi vi parlerò della nuova normativa <strong>UNI11356 2010</strong>, pubblicata lo scorso aprile e intitolata<strong> Caratterizzazione fotometrica degli apparecchi di illuminazione a LED</strong> che (finalmente) stabilisce i principi generali per la misurazione dei parametri fotometrici caratteristici degli apparecchi di illuminazione utilizzanti tecnologia a <strong>LED</strong> e dei <strong>moduli LED</strong>.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>Questa, ricordando l’importanza della standardizzazione, è la  premessa che ci fa la normativa:</em></span></p>
<p><em>La disponibilità di dati fotometrici affidabili e accurati riferiti agli apparecchi di illuminazione a LED è un requisito di base per qualsiasi progettista illuminotecnico ai fini della progettazione di un buon impianto di illuminazione. Questi dati devono essere ottenuti attraverso misurazioni degli apparecchi di illuminazione eseguite in condizioni note e specificate, in modo da garantire la riproducibilità delle stesse in laboratori differenti, entro i limiti dell’incertezza di misura dichiarata. L’affidabilità dei dati dipende, tra l’altro, da qualifiche ben definite riguardanti la gestione, l’organizzazione e la riferibilità metrologica del laboratorio e delle competenze del personale.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>E dunque una serie di definizioni, regole e principi da seguire a prova di  incomprensione che stabiliscono tutte le modalità da seguire per effettuare le prove di misurazione fotometrica: dalla condizioni ambientali della stanza di misurazione all’alimentazione elettrica da  applicare alla sorgente, alle caratteristiche del campione di misura. Insomma nulla è dato al caso.</p>
<p>Ma vediamo più nel dettaglio cosa ci dice la UNI11356, ovviamente per qualsiasi approfondimento vi rimando ad una lettura completa della norma che ovviamente potete acquistare sul sito di <a href="http://webstore.uni.com/unistore/public/productdetails?productId=UNI1135600!EIT" target="_blank">UNI STORE</a>.</p>
<p>Qua di seguito vi riporto gli articoli a mio avviso più interessanti:</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>Finalmente viene fatta chiarezza sulle condizioni al contorno di misurazione…</em></span></p>
<p><strong>Temperatura ambiente </strong></p>
<p>La temperatura ambiente Ta deve essere uguale a (25 ± 1) °C per tutta la durata della misurazione della sorgente luminosa. La temperatura ambiente deve essere misurata a una distanza orizzontale non maggiore di 1,5 m rispetto alla superficie dell’apparecchio di illuminazione a LED acceso.</p>
<p>La misurazione della temperatura non deve essere influenzata dalla radiazione diretta della sorgente in prova e da ogni altra fonte di calore.</p>
<p><strong>Movimento dell’aria</strong></p>
<p>Il movimento dell’aria in prossimità dell’apparecchio di illuminazione a LED sottoposto a prova non deve essere maggiore di 0,2 m/s.</p>
<p><strong>Alimentazione elettrica</strong></p>
<p>La tensione ai morsetti di alimentazione dell’apparecchio di illuminazione a LED deve essere regolata e mantenuta a un valore costante, applicando una tolleranza del ±0,2% se alimentato in corrente alternata e ±0,1% se alimentato in corrente continua.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>…e sulle condizioni della sorgente e come devono essere eseguite le misure…</em></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Stabilizzazione della sorgente luminosa</strong></p>
<p>Prima di essere sottoposti a misurazione i prodotti devono aver raggiunto l’equilibrio termico. Il prodotto è considerato stabile, quando dopo 3 letture fotometriche e della potenza elettrica, eseguite in 30 min e a distanza di 15 min, non si verificano variazioni maggiori dello 1%.</p>
<p><strong>Misurazione assoluta della ripartizione dell’intensità luminosa</strong></p>
<p>Le intensità luminose emesse dalla sorgente luminosa in varie direzioni sono misurate con un goniofotometro; le misurazioni devono essere effettuate con passo angolare massimo di 2° per gli angoli gamma e 10° per i piani C.</p>
<p><strong>Misurazione del flusso luminoso</strong></p>
