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	<title>Luxemozione &#187; LED</title>
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	<description>News dal mondo della luce</description>
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		<title>Basta menzogne sui LED!</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 22:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi parliamo di illuminazione stradale a led, argomento scottante che da tempo ho abbandonato per una sorta di autocensura mia personale sull’argomento. E’ dal 2007 che porto avanti Luxemozione e se dovessi fare un’analisi accurata degli argomenti  più dibattuti, che hanno coinvolto i lettori in commenti spesso concitati, beh sicuramente il primo premio  spetterebbe all’illuminazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2744" title="LED street light @bdc_photography flikr album" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/LED-light-300x208.jpg" alt="LED street light" width="300" height="212" />Oggi parliamo di illuminazione stradale a led, argomento scottante che da tempo ho abbandonato per una sorta di autocensura mia personale sull’argomento. E’ dal 2007 che porto avanti Luxemozione e se dovessi fare un’analisi accurata degli argomenti  più dibattuti, che hanno coinvolto i lettori in commenti spesso concitati, beh sicuramente il primo premio  spetterebbe all<em>’illuminazione stradale a LED.</em></p>
<p>Come vi dicevo, da tempo ho tralasciato di scirvere sull’argomento, uno po’ perché l’amico <a href="http://www.luxemozione.com/author/matteo" target="_blank">Matteo Seraceni</a> di<a href="http://arching.wordpress.com" target="_blank"> Arching</a> ha già scritto numerose pagine in merito( guardate <a href="http://arching.wordpress.com/2010/02/24/illuminazione-stradale-led-1/" target="_blank">qua </a>e <a href="http://arching.wordpress.com/2010/05/25/illuminazione-stradale-a-led-2/" target="_blank">qua</a>), dando di fatto un panorama molto completo e oggettivo sull’argomento, ma soprattutto perché ero (sono) un po’ stufo di continuare a leggere notizie mendaci o commenti  campanilistici rilasciati da persone vicine ad aziende che per prime si sono buttate in questa nuovo mercato, investendo un mucchio di capitale  che,  a conti fatti,   non  dev&#8217;essere stato investito poi molto bene, visti i risultati: strade male illuminate e diodi che muoiono prematuramente. Altro che le centomila ore che qualche costruttore continua a dichiarare come vita media dei LED.</p>
<p>Il problema? Come al solito una deprimente situazione di assenza totale di una normativa specifica sui LED alla quale, come vi dicevo anche <a href="http://www.luxemozione.com/2010/06/come-si-effettuano-le-misurazioni-fotmetriche-sui-led.html" target="_blank">la scorsa volta</a>, si sta cercando in modo molto fermo di porre rimedio. Questo è l’argomento di cui si dibatte in maniere prevalente durante le varie tavole rotonde sui LED e di cui si è  discusso durante lo scorso <a href="http://www.luxemozione.com/2010/05/led-tra-colore-e-risparmio-energetico.html" target="_blank">Lighting Innovation</a> al Politecnico di Milano: METTERE DELLE REGOLE AL MERCATO DEI LED.<br />
Perché l’utente finale sarà pure ignorante, ma non è stupido e al terzo impianto stradale mal realizzato non mancherà di domandarsi: ma questo LED è davvero quello che mi hanno promesso? Ovvero ma perché devo investire soldi in questa tecnologia se poi non funziona?<br />
Il problema sarà fare capire che il problema non è dei  LED, ma dei ciarlatani che l’hanno mal impiegato.</p>
<p>Per fortuna le cose stanno cambiando, e in questo senso una grande mano ce la darà la novella normativa sui LED. Grande passo in avanti in ambito prettamente stradale è  la scheda di “valutazione” sui LED che <a href="http://www.aidiluce.it/" target="_blank">AIDI</a> ha da poco rilasciato:</p>
<blockquote><p><em>Il risultato del nostro studio è contenuto nella scheda LED che tende a standardizzare le informazioni tecniche che, a nostro avviso, ogni costruttore dovrebbe fornire per consentire all&#8217;utente di valutare compiutamente la qualità del prodotto offerto.<br />
Leggendo la scheda e soprattutto le note esplicative, abbiamo cercato di costruire un primo passo su un cammino di chiarezza.</em></p></blockquote>
<p>Non ci resta che dare un’occhiata a questa scheda di valutazione che vi allego <a href="http://www.aidiluce.it/doc/scheda-led.pdf" target="_blank">anche qua in versione integrale</a> e alla quale vi rimando per una lettura completa.</p>
<p>Ecco cosa contiene la scheda:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2736" title="A identificativi LED" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/A-identificativi.jpg" alt="LED aidi" width="550" height="105" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2737" title="B caratteristiche sorgente" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/B-caratteristiche-sorgente.jpg" alt="LED aidi" width="550" height="61" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2738" title="C Prestazione sorgente" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/C-Prestazione-sorgente.jpg" alt="LED aidi" width="550" height="148" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2743" title="D prestazione apperecchio" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/D-prestazione-apperecchio1.jpg" alt="" width="550" height="158" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2740" title="E dati sulla durata di vita" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/E-dati-sulla-durata-di-vita.jpg" alt="" width="550" height="118" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2741" title="F dati dellapparecchio" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/F-dati-dellapparecchio.jpg" alt="" width="550" height="235" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2742" title="G allegati" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/G-allegati.jpg" alt="" width="550" height="95" /></p>
<p>C’è da dire infine che negli ultimi anni molte aziende si sono mosse in modo più consapevole, è per questo che oggi si iniziano a trovare sul mercato prodotti a LED veramente ben realizzati, e chi ha fatto un giro al Light and Building scorso non potrà che confermare questa mia affermazione. Speriamo sia l’inizio di una nuova era per l’illuminazione stradale a LED.</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.luxemozione.com/2009/03/illuminazione-stradale-a-led-no-grazie.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Illuminazione stradale a led? No grazie!'>Illuminazione stradale a led? No grazie!</a></li>
