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	<title>Luxemozione &#187; INFORMAZIONE</title>
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	<description>News dal mondo della luce</description>
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		<title>E se la luce si spegnesse per sempre?</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 20:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[accademia della luce]]></category>
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		<description><![CDATA[Erano i primi mesi di Luxemozione quando, armato della sola voglia di far crescere questo blog che allora contava solo pochi articoli, contattai l’amico Gianandrea, direttore dell’Accademia della Luce (che avevo trovato per caso cercando in google), proponendo uno scambio di referenze. La risposta fu praticamente immediata, wow il primo sito di un certo spessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2645" title="shot on light bulb_1 @HuangZ" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/05/3550191810_4a7f5605f6-300x210.jpg" alt="light bulb" width="300" height="223" />Erano i primi mesi di Luxemozione quando, armato della sola voglia di far crescere questo blog che allora contava solo pochi articoli, contattai l’amico Gianandrea, direttore dell’<a href="http://www.accademiadellaluce.it/" target="_blank">Accademia della Luce</a> (che avevo trovato per caso cercando in google), proponendo uno scambio di referenze. La risposta fu praticamente immediata, wow il primo sito di un certo spessore che mi concedeva un simile onore, uno scambio banner, a me piccolo blogghettino di soli  pochi kilolbit.<br />
Fu così che iniziò l’amicizia tra Luxemozione e <a href="http://www.lighteducation.com/" target="_blank">Light Education</a>, sito di riferimento dell’Accademia della Luce.<br />
Sono passati più di due anni e le cose cambiano, Luxemozione è ormai un blog ben strutturato, forte di 260 articoli, che per ora resiste alle sferzate di questa crisi che, un po’ come questa pioggia, sembra non andarsene mai. Così purtroppo non è stato per l’Accademia, che la crisi l’ha sentita eccome e che ora è costretta a chiedere aiuto agli amici più vicini per sopravvivere.</p>
<p>Questo il messaggio di SOS che stamane ho ricevuto per posta e che vi riporto in versione integrale:</p>
<p><em>Cari Amici, Soci e Colleghi,<br />
in questi anni l&#8217;</em><em>Accademia della Luce </em><em>ha portato avanti con successo la sua attività di promozione e diffusione della cultura della Luce, grazie all’entusiasmo e alla partecipazione dei suoi soci, amici, colleghi e sostenitori.<br />
Nel corso degli anni, ci avete sostenuto generosamente, convinti del merito del nostro lavoro.<br />
L&#8217;</em><em>Accademia della Luce </em><em>a fine GIUGNO 2010 sospenderà la sua attività per mancanza di fondi.<br />
Per la congiuntura economica attuale sono venuti a mancare i contributi delle aziende che sostengono il nostro progetto da anni.Vi CHIEDIAMO di non assistere passivamente alla distruzione di una realtà, quella dell&#8217;</em><em>Accademia della Luce </em><em>che è una risorsa vitale per la cultura della Luce in Italia.<br />
Il Vostro contributo ci permetterà di proseguire nella realizzazione dei progetti di seguito elencati:<br />
Ammodernamento sito Internet<br />
Festa della Luce<br />
&#8220;Arte, Letteratura e Scienza il fascino immateriale della Luce&#8221;<br />
Centro Studi e Archivio Storico della Luce<br />
Scuola Europea Progettazione della Luce Eco-Sostenibile<br />
2012 Anno Internazionale della Cultura della Luce<br />
Master e Workshop di specializzazione professionale.<br />
</em><em>AIUTATECI &#8220;8.000 EURO per non SPENGERCI&#8221;</em><em><br />
</em><em>Potete versare il Vostro CONTRIBUTO a: </em><em>L&#8217;Accademia della Luce </em><em><br />
</em><em>Conto Corrente Postale 72128242<br />
oppure con BONIFICO Bancario<br />
Codice IBAN IT06 I076 0103 0000 0007 2128 242<br />
Hanno già aderito al nostro appello<br />
Salvatore Mancinelli 350 Euro<br />
Livia Cannella 70 Euro<br />
Piergiorgio Capparucci 200 EURO<br />
Antonio Tosi 70 Euro<br />
Gianluca Sacco 70 Euro</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Diamo una mano dunque a questi signori, che dopo anni impegnati a diffondere questa passione per la luce che ci accomuna, ora rischiano di chiudere per sempre.</p>
<p>Aiutiamoli dunque!</p>
<p>Grazie e  a presto</p>


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		<title>Un viaggio nel mondo dell’illuminotecnica</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 19:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ILLUMINOTECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura della luce]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto pesa la cultura della luce? Diverse tonnellate, visti gli sforzi che sono necessari per mantenere in vita le strutture preposte alla divulgazione, scuole, corsi, blog  e siti, che hanno origine da un&#8217;unica passione che ci accomuna, quella per l’illuminazione. Solo chi sta dietro la cattedra può sapere quanti sforzi sono impiegati, se non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2588" title="Travelling Mate  @osvaldozoom flokr album" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/05/travel-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" />Quanto pesa la cultura della luce? Diverse tonnellate, visti gli sforzi che sono necessari per mantenere in vita le strutture preposte alla divulgazione, scuole, corsi, blog  e siti, che hanno origine da un&#8217;unica passione che ci accomuna, quella per l’illuminazione.<br />
Solo chi sta dietro la cattedra può sapere quanti sforzi sono impiegati, se non ci credete chiedete agli amici Matteo di <a href="http://arching.wordpress.com/" target="_blank">Arching</a>, e Romano <a href="http://www.lightingnow.net/" target="_blank">Lighting now</a>, giusto per fare due esempi, chiedete pure quante ore perse a consumarsi le dita sulla tastiera per scrivere di illuminazione, fino a notte fonda.<br />