<p>Il flusso luminoso della sorgente può essere anche ottenuto con metodo di integrazione dell’intensità luminosa misurata dal goniofotometro ed è espresso in lumen. Le misurazioni devono essere effettuate con passo angolare massimo di 2° per gli angoli gamma e 10° per i piani C.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>…la misurazione dell&#8217;efficienza luminosa è estesa non solo alla sorgente, ma al modulo LED e all&#8217;apparecchio di illuminazione  …</em></span></p>
<p><strong>Determinazione dell’efficienza luminosa</strong></p>
<p>Il flusso luminoso e la potenza elettrica devono essere misurati contemporaneamente. L’efficienza luminosa del modulo LED è data dal rapporto tra il flusso luminoso emesso dallo stesso e la potenza elettrica misurata, esclusa la potenza dissipata dall’apparecchiatura ausiliaria. L’efficienza luminosa riferita al sistema è data dal rapporto tra il flusso luminoso emesso dal(dai) modulo(i) LED ad esso associato e la potenza elettrica misurata a monte del sistema ovvero comprensiva del modulo LED completo del suo dispositivo elettronico di alimentazione. Nel caso di misurazione della potenza in condizioni di alimentazione “ad impulsi di ampiezza” della sorgente a LED, la strumentazione deve essere tarata per le particolari condizioni di utilizzo.</p>
<p>Infine la normativa definisce le modalità con cui dovrà essere definito  il <strong>“rapporto di prova”</strong> , ossia il documento che dimostra l’avvenuta esecuzione della misurazione, i cui dovranno essere contenuti tutti i dati relativi alle condizioni ambientali di misura, tipo di strumentazione utilizzata, tipo di prodotto, ecc..</p>
<p>Dunque, in conclusione, una normativa semplice, a detta di molti un po’ troppo stringata, ma che a mio avviso va a posizionare un tassello importantissimo nel panorama normativo che regolamenterà la tecnologia LED e che, speriamo, riuscirà a mettere il dovuto ordine in un mercato martoriato da anni di deregulation.</p>
<p>Voi cosa ne dite?</p>
<p>Ciao e a presto</p>


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		<title>Tutti i segreti dei Piani della Luce</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 22:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[illuminazione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Tempo fa mi stavo riguardando un po’ di storia dell’urbanistica moderna, insomma quella che ogni bravo architetto  dovrebbe conoscere a menadito, visto che quando si affronta il tema della progettazione, come ben ti inculcano durante il corso di studi, di fondamentale importanza è capire come il territorio si è sviluppato e come si evolverà nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/02/milanoaltrasederegione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2418" title="Gotham City By Night (Milan) #3 by the doctor flickr album " src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/02/milanoaltrasederegione-300x200.jpg" alt="milano by night" width="300" height="200" /></a>Tempo fa mi stavo riguardando un po’ di storia dell’urbanistica moderna, insomma quella che ogni bravo architetto  dovrebbe conoscere a menadito, visto che quando si affronta il tema della progettazione, come ben ti inculcano durante il corso di studi, di fondamentale importanza è capire come il territorio si è sviluppato e come si evolverà nel prossimo futuro. Ebbene, l’urbanistica con le sue innumerevoli leggi revisionate ormai centinaia di volte e le sue infinite sigle è ormai una materia consolidata: chi non sa cos’è un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Regolatore_Generale" target="_blank">Piano Regolatore Generale</a>?<br />
Beh la cosa cambia quando si parla di illuminazione, o meglio illuminazione pubblica e relativi  strumenti di pianificazione che dovrebbero servire a dare una struttura quantomeno razionale a tutto il panorama delle luci sul territorio comunale. Ecco una sfida, chi di voi sa cosa è un PRIC? Nessuno? PRIC altro non è che l’acronimo di Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale, parente stretto del PRG (o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_governo_del_territorio" target="_blank">PGT</a> se preferite). Uno strumento che dovrebbe essere redatto dalle amministrazioni comunali, per il censimento della consistenza e dello stato di manutenzione degli impianti insistenti sul territorio amministrativo di competenza e per la disciplina delle nuove installazioni, nonché dei tempi e delle modalità di adeguamento, manutenzione o sostituzione di quelle esistenti.</p>