<li><a href='http://www.luxemozione.com/2009/02/e-meglio-illuminarsi-meno-o-illuminarsi-meglio.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: E&#8217; meglio illuminarsi meno o illuminarsi meglio?'>E&#8217; meglio illuminarsi meno o illuminarsi meglio?</a></li>
<li><a href='http://www.luxemozione.com/2008/03/scandiano-good-news-illuminazione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Scandiano Good News: illuminazione pubblica a LED a Report (Rai3)'>Scandiano Good News: illuminazione pubblica a LED a Report (Rai3)</a></li>
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		<title>Come si effettuano le misurazioni fotometriche sui LED</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 21:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[ssl]]></category>
		<category><![CDATA[UNI 11356]]></category>

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		<description><![CDATA[Il futuro prossimo sarà a LED, e anche il presente mi viene da aggiungere, visto che ormai sono molteplici le aziende che si sono tuffate nel magico mondo della luce allo stato solido. E’ da anni che se ne discute, ma solo il duemiladieci sarà ricordato come l’anno zero per quella che gli anglofoni chiamano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2706" title="Single White LED@waltonics flikr album" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/LED-300x213.jpg" alt="LED" width="300" height="213" />Il futuro prossimo sarà a LED, e anche il presente mi viene da aggiungere, visto che ormai sono molteplici le aziende che si sono tuffate nel magico mondo della <strong>luce allo stato solido</strong>. E’ da anni che se ne discute, ma solo il duemiladieci sarà ricordato come l’anno zero per quella che gli anglofoni chiamano <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Solid-state_lighting" target="_blank">SSL</a>.  Perchè proprio  il 2010?<br />
Beh è molto chiaro, cari amici, proprio quest&#8217;anno l’assetto normativo ( e qua vi rimando ad un<a href="http://www.luxemozione.com/2010/02/il-led-tecnologia-in-via-di-sviluppo.html" target="_blank"> articolo di gennaio</a>), su iniziativa di enti certificatori e aziende,  inizia  a prendere consistenza  e finalmente interviene laddove molti fino ad oggi avevano fatto di testa propria.  Non mi riferisco solo ai tanto odiati “assemblatori di materiale elettronico” derivati dal mondo del PC, che da un giorno all’altro si sono convertiti in illuminotecnici, ma anche delle care aziende di illuminazione che fino ad oggi (chi più, chi meno) hanno fatto i propri comodi stando in silenzio o sfruttando il fasto temporaneo di un mercato privo di standard e di regole da rispettare. Ad essere precisi  non mancano esempi di aziende illuminate che invece hanno fatto della ricerca sui LED il proprio status, ma diciamo che si contano sulla punta delle dita di una mano.<br />
Come sappiamo  prima o poi “i nodi vengono al pettine” e oggi ci troviamo di fronte ad un mercato titubante e confuso nei confronti del LED proprio a causa di anni di deregolamentazione. Come dicevo, negli ultimi anni del decennio passato si è fatto con i LED ciò che si voleva, raccontando palle a destra e a sinistra, sfruttando di fatto la forte asimmetria conoscitiva tra chi propone  e chi riceve il prodotto, tanto da elevare questa nuova tecnologia a panacea di tutti i mali energetici (e non solo) di questo pianeta.</p>
<p>Ed è proprio dall’esigenza di fare chiarezza, che nascono le nuove normative che regolamentano e regolamenteranno il mondo della luce allo stato solido: oggi vi parlerò della nuova normativa <strong>UNI11356 2010</strong>, pubblicata lo scorso aprile e intitolata<strong> Caratterizzazione fotometrica degli apparecchi di illuminazione a LED</strong> che (finalmente) stabilisce i principi generali per la misurazione dei parametri fotometrici caratteristici degli apparecchi di illuminazione utilizzanti tecnologia a <strong>LED</strong> e dei <strong>moduli LED</strong>.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>Questa, ricordando l’importanza della standardizzazione, è la  premessa che ci fa la normativa:</em></span></p>
<p><em>La disponibilità di dati fotometrici affidabili e accurati riferiti agli apparecchi di illuminazione a LED è un requisito di base per qualsiasi progettista illuminotecnico ai fini della progettazione di un buon impianto di illuminazione. Questi dati devono essere ottenuti attraverso misurazioni degli apparecchi di illuminazione eseguite in condizioni note e specificate, in modo da garantire la riproducibilità delle stesse in laboratori differenti, entro i limiti dell’incertezza di misura dichiarata. L’affidabilità dei dati dipende, tra l’altro, da qualifiche ben definite riguardanti la gestione, l’organizzazione e la riferibilità metrologica del laboratorio e delle competenze del personale.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>E dunque una serie di definizioni, regole e principi da seguire a prova di  incomprensione che stabiliscono tutte le modalità da seguire per effettuare le prove di misurazione fotometrica: dalla condizioni ambientali della stanza di misurazione all’alimentazione elettrica da  applicare alla sorgente, alle caratteristiche del campione di misura. Insomma nulla è dato al caso.</p>
<p>Ma vediamo più nel dettaglio cosa ci dice la UNI11356, ovviamente per qualsiasi approfondimento vi rimando ad una lettura completa della norma che ovviamente potete acquistare sul sito di <a href="http://webstore.uni.com/unistore/public/productdetails?productId=UNI1135600!EIT" target="_blank">UNI STORE</a>.</p>
<p>Qua di seguito vi riporto gli articoli a mio avviso più interessanti:</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>Finalmente viene fatta chiarezza sulle condizioni al contorno di misurazione…</em></span></p>
<p><strong>Temperatura ambiente </strong></p>
<p>La temperatura ambiente Ta deve essere uguale a (25 ± 1) °C per tutta la durata della misurazione della sorgente luminosa. La temperatura ambiente deve essere misurata a una distanza orizzontale non maggiore di 1,5 m rispetto alla superficie dell’apparecchio di illuminazione a LED acceso.</p>