Dunque fare cultura ha un peso specifico notevole, soprattutto quando chi la fa non ha altro che la propria passione per la luce, che cerca di mantenere viva di giorno in giorno. Sempre pronti, sull’attenti, a scrivere di illuminazione!</p>
<p>Questa premessa per introdurvi ad una pubblicazione che parla di illuminazione, scritta e autoprodotta da un altro appassionato della luce, Angelo Iorio, laureato in fisica e laureando in Ingegneria Elettrica e Nucleare, oggi impiegato presso la <a href="http://www.fontanaarte.it/homepage.php" target="_blank">FontanaArte</a>, azienda storica dell’illuminazione made in Italy.</p>
<p><strong>Illuminotecnica: appunti di viaggio</strong>, questo il titolo del libricino dalla copertina grigia di “sole” 150 pagine.  Uhff Il solito libro di illuminotecnica! direte voi, può essere, ma è la dimostrazione che non sono solo i grandi nomi possono fare divulgazione, basta la passione, una preparazione coi fiocchi e ovviamente la voglia di investire tempo e danaro.<br />
Come dicevo “Appunti di Viaggio” e così è, vi troverete a leggere un ottimo libro di illuminotecnica che vi farà ri-scoprire quelle nozioni di illuminotecnica ormai stipate laggiù nell’angolo più polveroso della mente. Un viaggio  nell’illuminotecnica che parte dall’ astro fisica e si conclude con la parte più applicativa, quella delle norme.</p>
<p>Un libro che certo non sostituisce altre pubblicazioni di illuminotecnica di ben altra tiratura, ma che si accosta ad esse e si rivolge in particolare a coloro che per la prima volta si avvicinano al magico mondo dell’illuminazione.</p>
<p>Per chi fosse interessato all’acquisto segnalo il sito che distribuisce il libro<a href="http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/illuminotecnica-appunti-di-viaggio/7662664 " target="_blank"> LULU.com</a> per chi invece fosse curioso di dare un’occhiata ai contenuti vi segnalo che su <a href="http://books.google.it/books?id=K0cegCwJWD0C&amp;lpg=PA1&amp;ots=nBXUCUjHxU&amp;dq=Illuminotecnica%3A%20appunti%20di%20viaggio&amp;pg=PA4#v=onepage&amp;q&amp;f=false" target="_blank">google books</a> sono disponibili estratti di parte della pubblicazione.</p>
<p>Buona lettura e buon viaggio nel mondo dell’illuminotecnica!<br />
alla prossima</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ecco come i LED cambieranno la nostra vita</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 21:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di nuove tecnologie subito la mente divaga in mille fantasie sulle possibili applicazioni che queste potrebbero avere nella vita di tutti i giorni. Parlando più nello specifico  di  illuminazione,  il mondo dell’industrial design, inteso nella definizione che più gli si addice, è sempre di più lanciato alla ricerca della miglior applicazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2460" title="place-it lighting signage" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/place-it-lighting-signage-h-640x480-300x207.jpg" alt="Place it" width="300" height="207" />Quando si parla di nuove tecnologie subito la mente divaga in mille fantasie sulle possibili applicazioni che queste potrebbero avere nella vita di tutti i giorni. Parlando più nello specifico  di  illuminazione,  il mondo dell’industrial design, inteso nella definizione che più gli si addice, è sempre di più lanciato alla ricerca della miglior applicazione di LED e O-LED. Sicuramente la prossima fiera sull’illuminazione in terra tedesca, Il<a href="http://light-building.messefrankfurt.com/frankfurt/de/besucher/willkommen/erleben.html" target="_blank"> Light and Building</a>,  sarà l’ennesimo banco di prova per queste tecnologie: dai lampadari ai  proiettori stradali .</p>
<p>Dunque, solo banale riutilizzo in applicazione in cui anche le care vecchie sorgenti riescono ancora a dire la loro? Questo è il futuro che ci aspetta? Nemmeno per idea. Le strade del design sono infinite, ma soprattutto sono infinite le applicazioni a cui possono tendere le nuove tecnologie di luce elettronica.</p>
<p>Proprio stamattina <a href="http://www.research.philips.com/newscenter/archive/2010/100315-place-it.html" target="_blank">stavo leggendo</a> della recente formazione  (grazie ad un fondo EU di 10,9 milioni di euro) di <a href="http://www.place-it-project.eu/" target="_self">Place-it</a> (Platform for Large Area Comformable Electronics by InTegration), consorzio di aziende, in cui troviamo <a href="http://www.research.philips.com" target="_blank">Philips Research</a>, il cui obiettivo è quello di trovare possibli integrazione della tecnologia LED  negli oggetti di uso quotidiano, tra cui anche i tessuti.<br />
Quello dei tessuti è francamente un ambito al quale non avevo pensato, almeno non tanto seriamente come sembra aver fatto invece Philips Research, che ormai da diversi anni si è lanciata in questo settore, aprendo addirittura un marchio, <a href="http://www.lumalive.com" target="_blank">Lumalive</a>, indirizzato fino ad oggi ad applicazioni legate allo spettacolo o eventi in generale.<br />
Qua sotto un paio di video esplicativi di quelli che sono stati fin oggi le applicazioni del progetto Lumalive:</p>
<p><object width="512" height="288"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6100915&#038;server=vimeo.com&#038;show_title=1&#038;show_byline=1&#038;show_portrait=1&#038;color=00ADEF&#038;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6100915&#038;server=vimeo.com&#038;show_title=1&#038;show_byline=1&#038;show_portrait=1&#038;color=00ADEF&#038;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="512" height="288"></embed></object></p>