<p>Purtroppo come dicevo dovrebbe, eh sì perché ad oggi non tutti i comuni sono dotati di questo strumento a causa della solita mancanza di risorse economiche,  o  più spesso a causa di un’ignoranza endemica in materia causata da una quasi totale carenza di informazioni, che riduce il PRIC ad una relazione tecnica di qualche cartella affiancata al più da una tabella di excel quasi sempre indecifrabile.</p>
<p>C’è bisogno dunque di chiarezza, perché il PRIC diventerà sempre di più uno strumento fondamentale, soprattutto quando si parla di risparmio energetico, visto che prima di tutto è necessario capire quali sono i punti deboli di un impianto per poter intervenire di conseguenza. Ma non solo, perché non dimentichiamo che  oggi, quando si parla di illuminazione stradale, è necessario per prima cosa fare una dettagliata analisi delle condizioni al contorno per poter procedere alla definizione delle classi di progetto previste dall’attuale normativa in materia (UNI 11248), ed è proprio qui che uno strumento come il Piano della Luce diventa basilare per il progettista .</p>
<p>Dunque un ambito ancora acerbo che necessita urgentemente di capisaldi, e qui che vengo al punto, perché è con somma gioia che oggi vi vorrei presentare il sito <a href="http://www.pianidellaluce.it/" target="_blank">www.pianidellaluce.it</a>, opera magna di Paolo Spotti, lighting designer   che da tempo si sta dedicando alla divulgazione di questa spinosa materia e che tra l’altro ho avuto l’onore di ospitare su Luxemozione come guest author e che per qualsiasi informazione potete contattare alla mail <a href="mailto:info@pianidellaluce.it" target="_blank">info@pianidellaluce.it</a>.<br />
Il sito, il cui banner potete trovare qua a lato tra i “siti partner” è costruito in modo molto chiaro, suddiviso per temi ed argomenti di interesse: troverete una sezione dinamica con le news, aggiornata costantemente e una parte più istituzionale in cui invece vengono trattati in modo molto chiaro e semplice i temi più scottanti.</p>
<p>Sicuramente un punto forte di riferimento per il tecnico comunale e il professionista che vuole rimanere sempre informato in materia di pianificazione illuminotecnica. Da salvare sicuramente tra i preferiti!<br />
Mi raccomando date un&#8217;occhiata e fatemi sapere cosa ne pensate.</p>
<p>Ciao e  a presto</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Illuminazione nei luoghi di lavoro</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2010/01/illuminazione-nei-luoghi-di-lavoro.html</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 23:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ILLUMINOTECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione posti di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[uni 12464]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, prendendo spunto da  un  breve scambio di pensieri con l’amico Matteo Saraceni  (sul cui blog troverete molti dati interessanti sull’illuminazione a led in ambito stradale, e molto altro),vorrei introdurre  l’argomento spinoso dell’illuminazione sui luoghi di lavoro che ad oggi è normato, in ordine gerarchico, dal testo unico sulla sicurezza  nei luoghi di lavoro DM [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2258" title="uffici " src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/20060207_090923_777783228_splash_uffici-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" />Oggi, prendendo spunto da  un  breve scambio di pensieri con l’amico Matteo Saraceni  (<a href="http://arching.wordpress.com/" target="_blank">sul cui blog</a> troverete molti dati interessanti sull’illuminazione a led in ambito stradale, e molto altro),vorrei introdurre  l’argomento spinoso dell’illuminazione sui luoghi di lavoro che ad oggi è normato, in ordine gerarchico, dal testo unico sulla sicurezza  nei luoghi di lavoro<a href="http://www.blumatica.it/page.asp?up=testo_unico_sicurezza_dlgs_81" target="_blank"> DM 81/2008</a> , di cui abbiamo parlato <a href="http://www.luxemozione.com/2009/11/illuminazione-dannosa-sul-lavoro.html" target="_blank">qualche tempo fa</a> e che tratta anche  il tema dell’illuminazione, demandando però la trattazione specifica alla normativa  in vigore: la <a href="http://webstore.uni.com/unistore/public/productdetails?productId=UNIN1246401!EIT" target="_blank">UNI 12464-1</a> del 2004 “illuminazione dei posti di lavoro”  che ha sostituito la storica UNI 10380 del 1994.</p>