<p>La misurazione della temperatura non deve essere influenzata dalla radiazione diretta della sorgente in prova e da ogni altra fonte di calore.</p>
<p><strong>Movimento dell’aria</strong></p>
<p>Il movimento dell’aria in prossimità dell’apparecchio di illuminazione a LED sottoposto a prova non deve essere maggiore di 0,2 m/s.</p>
<p><strong>Alimentazione elettrica</strong></p>
<p>La tensione ai morsetti di alimentazione dell’apparecchio di illuminazione a LED deve essere regolata e mantenuta a un valore costante, applicando una tolleranza del ±0,2% se alimentato in corrente alternata e ±0,1% se alimentato in corrente continua.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>…e sulle condizioni della sorgente e come devono essere eseguite le misure…</em></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Stabilizzazione della sorgente luminosa</strong></p>
<p>Prima di essere sottoposti a misurazione i prodotti devono aver raggiunto l’equilibrio termico. Il prodotto è considerato stabile, quando dopo 3 letture fotometriche e della potenza elettrica, eseguite in 30 min e a distanza di 15 min, non si verificano variazioni maggiori dello 1%.</p>
<p><strong>Misurazione assoluta della ripartizione dell’intensità luminosa</strong></p>
<p>Le intensità luminose emesse dalla sorgente luminosa in varie direzioni sono misurate con un goniofotometro; le misurazioni devono essere effettuate con passo angolare massimo di 2° per gli angoli gamma e 10° per i piani C.</p>
<p><strong>Misurazione del flusso luminoso</strong></p>
<p>Il flusso luminoso della sorgente può essere anche ottenuto con metodo di integrazione dell’intensità luminosa misurata dal goniofotometro ed è espresso in lumen. Le misurazioni devono essere effettuate con passo angolare massimo di 2° per gli angoli gamma e 10° per i piani C.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>…la misurazione dell&#8217;efficienza luminosa è estesa non solo alla sorgente, ma al modulo LED e all&#8217;apparecchio di illuminazione  …</em></span></p>
<p><strong>Determinazione dell’efficienza luminosa</strong></p>
<p>Il flusso luminoso e la potenza elettrica devono essere misurati contemporaneamente. L’efficienza luminosa del modulo LED è data dal rapporto tra il flusso luminoso emesso dallo stesso e la potenza elettrica misurata, esclusa la potenza dissipata dall’apparecchiatura ausiliaria. L’efficienza luminosa riferita al sistema è data dal rapporto tra il flusso luminoso emesso dal(dai) modulo(i) LED ad esso associato e la potenza elettrica misurata a monte del sistema ovvero comprensiva del modulo LED completo del suo dispositivo elettronico di alimentazione. Nel caso di misurazione della potenza in condizioni di alimentazione “ad impulsi di ampiezza” della sorgente a LED, la strumentazione deve essere tarata per le particolari condizioni di utilizzo.</p>
<p>Infine la normativa definisce le modalità con cui dovrà essere definito  il <strong>“rapporto di prova”</strong> , ossia il documento che dimostra l’avvenuta esecuzione della misurazione, i cui dovranno essere contenuti tutti i dati relativi alle condizioni ambientali di misura, tipo di strumentazione utilizzata, tipo di prodotto, ecc..</p>
<p>Dunque, in conclusione, una normativa semplice, a detta di molti un po’ troppo stringata, ma che a mio avviso va a posizionare un tassello importantissimo nel panorama normativo che regolamenterà la tecnologia LED e che, speriamo, riuscirà a mettere il dovuto ordine in un mercato martoriato da anni di deregulation.</p>
<p>Voi cosa ne dite?</p>
<p>Ciao e a presto</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.luxemozione.com/2009/03/luce-ecologica-incandescenza-vs-fluorescenza.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Luce ecologica: incandescenza o fluorescenza?'>Luce ecologica: incandescenza o fluorescenza?</a></li>
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<li><a href='http://www.luxemozione.com/2007/09/formati-fotometrici.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Formati fotometrici'>Formati fotometrici</a></li>
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		<title>Come illumineremo il nostro futuro</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 22:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURAeDESIGN]]></category>
		<category><![CDATA[prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[OLED]]></category>

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		<description><![CDATA[Bentrovati, iniziamo la settimana con nuovo e rinnovato slancio,  ci proietteremo verso il futuro e vi mostrerò quali saranno le fantasmagoriche applicazioni illuminotecniche di domani. Ormai è cosa arcinota che l’illuminazione degli anni che verranno sarà allo stato solido, ossia luce che viene emessa da micro elementi di silicio opportunamente drogati ed eccitati dal flusso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2689" title="Big Bang" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/06/Big-Bang-e1276467589654-300x240.jpg" alt="" width="298" height="220" />Bentrovati, iniziamo la settimana con nuovo e rinnovato slancio,  ci proietteremo verso il futuro e vi mostrerò quali saranno le fantasmagoriche applicazioni illuminotecniche di domani.<br />
Ormai è cosa arcinota che l’illuminazione degli anni che verranno sarà allo stato solido, ossia luce che viene emessa da micro elementi di silicio opportunamente drogati ed eccitati dal flusso di corrente, per quanto riguarda i<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Light-emitting_diode" target="_blank"> LED</a> o da pannelli di materiali sottile, ultraflessibile e trasparente su cui vengono depositate lunghe catene di molecolari di polimeri organici in grado di emettere luce se opportunamente eccitati, nel caso degli <a href="http://www.luxemozione.com/2009/05/illuminazione-ultima-frontiera-la-tecnologia-oled.html" target="_blank">O-LED</a>.<br />
Come <a href="http://www.luxemozione.com/tag/oled" target="_blank">già vi raccontavo gli O-LED</a> sono allo stato dell’arte qualche passo indietro rispetto ai fratelli maggiori,i LED, che in questi ultimi mesi  invece stanno vivendo una vera e propria maturità, grazie ad una maggiore conoscenza tecnologica ed un maggior ordine normativo che (con estremo ritardo) sta pian piano prendendo forma.<br />