<p><object width="550" height="316"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6097556&#038;server=vimeo.com&#038;show_title=1&#038;show_byline=1&#038;show_portrait=1&#038;color=00ADEF&#038;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6097556&#038;server=vimeo.com&#038;show_title=1&#038;show_byline=1&#038;show_portrait=1&#038;color=00ADEF&#038;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="550" height="316"></embed></object></p>
<p>Ma obiettivi del gruppo Philips vanno ben oltre la semplice applicazione ludica della propria ricerca, sicuramente la formazione di Place-it è testimone di un impegno maggiore in ambiti di ben altro spessore: obiettivi per il lungo termine sono di fatto quello di trovare un applicazione  del “photonic textile” in ambito medico,  ad esempio per la cura delle malattie della pelle.</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/place-it-light-theraphy-h.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2458" title="place-it-light-theraphy" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/place-it-light-theraphy-h-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Ritornando a Place-it, propositi del neonato consorzio sono in linea di massima legati all’integrazione di un substrato optoelettronico all’interno di materiali flessibili di uso comune (fogli metallici, elastici e tessuti).</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/TechnologyIntegration.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2459" title="Technology Integration" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/TechnologyIntegration-300x195.jpg" alt="Technology Integration" width="300" height="195" /></a><br />
L’area di applicazione dei prodotti sviluppati saranno fondamentalmente due:<br />
1)ambito medicale o comunque legato al benessere della persona. Tra cui appunto dicevo la cura delle malattie della pelle, adattamento ai ritmi circadiani, monitoraggio delle funzioni biologiche del corpo umano, ecc.<br />
2)oggetti di uso quotidiano, in cui troviamo: corpi illuminanti e lampade, tende luminose, vestiti segnaletici o con integrati circuiti elettronici.</p>
<p>Sicuramente una ricerca con delle basi solide, che tra non molto porterà  notevoli cambiamenti nel nostro stile di vita, a dimostrazione del fatto che quando si parla di tecnologia non esistono limiti di fantasia. Incredibile no? Voi cosa ne dite?</p>
<p>Ciao e alla  prossima.</p>


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<li><a href='http://www.luxemozione.com/2008/12/o-led-desing-contest-nuove-idee-per-una-luce-organica.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: O-led desing contest: nuove idee per una luce organica'>O-led desing contest: nuove idee per una luce organica</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Quanto è pericolosa la luce che hai in ufficio?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Eureka! Questa è stata la prima esclamazione che mi è brillata in testa quando ho letto l’articolo “Sicurezza elettrica e ottica degli apparecchi di illuminazione a Led” sull’ ultimo numero di Luce. Eh sì perché guarda caso, e vi posso assicurare che di caso si tratta, mi ha aiutato a togliere un po’ di nebbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/Eye_by_PARANOIA__7.jpg"><img class="size-medium wp-image-1984 alignleft" title="Eye_by_PARANOIA__7" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/Eye_by_PARANOIA__7-300x225.jpg" alt="Eye_by_PARANOIA__7" width="300" height="225" /></a>Eureka! Questa è stata la prima esclamazione che mi è brillata in testa quando ho letto l’articolo “Sicurezza elettrica e ottica degli apparecchi di illuminazione a Led” sull’<a href="http://www.aidiluce.it/doc/LUCE_4-09.pdf" target="_blank"> ultimo numero di Luce</a>. Eh sì perché guarda caso, e vi posso assicurare che di caso si tratta, mi ha aiutato a togliere un po’ di nebbia dal mio cervello sull’argomento sicurezza e illuminazione, di cui ho avuto modo di parlare lo <a href="http://www.luxemozione.com/2009/11/illuminazione-dannosa-sul-lavoro.html" target="_blank">scorso articolo</a>, nel quale, per l’appunto, mi domandavo in che modo si potessero fare le misurazioni spettrografiche atte definire la pericolosità o meno di una sorgente, o meglio del corpo illuminante all’interno del quale è ospitata.</p>
<p>Abbiamo visto che il nuovo decreto in materia di sicurezza sul lavoro si esprime in maniera perentoria quando si parla di tempi di esposizione, lunghezze d’onda, bande di spettro, danni causati alla retina o alla pelle. Ebbene la legge non fa altro che recepire quanto affermato nella Direttiva del Parlamento Europeo, numero <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2006:114:0038:0059:IT:PDF" target="_blank">25 del 5 aprile 2006.</a><br />
Però una cosa è certa, quanto affermato all’interno del Decreto 81, o se volete nella direttiva europea, tutto è fuorchè chiarificatrice sulle modalità con cui effettuare le misurazioni. Questo perché, ignoranza mia (colmata per fortuna dall’articolo che vi dicevo), esiste una normativa europea, la EN62471 del 2008 , che deriva a sua volta da una normativa americana, la<a href="http://www.techstreet.com/cgi-bin/detail?product_id=1519485" target="_blank"> IEC62471</a>, della quale modifica solo alcuni parametri e che entrerà di fatto in vigore il primo settembre 2010 (il primo settembre a quanto pare è una data importante per chi legifera <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ). Dunque, questa norma non solo definisce dei limiti di esposizione, ma si esprime in maniera chiara su come effettuare le misurazioni  e, udite udite, definisce una classificazione di pericolosità.</p>
<p>La EN62471/2008 definisce in modo chiaro i diversi tipi di danno a cui si potrebbe essere soggetti in caso di “sovraesposizione”, cioè qualora l’irraggiamento subito sia al di sopra di quanto normato, per cui suddivisi per range di lunghezza d’onda, si possono distinguere:</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/danni.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1976" title="danni irraggiamento" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/danni-300x120.jpg" alt="danni irraggiamento" width="300" height="120" /></a></p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/spettro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1977" title="spettro danni" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/spettro-300x156.jpg" alt="spettro danni" width="300" height="156" /></a></p>