<p>Come vi dicevo un argomento spinoso , di cui si parla un sacco in ambito accademico, ma che molto pochi conoscono o applicano in maniera corretta nella pratica. Cioè,  secondo uno stile tutto italiano, la norma esiste ed anche ben fatta, ma nessuno si pone il problema di controllarne l’applicazione.</p>
<p>“Ma cosa vuoi che siano qualche lux in più o in meno sul banco di una scuola o in una sala operatoria? “ qualcuno potrebbe aver l’ardire di pensare… beh dovete sapere che il punto  che sta alla base di tutta la normativa in materia è la garanzia che lo svolgimento del lavoro all’interno del <em>compito visivo (Insieme degli elementi visivi del lavoro effettuato)</em> avvenga per prima cosa in sicurezza, preservando l’integrità del processo di visione, e garantendo la miglior condizione di benessere psico-fisico possibile.</p>
<p>Condizioni che devono essere garantite tramite una corretta illuminazione, dove per corretta non signifca solamente  &#8220;livelli di illuminamento&#8221;, o &#8221; lux&#8221; se preferite, ma anche :</p>
<ul>
<li>distribuzione delle luminanze;</li>
<li>abbagliamento;</li>
<li>direzione della luce;</li>
<li>resa dei colori e colore apparente della luce;</li>
<li>sfarfallamento;</li>
<li> controllo della luce diurna.</li>
</ul>
<p>Parametri che, se ben controllati e calibrati, sono in grado di definire uno spazio di lavoro ottimale dal punto di vista illuminotecnico.</p>
<p>Più nello specifico la normativa definisce per ciascuna tipologia di lavoro, dall’ufficio alla catena di montaggio, dei parametri di rifermento da rispettare. Vediamo nel dettaglio di cosa sto parlando:</p>
<p>Per quanto riguarda i livelli di illuminamento, sono specificati dei valori medi mantenuti minimi da garantire  all’interno del compito visivo e zone circostanti ad esso e che il valore di uniformità minimo <strong>U=Emin/Emed sia maggiore di 0,7.</strong></p>
<p><img title="Distribuzione e uniformita degli iluminamenti" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/Immagine3-300x264.jpg" alt="" width="327" height="287" /></p>
<p><strong> </strong>Garantire la giusta distribuzione dei livelli di illuminamento e delle luminanze nella zona del compito e nella zona circostante è di importanza fondamentale  al corretto svolgimento della prestazione visiva.</p>
<p>Altro punto di cui tener conto nella progettazione di un ambiente di lavoro è l’abbagliamento, ovvero il controllo di questo fenomeno al fine di ridurne gli effetti indesiderati.<br />
Brevemente, il fenomeno dell’abbagliamento si manifesta quando livelli eccessivi di luminanza sono presenti all’interno del campo visivo provocando di conseguenza  sensazione di disagio, riduzione della visibilità e della prestazione visiva. Si possono distinguere due grandi famiglie di abbagliamento: diretto o riflesso, il primo generato direttamente dalle sorgenti presenti del campo visivo, il secondo, appunto, per riflessione di queste sul piano di lavoro o sul monitor.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2259" title="abbagliamento" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/abbagliamento.jpg" alt="" width="538" height="182" /></p>
<p>Gli effetti del fenomeno dell&#8217; abbagliamento sulla prestazione visiva vengono distinti in:</p>
<p>- disability glare , o abbagliamento debilitante (o fisiologico): si intende un peggioramento istantaneo delle funzioni visive. Impedisce la sensibilità al contrasto dell&#8217;occhio e quindi la visione;</p>
<p>- discomfort glare, o abbagliamento molesto (o psicologico): è quello che più comunemente si riscontra negli interni e designa un tipo di abbagliamento che provoca una sensazione di disagio soggettivo.</p>
<p>Nella normativa viene precisato che: &#8220;Se i limiti dell&#8217;abbagliamento molesto sono soddisfatti, l&#8217;abbagliamento debilitante assume generalmente un&#8217;importanza trascurabile&#8221;.</p>