Quindi diciamo che se i LED possono a conti fatti essere considerati già protagonisti della moderna illuminazione, i pannelli organici (Organic LED) lo saranno in un prossimo futuro. Per ora costi e limiti  tecnologici li rendono di fatto inutilizzabili nelle applicazioni di tutti i giorni, tuttavia già si possono intravedere le potenzialità di questa affascinante tecnologia.</p>
<p>Girando per il <a href="http://www.luxemozione.com/2010/04/i-numeri-del-light-and-building-2010.html" target="_blank">Light and Building</a> lo  scorso aprile mi è capitato di visitare lo stand di <a href="http://www.blackbody-oled.com/" target="_blank">BlackBody</a> azienda francese produttrice di pannelli<a href="http://www.luxemozione.com/tag/oled" target="_blank"> </a>O-LED che di fatto si sta occupando di tradurre i sogni in realtà, fornendo il giusto supporto a Designer e Aziende di illuminazione, alla ricerca della soluzione più adeguata per dar vita ai prodotti del prossimo futuro.</p>
<p>Diamo un’occhiata più da vicino agli oggetti che la fusione di cervelli tra la BlackBody e designer di fama internazionale sono stati in grado di generare:</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Light Photon</strong></p>
<p><strong>
<a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/nextgen/black-body/light-photon.jpg" title="" class="shutterset_singlepic256" >
	<img class="ngg-singlepic" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/nextgen/cache/256__320x320_light-photon.jpg" alt="light-photon" title="light-photon" />
</a>
<br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Zona attiva : 1 001 cm2</p>
<p>Color rendering index : 87</p>
<p>Temperatura colore : 2750 K°</p>
<p>Consumo energetico : 47 W</p>
<p>Dimensioni : L : 47 cm, W : 37 cm, H : 35 cm</p>
<p>Peso: 4,5 kg</p>
<p>Editor : <strong>Flos</strong></p>
<p>Designer : <strong>Phillipe Starck &amp; Thierry Gaugain</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Big Bang:</strong></p>

<a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/nextgen/black-body/bigbang01.jpg" title="" class="shutterset_singlepic254" >
	<img class="ngg-singlepic" src="http://www.luxemozione.com/index.php?callback=image&amp;pid=254&amp;width=320&amp;height=320</strong>&amp;mode=" alt="bigbang01" title="bigbang01" />
</a>

<p>Zona attiva : 25 380 cm2</p>
<p>Color rendering index : 80</p>
<p>Temperatura colore : from 3000 to 6000 K°</p>
<p>Eclairement : 300 lux at height of 3,5 m</p>
<p>Consumo energetico : 1128 W</p>
<p>Dimensioni : Diam : 310 cm, H : 1600mm</p>
<p>Peso: 200 kg</p>
<p>Editor : Available for edition</p>
<p>Designer : <strong>Bertrand Médas, ID’S</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>MGR<br />
</strong></p>
<p><strong>
<a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/nextgen/black-body/mgr.jpg" title="" class="shutterset_singlepic257" >
	<img class="ngg-singlepic" src="http://www.luxemozione.com/index.php?callback=image&amp;pid=257&amp;width=&amp;height=320</strong><strong>&amp;mode=" alt="mgr" title="mgr" />
</a>
<br />
</strong></p>
<p>Zona attiva : 6 480 cm2</p>
<p>Color rendering index : 80 (white) &amp; n.a. (red)</p>
<p>Temperatura colore : n.a.</p>
<p>Consumo energetico : 288 W</p>
<p>Dimensioni : L : 290 cm, W : 85 cm, H : 70 cm</p>
<p>Peso: 50 kg</p>
<p>Editor : Available for edition</p>
<p>Designer : <strong>C+B Lefebvre</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>MGR Lamp</strong></p>
<p><strong>
<a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/nextgen/black-body/mgrlamp.jpg" title="" class="shutterset_singlepic258" >
	<img class="ngg-singlepic" src="http://www.luxemozione.com/index.php?callback=image&amp;pid=258&amp;width=320</strong><strong>&amp;height=320</strong><strong>&amp;mode=" alt="mgrlamp" title="mgrlamp" />
</a>
<br />
</strong></p>
<p>Zona attiva : 270 cm2</p>
<p>Color rendering index : 80 (white), n.a. (red)</p>
<p>Temperatura colore : 3200 K°</p>
<p>Consumo energetico : 11 W</p>
<p>Dimensioni : L : 33 cm, W : 33 cm, H : 55 cm</p>
<p>Peso: 0,6 kg</p>
<p>Editor : Available for edition</p>
<p>Designer <strong>: C+B Lefebvre</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Olè</strong></p>
<p><strong>
<a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/nextgen/black-body/ole.jpg" title="" class="shutterset_singlepic259" >
	<img class="ngg-singlepic" src="http://www.luxemozione.com/index.php?callback=image&amp;pid=259&amp;width=320&amp;height=320</strong><strong>&amp;mode=" alt="ole" title="ole" />
</a>
<br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Zona attiva : 180 cm2</p>
<p>Color rendering index : 80</p>
<p>Temperatura colore : 3200 K°</p>
<p>Consumo energetico : 8 W</p>
<p>Dimensioni : L : 42 cm, W : 18 cm, H : 26 cm</p>
<p>Peso: 2,5 kg</p>
<p>Editor : Available for edition</p>
<p>Designer : <strong>Bertrand Médas, ID’S</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Light Blade</strong></p>
<p><strong>
<a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/nextgen/black-body/wall-blade.jpg" title="" class="shutterset_singlepic260" >
	<img class="ngg-singlepic" src="http://www.luxemozione.com/index.php?callback=image&amp;pid=260&amp;width=320&amp;height=320</strong><strong>&amp;mode=" alt="wall-blade" title="wall-blade" />
</a>
<br />
</strong></p>
<p>Zona attiva : 90 cm2</p>
<p>Color rendering index : 80</p>
<p>Temperatura colore : 3200 K°</p>
<p>Consumo energetico : 8 W</p>
<p>Dimensioni : H : 35 cm, W : 6,3 cm, Depth : 16 cm</p>
<p>Peso: 0,4 kg</p>
<p>Editor : Available for edition</p>
<p>Designer : <strong>Bertrand Médas, ID’S</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Insomma una bella carrellata di prodotti realizzati con pannelli O-Led  che ci schiariscono per benino le idee su quello che sarà il futuro del design della luce ( o almeno parte di esso) e che toglie qualsiasi dubbio anche ai più titubanti sull’effettiva validità di questa sorgente che, sicuramente, troverà un posticino accanto al LED nelle applicazioni illuminotecniche degli anni a venire.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Svelato il mistero sulla garanzia dei LED</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2010/05/svelato-il-mistero-sulla-garanzia-dei-led.html</link>
		<comments>http://www.luxemozione.com/2010/05/svelato-il-mistero-sulla-garanzia-dei-led.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 21:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[LAMPADE]]></category>