<p>Ok, ma chi effettua le misure di Irradianza e Radianza spettrale necessarie a valutare il rischio? E come faccio a sapere già in fase di progetto se quello che sto montando è più o meno pericoloso per l’utente finale, sia esso un impiegato o un operaio? Beh mi aiuterò ancora una volta con il bell’articolo, che tra l’altro vi consiglio di leggere, trovato su Luce, nel quale si legge che, relativamente ai LED (soggetto dell’articolo in questione) <a href="http://www.imq.it/it/index.html" target="_blank">IMQ</a> si è dotata di un laboratorio atto ad effettuare le misurazioni sia di Irradianza [W/m<sup>2</sup>*nm] ,utilizzata per valutare i danni alla pelle,  che di Radianza spettrale [W/m<sup>2</sup>*sr*nm], utilizzata invece  per i danni alla retina.</p>
<p><em>Il cuore del laboratorio  <strong>IMQ</strong> è rappresentato da uno spettro radiometro a doppio monocromatore. Un monocromatore è un dispositivo in grado di raccogliere in ingresso la radiazione ottica emessa dalla sorgente e convogliarne le differenti componenti in uscita, per mezzo di ottiche particolari e di dispositivi, quali i reticoli di diffrazione, che ne eseguono la scomposizione.Dopo aver calcolato i valori di irradianza e radianza spettrale nei rispettivi intervalli, questi vengono confrontati con i limiti stabiliti dalla norma. A seconda del grado di pericolosità gli apparecchi vengono classificati secondo  4 “Gruppi di Rischio”:</em></p>
<ul>
<li><em> Gruppo Esente, assenza di rischio;</em></li>
<li><em>Gruppo 1, rischio basso;</em></li>
<li><em>Gruppo 2, rischio moderato;</em></li>
<li><em>Gruppo 3, rischio alto.</em></li>
</ul>
<p>Però come fare a preservare l’incolumità dell’utilizzatore esposto a quanto pare è un aspetto che la EC/EN62471 non tocca, anche se, a quanto si legge, nella seconda parte della norma è definita una metodologia atta ad etichettare i vari corpi illuminanti  sul grado di pericolosità, fornendo quindi i requisiti di utilizzo in sicurezza.</p>
<p>Dunque un panorama normativo che a quanto pare si esprime in maniera molto chiara sulle modalità atte a definire  la pericolosità di un apparecchio di illuminazione. Mi domando ora chi verificherà l’effettiva applicazione dei “requisiti di utilizzo in sicurezza”, speriamo solo non sia l’autorità preposta alla verifica della corretta illuminazione nei luoghi di lavoro e nelle strade o, ancor meglio, chi dovrebbe verificare il rispetto delle più banali regole di sicurezza in cantiere!</p>
<p>Voi cosa ne dite?<br />
Ciao e alla prossima! <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Illuminazione dannosa sul lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 23:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ILLUMINOTECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[legge 81]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di sicurezza sul lavoro vengono subito  alla mente tutti quei terribili eventi di “morti bianche” che fino a non molto tempo fa riempivano le pagine di cronaca dei giornali nazionali e locali. Ora se ne parla un po’ meno, ciò non significa che gli incidenti non avvengano più, o che ora vengano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/242259195_79b9bfc64e.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1945" title="Office by B.Hybrid" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/242259195_79b9bfc64e-300x225.jpg" alt="Office by B.Hybrid" width="300" height="225" /></a>Quando si parla di sicurezza sul lavoro vengono subito  alla mente tutti quei terribili eventi di “morti bianche” che fino a non molto tempo fa riempivano le pagine di cronaca dei giornali nazionali e locali. Ora se ne parla un po’ meno, ciò non significa che gli incidenti non avvengano più, o che ora vengano adottate tutte le necessarie misure precauzionali di sicurezza. Ci mancherebbe altro, tutti i giorni, proprio davanti a dove lavoro io, ogni istante vengono eluse le più banali regole di sicurezza in cantiere: nessun elmetto, operai in elevazione senza cintura, e via dicendo.</p>
<p>Ebbene, forse non tutti sanno che, parlando proprio di sicurezza, nel 2008 è stata introdotto il nuovo decreto 81 (che potete<a href="http://www.blumatica.it/page.asp?up=testo_unico_sicurezza_dlgs_81" target="_blank"> trovare qua</a> in versione integrale)  per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro che sostituisce la nota e ormai obsoleta legge <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_626" target="_blank">626 del 1994.</a><br />
Oggi vorrei dare uno sguardo veloce solo ad alcune parti del nuovo decreto legislativo 81 2008, la cui trattazione completa esula assolutamente dagli scopi, dai testi e degli scopi afferenti a questo blog, e poi diciamoci negli occhi…stiamo parlando di un testo di legge estremamente tecnico di oltre 300 pagine ….</p>
<p>Comunque torniamo a noi, vorrei aprire con voi un piccolo dibattito riguardante la trattazione in materia di illuminazione,  ciò che mi interessa non è però la parte riguardante i requisiti minimi di illuminazione necessari al corretto svolgimento del compito visivo, che vengono trattati in maniera molto più specifica e dettagliata nella <a href="http://www.luxemozione.com/2010/01/illuminazione-nei-luoghi-di-lavoro.html" target="_blank">UNI12464-</a>1 del 2004, vorrei dare uno sguardo invece al Capo V della legge, che stabilisce prescrizioni minime di protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare dall&#8217;esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute.</p>