<p>Per tener sotto controllo il fenomeno di abbagliamento molesto si utilizza il parametro UGR, che sostituisce di fatto le curve di Sollner, utilizzate nella vecchia UNI 10380.L’UGR (Unified Glare Rating) permette di valutare la “dimensione” del fenomeno di abbagliamento tenendo conto di luminanza di fondo, luminanza dell’apparecchio, posizione dell’osservatore e le geometrie della stanza e si riassume nella seguente formula:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2252" title="ugr" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/ugr.gif" alt="" width="185" height="42" /></p>
<p>di cui l&#8217;amico Davide ebbe modo di parlare  in un <a href="http://www.luxemozione.com/2007/07/controllo-dellabbagliamento-ugr-unified.html" target="_blank">vecchio post</a> e a cui rimando per una trattazione più dettagliata.</p>
<p>Il controllo dell’abbagliamento può essere garantito scegliendo in maniera adeguata il corpo illuminante, per il quale viene imposto, tra l’altro, un angolo di schermatura in base alla luminanza della sorgente:</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2249" title="angoli di schermatura" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/Immagine1-300x80.jpg" alt="" width="348" height="92" /></p>
<p>e nel qual ruolo di fondamentale importanza gioca la distribuzione della luce, qua sotto una classica distribuzione batwing, in cui sono visibili anche i limiti per apparecchi BAP (Bildschirm Arbeit Platz) e Dark light utilizzati in aree con videoterminale.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2250" title="distribuzione fotometrica" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/Immagine2-300x160.jpg" alt="" width="300" height="160" /></p>
<p>Per quanto riguarda la direzionalità  va detto che la ripartizione spaziale della luce secondo le diverse direzioni è un elemento importante e spesso decisivo per la visione dei rilievi. La presenza di ombre particolarmente marcate può provocare  fenomeni di adattamento dell’apparato visivo troppo bruschi:</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2256" title="direzione della luce" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/Immagine4-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></p>
<p>Infine temperatura colore e<a href="http://www.luxemozione.com/2007/12/indice-di-resa-cromatica.html" target="_blank"> indice di resa cromatica</a> sono parametri che la normativa definisce per ciascuna categoria, poiché da essa possono prescindere le attività svolte all’interno dell’ambiente di lavoro.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2254" title="temperatura colore" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/tk.jpg" alt="" width="528" height="177" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2253" title="resa cormatica" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/ra.jpg" alt="" width="527" height="186" /></p>
<p>Per la prestazione visiva e la sensazione di comfort e di benessere è importante che nell&#8217;ambiente i colori degli oggetti e della pelle umana siano resi in modo naturale, corretto e che facciano apparire le persone attraenti e in buona salute, così come la scelta dell’adeguata temperatura di colore può garantire il top del comfort psicologico e quindi l’adeguato svolgimento delle mansioni all’interno dello spazio lavorativo.</p>
<p>In realtà esistono altri due fattori di cui tener conto nella progettazione illuminotecnica nei luoghi di lavoro: la componente di luce naturale e il così detto fenomeno di sfarfallamento.</p>
<p>La penetrazione della luce naturale nell’ambiente, che da un lato deve essere controllata con sistemi di oscuramenti adeguati a limitare fenomeni di riflessione e abbagliamento,  dall’altro può dare benefici dal punto di vista energetico: pensate ad un sistema in grado di leggere la quantità di luce naturale all’interno della stanza e di conseguenza regolare la componente artificiale.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2255" title="tipologie di oscuranti" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/shadow-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></p>