		<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[garanzia]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi qua, ospite di Luxemozione, per raccontarvi qualcosa che spero serva a tutti voi a capire meglio in che modo oggi le principali aziende produttrici di corpi illuminanti valutano le condizioni di garanzia sui prodotti a LED e perchè è errato considerare un fattore di manutenzione uguale a 1 nel calcolo illuminotecnico . Da diverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2662" title="LED @rodrigo marcandier" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/05/LED-warranty-300x200.jpg" alt="LED warranty" width="300" height="200" />Eccomi qua, ospite di Luxemozione, per raccontarvi qualcosa che spero serva a tutti voi a capire meglio in che modo oggi le principali aziende produttrici di corpi illuminanti valutano le condizioni di garanzia sui prodotti a LED e perchè è errato considerare un fattore di manutenzione uguale a 1 nel calcolo illuminotecnico .<br />
Da diverso tempo ormai mi occupo di testare sia con calcoli illuminotecnici sia con prove sul campo i prodotti a LED per la società con cui collaboro. In base alla mia esperienza sul campo mi sono fatto un&#8217;idea abbastanza precisa di quelli che possono essere gli aspetti positivi e, di contro, le problematiche relative all&#8217;applicazione di questa tecnologia. Premetto che, contrariamente a quanto si pensa, i maggiori difetti riscontrabili in un apparecchio non risiedono tanto nel diodo LED in sé, quanto nel modo in cui questo viene assemblato e l&#8217;affidabilità e durata di tutti i componenti secondari che concorrono al buon funzionamento del sistema (primo fra tutti l&#8217;alimentatore elettronico). La cosa che più mi sorprende è che nessuna di queste problematiche viene mai nominata, non solo dai produttori di apparecchi illuminanti, ma anche da coloro che si definiscono “esperti” di questa tecnologia (a meno che per “esperto” non si intenda “teorico”, e per “teorico” non si intenda “che non ha mai visto un LED nemmeno col binocolo”). Come sappiamo tutti, un LED è un diodo, cioè un prodotto elettronico ed un apparecchio di illuminazione a LED è un sistema che incorpora al suo interno oltre alla sorgente citata anche un sistema di alimentazione (anch’esso elettronico), ottiche, dissipatori ed eventualmente altri ausiliari, il tutto racchiuso dentro un involucro.</p>
<p>Ora dimenticate il LED, pensate ad un computer: un computer è un sistema che incorpora al suo interno diversi diodi, sistemi di raffreddamento, sistemi di alimentazione, sistemi ausiliari per l’audio, il volume, la masterizzazione, ecc…, uno schermo, il tutto racchiuso dentro un involucro. Quando acquistiamo un computer, appare del tutto naturale prevedere che dopo qualche anno “inevitabilmente” si rompa qualcosa: la scheda video, il masterizzatore, l’alimentatore; non solo quindi il microprocessore.</p>
<p>Quando invece acquistiamo un apparecchio a LED ci propongono invece una prospettiva completamente diversa: quindici, anzi venti anni di funzionamento continuo, senza alcun guasto ed alcuna manutenzione. Lasciando per ora sospeso il confronto, penso sia doveroso capire innanzitutto come un LED non renda necessariamente indistruttibile tutto ciò che gli sta attorno (dall’alimentatore al palo che lo sorregge).<br />
Pertanto i costi di manutenzione dovuti al sistema impiantistico (pali, linee, cabine, ecc.) rimarranno purtroppo immutati, qualsiasi sia la natura del corpo illuminante installato. Inoltre la durata e l’efficienza di un apparecchio dovrà essere valutata considerando tutto ciò che sta al suo interno (e quindi non basarsi solo sulla sorgente luminosa). Fatta questa introduzione, per capire di come si possa valutare la durata di una sorgente LED e delle altri parti che lo compongono, occorre parlare di quello che i tecnici chiamano “failure rate” di un prodotto elettronico.</p>
<p><strong>1. Il “failure rate” (lett. “tasso di rottura”) </strong></p>
<p>Gli specialisti dei test di affidabilità dei prodotti elettronici spesso descrivono il comportamento di una popolazione di prodotti attraverso una curva &#8220;bathtub&#8221; (lett. vasca da bagno), che definisce tre periodi:</p>
<ul>
<li> un <strong>periodo di mortalità infantile</strong> del prodotto (che si verifica nei primi mesi di funzionamento, con un tasso di rottura che diminuisce con l&#8217;andare del tempo, perchè la maggior parte dei guasti si ha quasi immediatamente all&#8217;accensione),</li>
<li>un <strong>periodo di vita normale</strong> (conosciuto anche come &#8220;vita utile&#8221;, con un tasso di mortalità costante e relativamente basso, in cui i guasti sono dovuti principalmente a cause accidentali ed esterne)</li>
<li> ed un<strong> periodo di fine vita</strong> (in cui il tasso di rottura aumenta esponenzialmente: questo vuol dire che raggiunto il periodo di fine vita, il prodotto non avrà una vita tanto più lunga di quella indicata).</li>
</ul>
<p><img class="size-full wp-image-2658 alignnone" title="Bath tube curve" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/05/Bath-tube-curve.jpg" alt="" width="528" height="311" /></p>
<p>Questo significa che anche i LED D, in quanto prodotto elettronico, avranno una mortalità infantile abbastanza alta (che si verifica nei pprimi mesi e che di solito viene eliminata, facenndo prove preventive sui diodi, chiamate <em><strong>&#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burn-in" target="_blank">burn-in</a>&#8220;</strong></em>) e una a mortalità durante la normale vita molto bassa (che i produttori accreditano attorno allo 0,2% ogni 1000 ore); per un LED non viene calcolata unna fine-vita in base alla percentuale di rottura, ma in base a al <a href="http://www.luxemozione.com/2009/04/ecco-come-si-progetta-con-i-led.html" target="_blank">decadimento del flusso luminoso</a>.<br />
Generalmente viene definito fine vita di un LED allorché il flusso luminoso di un LED è pari al 70% di quello iniziale (indicato con L70); per qquestioni di calcolo illuminotecnico, però, diversi produttori fanno riferimento anche a mantenimenti p più alti (L80 e L90).<br />