<p>Quando si parla di radiazioni ottiche si intendono tutte le radiazioni comprese tra gli 100nm e 1mm quindi dagli ultravioletti (UVC, UVB, UVA) compresi nella banda tra i 100 e 400 nm ai raggi infrarossi (IRA, IRB, IRC), passando per la componente “visibile” della radiazione, compresa, come noto, da 380 a 780 nm.</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/SpettroVisibile_daLeScienze.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1940" title="SpettroVisibile diagramma spettrale" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/SpettroVisibile_daLeScienze-300x231.jpg" alt="SpettroVisibile diagramma spettrale" width="300" height="231" /></a></p>
<p><em>NB ildiagramma è ordinato per valori crescenti di frequenza, se fosse ordinato per lunghezza d&#8217;onda sarebbe l&#8217;inverso</em></p>
<p>Dunque, citando direttamente la legge: “Nell&#8217;ambito della valutazione dei rischi , il datore di lavoro (opportunamente   laureato in fisica <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ) valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori. Al superamento di detti limiti conseguirà l’attuazione di un piano adeguato che preservi l’incolumità dei lavoratori.<br />
Ma diamo un occhiata a come si dovrebbero calcolare questi limiti secondo quanto previsto nell’ allegato XXXVII, che vi riporto in parte per non annoiarvi, ma che potete trovare <a href="https://share.acrobat.com/adc/document.do?docid=b13ccdfb-7267-4157-a895-b8bce43a5cb6" target="_blank">qua in versione integrale</a>:</p>
<p>Dunque le formule semplificate per la verifica dei valori da confrontare con i valori limite opportunamente tabellati sono:</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/Formule.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1941" title="Formule" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/Formule-300x271.jpg" alt="Formule" width="300" height="271" /></a></p>
<p>e relativa  legenda:</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/Legenda-01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1943" title="Legenda 01" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/Legenda-01-300x126.jpg" alt="Legenda 01" width="300" height="126" /></a><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/legenda-02.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1944" title="legenda 02" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/legenda-02-300x144.jpg" alt="legenda 02" width="300" height="144" /></a></p>
<p>Prendiamo dunque in esame, giusto per fare un esempio la formula (c,d) relativa allo spettro compreso tra 300 e 700nm, che comprende l’ultima parte degli ultravioletti e il visibile esclusa la parte più prossima agli IR.</p>
<p>La formula per la valutazione del valore da confrontare è dato dalla sommatoria del prodotto tra L(λ) che è  un valore di radianza specifico per lunghezza d’onda espresso in W/m<sup>2</sup>*steradiante* nm cioè una densità di emissione spettrale riferita ad un angolo solido sotteso per lunghezza d’onda.</p>
<p>Bene questo L(λ) lo motiplico per B(λ) che è un valore adimensionale che “pesa” il danno fisico per lunghezza d’onda , che trovate opportunamente tabellato qua sotto (tab 1.3)</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/tab-1.3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1942" title="tab 1.3" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/11/tab-1.3-300x261.jpg" alt="tab 1.3" width="300" height="261" /></a></p>
<p>Credo che fin qua la cosa sia poco chiara a molti di voi, miei cari lettori… nulla di male è roba difficile da digerire, e poi a dire il vero lo scopo di tutta questa spatafiata non è certo la dimostrazione di questa formula, ma l’applicabilità di questa.</p>
<p>Infatti se è vero che molti valori sono tabellati e noti, alcuni rimangono un mistero, ma non un mistero sul significato, ma su chi è in grado di fornire questi dati…beh che poi non è poi un mistero così misterioso, visto che sono ben pochi (spero nessuno a dire il vero) quelli che a casa, al posto della TV hanno un bello spettrografo in grado di fornire tutti i valori di L(λ) che desideriamo  , quindi chi ci rimane? Beh Philips, Osram, Sylvania , ecc, che però…figuriamoci se renderanno mai disponibili i dati top secret sulla composizione spettrale delle proprie miscele di alogenuri e polveri fluorescenti. Quindi attendiamo che siano loro a rilasciare i dati finiti, i valori specifici delle diverse sorgenti che dovranno rispettare i più noti limiti imposti dalla normativa ( e per la cui calcolazione vi rimando all&#8217;allegato XXXVII)</p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
<p>Spero di non avervi annoiato e…alla prossima!! <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lighting Design:luci e ombre di una professione</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 22:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cesare</dc:creator>
				<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Ligting design]]></category>
		<category><![CDATA[deontologia]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lighting design]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei proporvi una mia riflessione con lo scopo di capire la natura della nostra professione e definire quali siano le condizioni per poterla esercitare al meglio.Può sembrare una banalità o una provocazione ma vorrei aprire un confronto su cosa significa oggi progettare nelle diverse realtà professionali alle quali apparteniamo. Credo che questo sia un tema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/06/565854511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1402" title="Qual'è la direzione gista" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/06/565854511-300x215.jpg" alt="Qual'è la direzione gista" width="300" height="215" /></a>Vorrei proporvi una mia riflessione con lo scopo di capire la natura della nostra professione e definire quali siano le condizioni per poterla esercitare al meglio.Può sembrare una banalità o una provocazione ma vorrei aprire un confronto su cosa significa oggi progettare nelle diverse realtà professionali alle quali apparteniamo.</p>