<p>Per quanto riguarda l’effetto sfarfallamento o <em>flickering,</em> dovete sapere che le lampade a scarica, alimentate a tensione alternata, si accendono e si spengono con una frequenza di 100 Hz, cioè ad ogni cambio della polarità della tensione. L’effetto di sfarfallio può essere completamente evitato con l’impiego di reattori elettronici ad alta frequenza,superiore a 20.000 Hz. Il fenomeno, se non controllato può avere effetti negativi sulla visione.Qua di seguito un grafico esplicativo della frequenza di funzionamento delle sorgenti a scarica.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2257" title="flickering" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/01/flockr-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p>
<p>Dunque  numerosi sono i parametri da controllare e, per riallacciarmi al discorso intavolato con Matteo sulle plafoniere a LED, beh&#8230; ben vengano le innovazioni, ma attenzione, perché non basta palare  di vita media o lux a terra per fare di un plafoniera un’ottima plafoniera da utilizzare a scuola o in ufficio. A proposito visto che si parla di illuminazione per interni a LED vi rimando all&#8217;ottimo articolo scritto proprio da Matteo sul suo bolg: ecco qua il <a href="http://arching.wordpress.com/2010/01/27/illuminazione-di-interni-a-led-uffici-e-scuole/">link diretto</a>.<br />
Ovviamente per una trattazione più dettagliata vi rimando alla normativa che potete acquistare sul sito dell&#8217;<a href="http://webstore.uni.com/unistore/public/productdetails?productId=UNIN1246401!EIT" target="_blank"> UNI </a>e a testi e manuali specifici, tra cui il <a href="http://www.tecnichenuove.com/libri/manuale_di_illuminazione.html" target="_blank">Manuale dell&#8217; Illuminazione,</a> in cui il tema è trattato in modo molto dettagliato.</p>
<p>Ciao e alla prossima.</p>


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<li><a href='http://www.luxemozione.com/2009/11/illuminazione-dannosa-sul-lavoro.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Illuminazione dannosa sul lavoro'>Illuminazione dannosa sul lavoro</a></li>
<li><a href='http://www.luxemozione.com/2008/12/archivio-dellilluminazione-pubblica.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Una piazza di luce: archivio per l&#8217;illuminazione pubblica'>Una piazza di luce: archivio per l&#8217;illuminazione pubblica</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Illuminazione stradale: UNI11248</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 14:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[illuminazione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[UNI 11248]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente! a partire da oggi è scaricabile (a pagamento) dal sito UNI la nuovissima norma la UNI 11248 &#8220;illuminazione stradale, selezione delle categorie illuminotecniche&#8221; , che sostituisce la norma UNI EN13201 fascicolo 1 in realtà mai pubblicata e quindi rende attuativa la norma UNI EN13201 fascicoli 2 3 4 che sostituisce la vecchia UNI10439 2001 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/RyC9lGJLs1I/AAAAAAAAAIc/msnHnKXl5rs/s1600-h/italia.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125304820949562194" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 242px; height: 229px;" src="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/RyC9lGJLs1I/AAAAAAAAAIc/msnHnKXl5rs/s320/italia.jpg" border="0" alt="" /></a>Finalmente! a partire da oggi è scaricabile (a pagamento) dal sito <a href="http://www.uni.com/it/">UNI</a> la nuovissima norma  la UNI 11248 &#8220;illuminazione stradale, selezione delle categorie illuminotecniche&#8221; , che sostituisce la norma UNI EN13201 fascicolo 1 in realtà mai pubblicata e quindi rende attuativa la norma UNI EN13201 fascicoli 2 3 4 che sostituisce la vecchia UNI10439 2001<br />
Per chi non lo sapesse sono anni che si attende l&#8217;uscita di questa norma, per più di 4 anni la UNI EN 13201,  è rimasta in stand by, divisa in quattro fascicoli: UNI EN 13201/1/2/3/4,  dei quali solo gli ultimi tre erano stati fin ora pubblicati. Il primo fascicolo, ora UNI 11248, definiva  la classificazione delle categorie illuminotecniche, pertanto  la  non esecutività  di  quest&#8217;ultimo  signigficava rendere inutilizzabili anche gli altri: come verificare i requisiti di una strada se non so a che classe quest&#8217;ultima fa riferimento?<br />