La curva sopra indica semplicemente una tendenza generale dei prodotti elettronici; per una definizione dell&#8217;affidabilità puntuale invece viene comunemente usata per i prodotti elettronici una curva Weibull, parametrizzata in base a test sperimentali condotti su una popolazione abbastanza a ampia. Senza entrare troppo nel dettaglio, possiamo definire una curva di sopravvivenza dei LED (cioè la percentuale di LED che rimangono “accesi” dopo un certo periodo di tempo) secondo lo schema sottostante (i numeri sono indicativi e non si riferiscono volutamente ad alcun modello in particolare).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2659" title="LED life aspectative" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/05/LED-life-aspectative.jpg" alt="" width="528" height="221" /></p>
<p>Dal grafico si vede che dopo un periodo di mortalità infantile, in cui si ha un calo abbastanza brusco, si passa ad una curva che ha una pendenza costante e che dura per un periodo abbastanza lungo, salvo poi “crollare” di nuovo arrivati a fine vita (qui supposta attorno alle 120000 ore). Questa curva è influenzata in maniera molto forte dalla corrente con cui vengono alimentati i LED (maggiore è la corrente, minore è la durata), dalla temperatura di giunzione a cui lavorano (maggiore è la temperatura, minore è la durata) e dagli “sforzi” cui i LED sono sottoposti durante la loro vita (cali bruschi di alimentazione o sovraccarichi ad esempio possono compromettere il loro funzionamento). In questo caso il grafico considera un funzionamento in condizioni “ottimali”. Ovviamente la vita “utile” di un LED è inferiore a quella “reale”, se così si può chiamare, in quanto il flusso luminoso emesso si esaurisce molto prima della sua fine vita; supponendo quindi un “burn-in” iniziale del diodo ed un funzionamento a temperatura e corrente costante e controllata, durante la vita “utile” i diodi LED presentano una mortalità pressoché costante. Come detto in precedenza, lo 0,2% di rotture ogni 1000 ore indicano una rottura attesa pari al massimo al 10% a 50000 ore di funzionamento (che vengono considerate la durata “standard” di vita di un diodo LED).</p>
<p>Per quanto riguarda invece gli alimentatori elettronici (l’altra componente elettronica presente all’interno di un corpo illuminante a LED), è possibile fare un paragone stretto con la curva di mortalità presentata; in questo caso però non c’è un limite dovuto ad eventuali diminuzioni delle prestazioni. La “vita utile” di un alimentatore è considerata fino a quando non si ha il brusco calo a “fine vita” (senza cioè considerare una fine vita forzata e precedente a quella reale). Gli alimentatori presenti sul mercato hanno – al contrario dei diodi LED – un range molto ampio di vita nominale e tassi di rottura: si va da una vita di 30000 ore con una rottura del 15% (cioè, prima del “crollo” dovuto alla fine vita, che si verifica a 30000 ore, si saranno comunque rotti il 15% degli alimentatori) fino ad una vita di 60000 ore con una rottura del 5%. Come affermato in precedenza, l’attenzione della maggior parte dei produttori viene posta unicamente sulle sorgenti luminose e quindi purtroppo ci troviamo spesso con alimentatori poco affidabili.</p>
<p>In base a quanto detto fino ad ora è possibile quindi calcolare, nel migliore dei casi, che durante le 50000 ore attese di funzionamento degli apparecchi, andrà cambiato 1 LED su 10 ed 1 alimentatore su 20. Non credo che questa possa essere definita “manutenzione nulla”. A questo punto ritorniamo al paragone iniziale: così come un computer (o qualsivoglia altro sistema elettronico) un apparecchio illuminante a LED è soggetto a guasti <strong>indipendentemente </strong>dalle sue condizioni di utilizzo.</p>
<p><strong>2. La garanzia </strong></p>
<p>Una volta compreso il meccanismo di rottura è facile anche capire le condizioni di garanzia che alcuni produttori mettono sui propri prodotti: quando si afferma che la garanzia sui LED è di 5 anni a meno di rotture inferiori allo 0,2% ogni 1000 ore, significa che il produttore ci sta garantendo la “normale” rottura attesa. Tutto ciò che riguarda i guasti accidentali, le sovra o sotto-alimentazioni che possono danneggiare il sistema, gli errori costruttivi (dovuti magari alla saldatura sbagliata dei diodi sulla piastra), ecc. e che rendono la percentuale più alta dello 0,2%,<strong> non sono</strong> sottoposti a garanzia. Inoltre, una volta compreso il meccanismo di “vita utile” è facile anche considerare quanto denaro occorre per l’eventuale manutenzione dell’apparecchio (calcolata come percentuale del costo iniziale rispetto alle percentuali di rottura) e quindi verificare se tutte le eventuali “estensioni di garanzia” proposte dai produttori possano essere convenienti o meno.</p>
<p><strong>3. Il calcolo illuminotecnico </strong></p>
<p>Fino ad ora abbiamo parlato di quella che può essere l’incidenza economica del “failure rate” delle sorgenti luminose a LED e degli alimentatori elettronica, ma questo fattore ha un’altra ricaduta ben più importante e riguarda le sue prestazioni illuminotecniche. Secondo le norme di “buona tecnica”, ribadite dal <a href="http://www.techstreet.com/cgi-bin/detail?doc_no=CIE|154_2003&amp;product_id=1210070" target="_blank">CIE 154:2003</a>, nel calcolo illuminotecnico va considerato un “fattore di manutenzione” che indica il deprezzamento del flusso emesso a causa di diversi fattori; questo per considerare il flusso emesso nella peggior condizione possibile prima di una eventuale manutenzione (da qui il nome). Per gli apparecchi con sorgenti al sodio alta pressione si considera un MF=0,80 per un cambio programmato triennale (ma anche quadriennale) e pulizia del corpo effettuata in corrispondenza di questo cambio. Come ho scritto anche sul mio blog, il fatto che 10% delle sorgenti che compongono un LED non arrivano a fine vita incide notevolmente sul fattore di manutenzione. Possiamo infatti considerare un LLMF=0,80 derivato da un fine vita L80 per le sorgenti LED (cioè una riduzione del 20% del flusso iniziale a fine vita). Per la natura stessa degli apparecchi illuminanti prodotti fino ad ora, non è possibile considerare una manutenzione programmata (o comunque un cambio dell’apparecchio allo spegnimento di un solo diodo luminoso) e pertanto va considerato un LSF=0,90 (cioè una percentuale di rottura del 10% a fine vita delle sorgenti presenti all’interno). Considerando inoltre una pulizia con cadenza quadriennale (ma sono alquanto dubbioso che possa venire fatta su di un apparecchio che viene garantito come funzionante per 50000 ore), abbiamo un LMF=0,90 (secondo le tabelle indicate dal CIE 154:2003). Questo porta ad un coefficiente di MF=LLMFxLMFxLSF=0,65: alla faccia di chi propone un MF=0,90 o addirittura MF=1,0!</p>