<p>Credo che questo sia un tema particolarmente sentito da chi ha deciso di operare nel campo della luce. Il <a href="http://www.luxemozione.com/?s=progetto+illuminotecnico&amp;x=0&amp;y=0&amp;=Go" target="_blank">progetto illuminotecnico</a> ad oggi è ancora considerato non indispensabile e quando è presente, troppo spesso, non garantisce standard qualitativi accettabili.<br />
La luce deve essere progettata, e deve essere progettata con attenzione essendo uno dei fattori che maggiormente concorre alla riuscita di un’opera, e deve perciò essere oggetto della stessa competenza e professionalità che caratterizzano le altre componenti di un progetto.<br />
Certo è che ogni edificio è illuminato ma questo non necessariamente significa che quell’impianto sia stato davvero “progettato”.<br />
Sono convinto che una strada percorribile per la soluzione di questo problema è rendere <em>obbligatorio</em> il progetto illuminotecnico; i professionisti saranno tenuti ad assumersi la responsabilità sullo sviluppo e la riuscita del progetto, così come accade per qualsiasi altro tipo di prestazione professionale che si rispetti.</p>
<p>Sono sicuro che ciò porterà ad una maggiore consapevolezza e sensibilità dei progettisti, con l’inevitabile risultato di una più diffusa qualità dei progetti.</p>
<p>L’obbligatorietà del progetto certamente non può offrire garanzie sulla qualità: continueranno ad esserci progetti buoni e progetti meno buoni.</p>
<p>L’appartenenza della progettazione illuminotecnica al campo delle prestazioni concettuali non è sufficiente a definire un valore qualitativo ma piuttosto una serie di processi che susseguendosi portano ad un dato risultato.<br />
È forse nella sensibilità personale unitamente al bagaglio culturale che ognuno si porta dietro che ritroviamo gli elementi che possono essere convogliati in un progetto e che possono determinare, qualora esistenti, non solo la diversità e l’unicità di un progetto, ma le basi per l’eccellenza.</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/06/Bagaglio1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1414" title="Bagaglio Culturale" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/06/Bagaglio1-300x299.jpg" alt="Bagaglio Culturale" width="243" height="242" /></a></p>
<p>Committenza illuminata, azienda disponibile a sperimentare, sono sicuramente strumenti importanti di supporto al progettista e che possono aiutarlo nel tentativo di offrire al problema che si deve affrontare soluzioni non codificate e ripetitive se pur corrette.</p>
<p>Succede che progettisti o designer affermati, una volta definito un proprio linguaggio compositivo, si trovino ad applicarlo ripetitivamente ad ogni situazione, come segno distintivo.<br />
La ricchezza di un buon progetto nasce invece dall’approcciarlo a mente sgombra da soluzioni preconfezionate ed affrontarlo, ogni volta, con la stessa curiosità e spirito critico.</p>
<p>È necessario praticare una continua ricerca e sperimentazione sentendo il desiderio di mettersi in discussione rischiando ed investendo su noi stessi.<br />
In questo senso l’affermarsi di nuove tecnologie rappresenta una rivoluzione nel nostro settore ed un’occasione  per spingerci a modificare l’approccio al tema progettuale.</p>
<p>Condizione necessaria è poter contare su un <em>Sistema Progetto</em> culturalmente educato a supportare queste sfide; committenza ,<strong> progettisti ed aziende devono ricercare il medesimo fine</strong>.</p>
<p>Credo che l’industria italiana, caratterizzata da quell’artigianato evoluto cha ha decretato il successo del <strong>Made in Italy</strong>, debba continuare a credere in questa cultura del progetto e mettere a disposizione gli strumenti  non perdendo la dimensione di veri e propri laboratori di ricerca.</p>
<p>Come dicevo questa è una mia riflessione che spero possa essere un buon punto di partenza per una ingarbugliata discussione da dipanare assieme. <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Cosa ne pensate?</p>


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		<title>Ecco come ti controllo il mercato dei LED</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2009/03/come-ti-controllo-il-mercato-dei-led.html</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 14:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[Osram]]></category>
		<category><![CDATA[philips]]></category>

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		<description><![CDATA[Come già accennato nello scorso articolo il mercato delle lampade tradizionali (incandescenza e scarica in gas in generale) sono gestiti in Europa in regime duopolistico da Osram e Philips. Le cose potevano essere diverse per il mercato del LED, forse non lo sapete, ma nel mondo sono molteplici le aziende in grado di produrre LED, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/03/1128411_37648354.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-878" title="Philips led Royalties" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/03/1128411_37648354-300x202.jpg" alt="Philips led Royalties" width="300" height="202" /></a>Come già accennato nello<a href="http://www.luxemozione.com/2009/03/luce-ecologica-incandescenza-vs-fluorescenza.html" target="_blank"> scorso articolo</a> il mercato delle lampade tradizionali (incandescenza e scarica in gas in generale) sono gestiti in Europa in regime duopolistico da Osram e Philips. Le cose potevano essere diverse per il mercato del LED, forse non lo sapete, ma nel mondo sono molteplici le aziende in grado di produrre LED, ma purtroppo a quanto pare non è così per le tecnologie di gestione, di interfaccia sul chip, ecc, cioè tutto quello che riguarda il sistema strettamente preposto al corretto  funzionamento dei diodi.</p>