Perchè è importante questa norma? Perchè introduce un procedimento di valutazione e verifica degli impianti stradali completamente innovativo ,  proprio nella definizione delle classi illuminotecniche i maggiori cambiamenti: le strade non sono più classificate semplicemente in base alla tipologia di traffico veicolare,  la classificazione è estesa anche alle aree pedonali e alle piste ciclabili, e considera anche molti aspetti ambientali come presenza di ostacoli, livello di criminalità, panorama urbano, flusso di traffico, ecc.<br />
La nuova norma, suddivisa in quattro fascicoli, definisce in maniera molto dettagliato le modalità con cui procedere nelle classificazione, nella verifica, nella definizione delle griglie di calcolo e metodologie di misurazione delle prestazioni fotometriche degli impianti.<br />
In conclusione si può affermare che, a seguito di quanto detto,  il processo di progettazione dell&#8217;illuminazione di una strada porterà a risultati sicuramente più completi, ma nel contempo richiederà una serie di valutazioni a monte che spesso sono impossibili da stimare e quindi darà luogo ad una complicazione del processo stesso.<br />
Però non mi fascerei la testa prima del dovuto&#8230;.aspetto con ansia il prossimo progetto stradale nel quale applicare questa norma.<br />
ciao a tutti</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Linee guida per i Piani dell&#8217;illuminazione</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 06:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligting design]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento luminoso]]></category>
		<category><![CDATA[piani dell'illuminazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Non tutti sanno che per illuminare in esterno è necessario far riferimento ad una serie di leggi regionali in tema di lotta all&#8217;inqinamento luminoso e risparmio energetico (qua). In Lombardia la legge di riferimento è la L.R. 17 del 2000 successivamente integrata con L.R. 38 2004. Uno dei punti salienti di queste leggi è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_41ydQARgL8w/RuZDWQdJyII/AAAAAAAAAFU/2Q_hLGyshsI/s1600-h/mappeitalianotte.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108844876951832706" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 205px; height: 220px;" src="http://bp2.blogger.com/_41ydQARgL8w/RuZDWQdJyII/AAAAAAAAAFU/2Q_hLGyshsI/s320/mappeitalianotte.jpg" border="0" alt="" /></a>Non tutti sanno che per illuminare in esterno è necessario far riferimento ad una serie di leggi regionali in tema di lotta all&#8217;inqinamento luminoso e risparmio energetico (<a href="http://luxemozione.blogspot.com/2007/07/inquinamento-lumoso-e-progettazione.html">qua</a>).<br />
In Lombardia la legge di riferimento è la <a href="http://www.cielobuio.org/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=1155:articolo-1117&#038;catid=105:cat-leggi-italia&#038;Itemid=74">L.R. 17 del 2000 </a> successivamente integrata con L.R. 38 2004. Uno dei punti salienti di queste leggi è la stesura di &#8220;Piani dell&#8217;illuminazione&#8221; comunali: in lombardia secondo l&#8217;articolo 4 della L.R. 17/2000 i comuni dovranno dotarsi di Piani della luce entro il 31 dicembre 2007 ( personalmente non credo che tutti i  comuni riusciranno ad adeguarsi entro questo termine).<br />
Per piano di illuminazione si intende lo strumento con il quale i Comuni dovrebbero riuscire a razionalizzare gli interventi di manutenzione e sostituzione degli impianti di illuminazione pubblica obsoleti o fuori norma. I P.L. dovranno pertanto contenere sia  tutti i dati relativi allo stato di fatto degli impianti che quelli necessari ad effettuare  interventi di sostituzione ed integrazione degli stessi.<br />
Ma come fare? Fin&#8217;ora le decisioni sul come redigere un P.L. erano lasciate quasi interamente al professionista incaricato. Ora le cose sono cambiate,almeno in Lombardia, infatti con decreto regionale della Lombardia pubblicato il 13 agosto 2007 sono approvate le &#8220;Linee guida per la redazione dei piani di illuminazione&#8221;.<br />
(Ovviamente ancora una volta dietro a tutto c&#8217;è la lunga mano <a href="http://cielobuio.org/">Cielo Buio</a> <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ) Cosa ne pensate?</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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