<p>Questo significa che le prestazioni di un apparecchio LED vadano notevolmente ridimensionate e non esprimano appieno la realtà dei fatti. Purtroppo il caso del &#8220;<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2002/ottobre/09/Una_truffa_magico_tubo_Tucker_co_0_0210094209.shtml" target="_blank">tubo tucker</a>&#8221; ci insegna invece come la percezione del risparmio alle volte risulti molto più importante del risparmio effettivo.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>LED tra colore e risparmio energetico</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2010/05/led-tra-colore-e-risparmio-energetico.html</link>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 19:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[corsi]]></category>
		<category><![CDATA[colore]]></category>
		<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[politecnico di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Bentrovati amici lettori, spero non abbiate sentito troppo la mia mancanza, ma  sentivo l’esigenza di prendermi una settimana di riflessione, una settimana sabbatica diciamo . Bene, è ora di levarsi dai piedi vecchio articolo, tra l’altro non molto allegro, per una nuova e scattante ripartenza all’insegna della divulgazione illuminotecnica e dell’innovazione tecnologica. E’ l’ora del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2581" title="led display @tombland flickr album" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/05/led-display-300x200.jpg" alt="led display" width="300" height="200" />Bentrovati amici lettori, spero non abbiate sentito troppo la mia mancanza, ma  sentivo l’esigenza di prendermi una settimana di riflessione, una settimana sabbatica diciamo <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Bene, è ora di levarsi dai piedi vecchio articolo, tra l’altro non molto allegro, per una nuova e scattante ripartenza all’insegna della divulgazione illuminotecnica e dell’innovazione tecnologica. E’ l’ora del<strong> Lighting Innovation 2010</strong>, evento a chiusura del <a href="http://www.luxemozione.com/2009/06/come-si-diventa-lighting-designer.html" target="_blank">Master in Lighting</a>, organizzato come ogni anno dal<a href="http://www.luce.polimi.it/" target="_blank"> Laboratorio Luce</a> del Politecnico di Milano, <a href="http://www.design.polimi.it/" target="_blank">Facoltà di Design</a>, come momento di riflessione e dibattito sull’illuminazione.</p>
<p>L’appuntamento di quest’anno, che avrà luogo mercoledì prossimo <strong>5 maggio 2010</strong>, presso l&#8217;aula F.lli Castiglioni (Edificio PK) <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=+milano,+via+durando+10&amp;sll=45.544412,9.496328&amp;sspn=1.429191,2.801514&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.503986,9.164198&amp;spn=0.000698,0.001368&amp;t=h&amp;z=20&amp;layer=c&amp;cbll=45.504064,9.164167&amp;panoid=MLBlMMJcVkfdKqE1b2_ZKw&amp;cbp=12,27.7,,0,5.62" target="_blank">Via Durando,10</a> sarà intitolato <em><strong>Color e Texture</strong></em>.<br />
Verrà posta particolare attenzione alle tematiche inerenti la resa cromatica nella illuminazione di superfici dalle caratteristiche cromatiche complesse, e l’utilizzo sempre crescente di luce colorata e dinamica.</p>
<p>Al termine del convegno si terrà la tavola rotonda coordinata dall<a href="http://www.enea.it/" target="_blank">’ENEA</a>, sul tema LED e risparmio energetico, argomento di estremo interesse e sulla bocca di tutti nell’ultimo periodo.Nello specifico La tavola rotonda vuole offrire alcuni spunti di riflessione su alcuni temi importanti per una corretta valutazione dei sistemi a LED:</p>
<ul>
<li> Metodi di misura per sistemi e componenti. Come &#8220;leggere&#8221; le informazioni dai cataloghi. La standardizzazione oggi.</li>
<li>Il concetto di durata e le prestazioni nel tempo. La modularità dei sistemi.</li>
<li>La caratterizzazione fotometrica e le caratteristiche legate al colore: il solido fotometrico e la distribuzione spettrale nello spazio.</li>
<li> Il confronto in termini energetici tra sistemi LED e le migliori tecnologie di tipo più tradizionale: esperienze, casi</li>
<li>studio, simulazioni.</li>
<li>Le &#8220;lampadine&#8221; a LED e i regolamenti della direttiva EUP: l&#8217;offerta del mercato, le nuove possibilità per l&#8217;illuminazione decorativa, il confronto con le sorgenti tradizionali.</li>
</ul>
<p>Questo il programma dell’evento:</p>
<p>09.00 &#8211; Registrazione</p>
<p>09.15 &#8211; Benvenuto | Welcome</p>
<p>Alberto Seassaro &#8211; Preside Facoltà del Design</p>
<p>09.45 &#8211; E luce fu Paolo Epis, Tommaso Sabatini &#8211; Castaldi illuminazione</p>
<p>10.15 &#8211; Illuminazione cromatica architetturale Chiara Bertolaja &#8211; Docente del Master</p>
<p>10.45 &#8211; Coffee Break</p>
<p>11.00 &#8211; Luce e Retail: il delicato equilibrio tra resa cromatica e accentuazione dei colori Lorenzo Clerici &#8211;  Trilux</p>
<p>11.30 &#8211; Illuminazione cromatica e benessere dell&#8217;individuo Ernesto Gismondi &#8211; Artemide</p>
<p>12.00 &#8211; Feeding the Nature Carlotta De Bevilacqua &#8211; Docente del Master</p>
<p>12.30 &#8211; Luce &#8211; Colore – Architettura Laura Cinquarla &#8211; iGuzzini</p>
<p>13.00 &#8211; Intervallo</p>
<p>14.00 &#8211; Nuove textures nella progettazione di interni Vicky Syriopoulou &#8211; Oikos</p>
<p>14.20 &#8211; Luce e colore in teatro Raffaele Perin &#8211; Docente del Master</p>
<p>14.40 &#8211; Gestione di luce cromatica con tecnologia touch Federica Oriani &#8211; Docente del Master</p>
<p>15.00 &#8211; Vietato sbagliare: progettazione LED applicata Diego Ambrosi, Diego Mantovani &#8211; Disano</p>
<p>15.30 &#8211; Coffee Break</p>
<p>15.45 &#8211; Tavola rotonda: “LED e risparmio energetico” Con la partecipazione di: <a href="http://www.aidiluce.it/" target="_blank">AIDI</a>, <a href="http://www.assil.it/assilweb/index.asp" target="_blank">ASSIL</a>, <a href="http://www.federlegno.it/tool/home.php?s=0,1,29,36" target="_blank">ASSOLUCE</a>, <a href="http://www.ceiuni.it/" target="_blank">CEI</a>, <a href="http://www.imq.it/it/index.html" target="_blank">IMQ</a>, <a href="http://www.polimi.it/" target="_blank">Politecnico di Milano</a> e <a href="http://www.uni.com/it/" target="_blank">UNI</a>.Coordinata dall’ENEA nell’ambito del progetto di ricerca nazionale “Tecnologie per il risparmio elettrico nell’illuminazione pubblica”.</p>