<p>La Philips infatti, forte dell&#8217;acquisto di ColorKinetics nel 2007 per la modica cifra di 791 milioni di dollari, è diventata proprietaria di circa 1000 brevetti relativi allo sviluppo della tecnologia LED , nell&#8217;accezione più ampia del termine.<br />
Quindi l&#8217;azienda olandese dall&#8217;alto del suo trono, a partire dal giugno 2008, ha introdotto una<a href="http://www.ledsmagazine.com/news/5/7/3" target="_blank"> programma  di licens patent</a> rivolta  alle  sorgenti tradizionali e, novità delle novità,  estesa alla tecnologia LED. In sostanza viene imposto l&#8217;obbligo a tutti coloro che utlizzano led sia per corpi illuminanti, sia per insegne luminose  a pagare le royalties sui brevetti di proprietà Philips.</p>
<p>I livelli di costo previsti in caso di utlizzo di tecnologia led non Philips (es Cree) sono 3:</p>
<ul>
<li>3% sul prezzo netto di vendita per apparecchi con sorgenti led di colore bianco</li>
<li>4% sul prezzo netto di vendita per apparecchi con sorgenti led di colore bianco regolabile</li>
<li>5% sul prezzo netto di vendita per i sistemi a LED cambiacolore.</li>
</ul>
<p>Ovviamente il pagamento della quota parte non dovuto se la tecnologia LED è Philips, cioè se io costruttore decido di utilizzare Lumileds per i miei bei prodotti non devo pagare nulla (e ci mancava altro).</p>
<p>Nell&#8217;ottobre del 2008 è stato <a href="http://www.ledsmagazine.com/news/5/9/31" target="_blank">sottoscritto un accordo </a>tra Osram e Philips (nemiche giurate da sempre) che estende  l&#8217;esenzione di pagamento delle royalties anche alla tecnologia dell&#8217;azienda tedesca.</p>
<p>In particolare l&#8217;ccordo è rivolto all&#8217;utilizzo di &#8220;componenti significativi&#8221; Osram , cioè Modulo Osram, Alimentatore Osram, Sistema di controllo Osram, non è incluso nell&#8217;accordo  l&#8217;utilizzo di led singoli. Quindi i corpi illuminanti <a href="http://www.osram-os.com/osram_os/EN/" target="_blank">con led di tecnologia tedesca</a> sono soggetti al pagamento di Royalties.</p>
<p>A mio parere una politica al limite della decenza che in sostanza dovrebbe garantire  a Philips prima di tutto e Osram poi di mantenere inalterata l&#8217;egemonia sulla produzione delle sorgenti luminose, estendendola anche al mondo del LED. E quindi mettere al sicuro il controllo di tutta la fetta di mercato riguardante il LED che, previsioni alla mano, sarà una fetta via via sempre più grande, visto che  il futuro dell&#8217;illuminazione sarà allo stato solido (SSL).<br />
Voi cosa ne dite, riusciranno veramente  i due giganti europei ad imporre questa politica a tutte le aziende mondiali produttrici di LED? Io spero di no!</p>


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		<title>C&#8217;era una volta la ILTI luce</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 22:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[ilti luce]]></category>
		<category><![CDATA[philips]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; proprio il caso di dirlo, la Philips non si smentisce mai. L&#8217;estrema aggressività della politica acquisti dell&#8217;azienda olandese non è certo una novità, credo si basi sul principio chiave &#8220;se non riesci ad uccideli fatteli amici&#8221; o meglio coprali, sto parlando delle aziende che negli ultimi anni sono state acquistate dalla Philips tra cui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/02/1111941469_5da870d0db_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-806" title="In vendita" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/02/1111941469_5da870d0db_o-300x199.jpg" alt="In vendita" width="300" height="199" /></a>E&#8217; proprio il caso di dirlo, la Philips non si smentisce mai. L&#8217;estrema aggressività della politica acquisti dell&#8217;azienda olandese non è certo una novità, credo si basi sul principio chiave &#8220;se non riesci ad uccideli fatteli amici&#8221; o meglio coprali, sto parlando delle aziende che negli ultimi anni sono state acquistate dalla Philips tra cui, esempio eclatante la <a href="http://www.ledsmagazine.com/news/2/8/16" target="_blank">Lumileds, acquistata nel 2005</a> per una cifra esorbitante,  750 milioni di euro!<br />
Beh che l&#8217;azienda di Eindhoven stesse per mettere mano al portafogli era nell&#8217;aria, fino a poco tempo fa si sembrava  addirittura che stesse per acquistare Artemide, voci di corridoio poi smentite nel mese  di Dicembre. Sorte diversa è toccata alla ILTI luce, si proprio loro quelli con il catalogo arancione, che due giorni fa, come segnalatomi da un comunicato stampa di mr. Bigatti in persona, è stata ceduta alla Royal Philips per una cifra non ancora resa nota. O meglio è stato sottoscritto un accordo che porterà alla cessione dell&#8217;azienda italiana entro primo trimestre del 2009.</p>
<p>Per chi non lo sapesse ILTI luce è un&#8217;azienda con sede a Torino, fondata nel 1989, i cui prodotti, le fibre ottiche prima e i led poi, sono (erano) destinati prevalentemente al settore museale , all&#8217; architettura d&#8217;interni e ai negozi . tra cui spiccano  il Museo Egizio di Torino e la Necropoli Vaticana. Un settore dove probabilmente la Philips non si sentiva particolarmente aggressiva.</p>
<p>La ILTI, come dice il comunicato stampa,  è un&#8217;azienda nella quale sono impiegati 30 dipendenti e il cui fatturato è cresciuto molto nel corso nel 2008 e che, con l&#8217;inserimento all&#8217;interno del settore unita&#8217; di business Professional Luminaires di Philips, potrà crescere ulteriormente sfruttando i canali distributivi dell&#8217;azienda olandese.<br />
Queste le dichiarazioni di Yves Di Benedetto, presidente e a.d. di Philips Italia:&#8221;con l&#8217;acquisizione di Ilti Luce facciamo un altro passo importante nel nostro percorso di crescita che ci vede impegnati a valorizzare la<br />
qualita&#8217; italiana nel mondo e che dimostra la voglia di Philips di investire pur in un momento difficile  ell&#8217;economia come l&#8217;attuale&#8221;.</p>
<p>Speriamo solo che, tanto per cambiare, l&#8217;inserimento in un indotto di un&#8217;azienda gigantesca non porti ad una minor qualità del prodotto finale. Certo è che Philips da ora in avanti avrà  modo di alloggiare i tanto decantati prodotti Lumileds all&#8217;interno di &#8220;case&#8221; made in Italy sicuramente più interessanti di quelli proposti sin ora.<br />
Voi cosa ne dite?</p>


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		<title>Lamptech, un museo online sull&#8217;illuminazione</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 20:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[lampade]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'illuminazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sapete sono sempre alla ricerca di argomenti nuovi, interessanti e soprattutto utili da presentarvi,  devo dire che il web è sempre di più fonte di ispirazione e risorsa immancabile. L&#8217;altro giorno navigando qua e la ho trovato un sito veramente utile, destinato a tutti gli appassionati di illuminazione, sia professionisti, che amatori, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/in-ta-ge-25w-filament.jpg"><img class="size-medium wp-image-623 alignleft" title="in-ta-ge-25w-filament" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/in-ta-ge-25w-filament-300x200.jpg" alt="in-ta-ge-25w-filament" width="300" height="200" /></a>Come sapete sono sempre alla ricerca di argomenti nuovi, interessanti e soprattutto utili da presentarvi,  devo dire che il web è sempre di più fonte di ispirazione e risorsa immancabile. L&#8217;altro giorno navigando qua e la ho trovato un sito veramente utile, destinato a tutti gli appassionati di illuminazione, sia professionisti, che amatori, ma anche studenti alla ricerca di informazioni utili sul mondo e sulla storia delle sorgenti d&#8217;illuminazione.</p>
<p>Sto parlando di <a href="http://www.lamptech.co.uk/">http://www.lamptech.co.uk</a>,  sito-museo inglese interamente destinato alla tecnologia delle lampade. Troverete decine di esempi illustrati,  dalla vecchia lampada ad incandescenza con filamento in carbonio, alle più moderne sorgenti a scarica.<br />
Un sito veramente ben fatto dove  ogni articolo presente viene descritto in maniera molto chiara ed esplicativa con Immagini, dettagli e  grafici.</p>
<p>Un luogo di raccolta di informazioni preziosissime e devo dire assolutamente non facili da reperire, che nasce nel 2003 e da allora in costante aggiornamento.<br />
Di particolare interesse la sezione video, dove si possono trovare interessantissimi filmati esplicativi sul funzionamento delle varie sorgenti presentate, tra gli altri il ciclo degli alogeni, che avviene appunto durante il funzionamento di una sorgente ad alogeni.<br />
Immancabile la sezione link dove troverete  tra l&#8217;altro nella sezione Historic Collections,  nella quale rimarrete intrappolati in un susseguirsi di informazioni eccezionali contenute in altrettanti siti  che si occupano di illuminazione e dove troverete foto, documenti e quant&#8217;altro vi possa venir in mente sull&#8217;illuminazione.</p>
<p>Una risorsa immancabile che dovete assolutamente salvare tra i preferiti.<br />
Complimenti agli autori del sito, bel lavoro!</p>
<p>Buona lettura e alla prossima.</p>


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		<title>Una piazza di luce: archivio per l&#8217;illuminazione pubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 21:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ILLUMINOTECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[catalogo]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione pubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[Le nostre strade sono costellate da migliaia di apparecchi di illuminazione, ognuno di essi più o meno conosciuti, diverse forme, diverse fatture, vecchi, nuovi, arrugginiti, spesso delle vere e proprie cariatidi del tempo. Forse qualcuno di voi si sarà domandato&#8230;accidenti chissà chi lo produce e chissà se esite ancora a catalogo? Domande a cui spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2008/12/9356_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-476" title="Pollice illuminazione" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2008/12/9356_1-212x300.jpg" alt="Pollice illuminazione" width="169" height="239" /></a>Le nostre strade sono costellate da migliaia di apparecchi di illuminazione, ognuno di essi più o meno conosciuti, diverse forme, diverse fatture, vecchi, nuovi, arrugginiti, spesso delle vere e proprie cariatidi del tempo.</p>
<p>Forse qualcuno di voi si sarà domandato&#8230;accidenti chissà chi lo produce e chissà se esite ancora a catalogo? Domande a cui spesso è difficile dare una risposta.<br />
Per fortuna c&#8217;è chi, mosso dalla semplice passione per l&#8217;illuminazione, si è dedicato a costruire un articolato archivio pubblico di apparecchi di illuminazione stradali. Sto parlando del sito francese <a href="http://phozagora.free.fr/">&#8220;Phozagora</a><span class="titreh1"><a href="http://phozagora.free.fr/">&#8220;</a>, il cui nome deriva dall&#8217;unione di una parola grega Phos=Luce e Agora=piazza, <span id="more-475"></span>sito che, grazie all&#8217;apporto di aziende e professionisti illuminotecnici,  dal 2006 è  in continuo aggiornamento. Torverete i riferimenti delle principali aziende del settore, sia francesi, che italiane, ancora esistenti, o ormai scomparse (azienda milanese Pollice, che ha fatto la stria dell&#8217;illuminazione stradale): foto di apparecchi installati, nuovi e non più esistenti, immagini di catalogo d&#8217;apoca, e quant&#8217;altro vi possa venir in mente.<br />
</span></p>
<p><span class="titreh1">Lavoro veramente impressionante!</span></p>
<p><span class="titreh1">Complimenti e buon lavoro.</span></p>
<p><span class="titreh1">cos ne dite??<br />
</span></p>


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