<p>Se siete interessati affrettatevi, perché la partecipazione è gratuita, tuttavia la capienza dell&#8217;aula è limitata. Per partecipare è obbligatorio registrarsi entro il <strong>3 maggio 2010</strong>, inviando un&#8217;email (<a href="mailto:lab.luce@polimi.it">lab.luce@polimi.it</a>) avente come oggetto “LIGHTING INNOVATION” e contenente nel messaggio Nome Cognome e indirizzo di email del richiedente. Segreteria organizzativa Dr. Andrea Siniscalco, tel 02.2399.5696.</p>
<p>Non mancate mi raccomando! Io sono già iscritto.</p>
<p>Ciao e alla prossima</p>


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		<title>Il Light and Building e la dipendenza da LED</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 13:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[LED]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente di ritorno dal Light and Building, tre giorni passati su e giù per i padiglioni, tra decine di stand presenti in fiera, fino a farmi venire le vesciche ai piedi. Ma alla fine un idea più chiara sullo stato dell’arte  del mondo dell’illuminazione me lo sono fatto. Mi aspettavo di vedere molto LED, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2528" title="Red Light by Travis Goodspeed" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/04/2578401785_13e2825093-300x225.jpg" alt="LED syringe" width="300" height="225" />Finalmente di ritorno dal <a href="http://light-building.messefrankfurt.com/frankfurt/en/besucher/willkommen/erleben.html" target="_blank">Light and Building</a>, tre giorni passati su e giù per i padiglioni, tra decine di stand presenti in fiera, fino a farmi venire le vesciche ai piedi.<br />
Ma alla fine un idea più chiara sullo stato dell’arte  del mondo dell’illuminazione me lo sono fatto. Mi aspettavo di vedere molto LED, e così è stato, anzi a dire il vero le aspettative sono state più che confermate, impossibile trovare un prodotto che proponesse sorgenti  “tradizionali”, fin quasi a dimenticarne l&#8217;esistenza, quasi che fluo e alogenuri fossero bandite dagli stand.</p>
<p>Come vi dicevo i padiglioni li ho girati quasi tutti, dall’1 al 6, ma mentirei se dicessi che tutte le soluzioni e prodotti proposti avessero qualcosa veramente da dire sui LED. Mi spiego meglio, è vero la nuova luce allo stato solido era protagonista, ma difficile francamente distinguere un prodotto da un altro e soprattutto, ancora una volta, il LED usato come capita.<br />
Le novità vere del Light and Building in tema di led sono state partorite da aziende, grandi e piccole, più o meno note , che sui led hanno investito veramente ricerca e danaro. Il resto? La solita confusione di sempre.<br />
Parlando nello specifico di illuminazione urbana a LED, tema molto scottante e sulla bocca di tutti negli ultimi tempi, viste le deludenti performance dei primi prototipi utilizzati negli ultimi due anni, posso dire che, almeno ad un primo approccio, solo una manciata di aziende mi han dato la sensazione di aver investito in ricerca.  I primi nomi che mi vengono in mente, sono <a href="http://www.aecilluminazione.it" target="_blank">AEC</a>, <a href="http://www.schreder.com" target="_blank">Schreder</a>, <a href="http://www.ewo.com/it/aktuell09.asp?" target="_blank">Ewo</a>, <a href="http://www.ruudled.net" target="_blank">Ruud</a> e  ovviamente <a href="http://www.philips.it/" target="_blank">Philips</a>.</p>
<p>Partendo dal fondo, Philips con il nuovo sistema LEDGine , già presentato in anteprima a Monza qualche settimana fa, propone un sistema LED che, costituito sostanzialmente da una piastra LED dotati di lenti siliconiche “doppio menisco” e dissipatore,  possa sostituirsi in retrofit al sistema di lampade tradizionali.</p>
<p>Ruud ha presentato un nuovo stradale LED veramente interessante per design e tecnologia proposta, che monta il classico sistema LED  già da tempo utilizzato dall&#8217;azienda americana, costituito da una piastra LED dotati di lenti siliconiche in grado di gestire la distribuzione del flusso luminoso.</p>
<p>Ewo propone una serie di applicazioni urbane dal design veramente interessante, dotate di LED e lente doppio convessa per la distribuzione del flusso luminoso.</p>
<p>Schreder  espone una serie di prodotti stradali LED dal design accattivante e addirittura un esemplare predisposto di tecnologia OLED disegnato da Pininfarina e funzionante, ma non ancora in grado di garantire la giusta performance illuminotecnica, nemmeno in ambito pedonale.</p>
<p>AEC, ripresenta in veste lievemente modificata il prodotto stradale LED lanciato qualche mese fa, il LED-in, dotato di piastra a  LED e ottica secondaria per la distribuzione de flusso luminoso.</p>
<p>Infine, prodotto che merita  menzione, già presente a Euroluce lo scorso anno, ma presente anche in questa fiera in versione rinnovata e arricchita, è il BoTree LED di <a href="http://www.fontanaarte.it/index_b.php" target="_blank">Fontana Arte</a>, che tra l’altro si propone anche in veste di minibollard con il nome Bo-Bush, soluzione che però trovo meno interessante del grande albero rosso.</p>
<p>Per quanto riguarda l’applicazione da interni, ufficio e domestica, ne ho viste di tutti i colori. Difficile francamente esprimere un giudizio che non sia solo di carattere estetico.</p>
<p>Infine vorrei segnalare i vincitori del classico  Desig Plus Award, che premia i prodotti migliori per innovazione tecnologica, risparmio energetico design e utilità. Ecco l’elenco dei vincitori:</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/04/design-plus.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2527" title="Light and Building 2010 design plus winner" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/04/design-plus-225x300.jpg" alt="design plus" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Quindi concludendo, una gran sfacchinata, ma  utile a comprendere come il mercato dell’illuminazione sia più che mai LED dipendente, quasi che a questa nuova tecnologia sia demandato il compito di risollevare gli umori di un mercato schiacciato sotto il peso di quasi due anni di crisi e che stenta a trovare la via giusta per uscirne fuori.</p>
<p>Oggi inizia il Salone del Mobile 2010 e, visto che sono allenato, penso di farmi qualche giro, almeno per gli eventi Forisalone. Sono curioso di vedere cosa accade nel mondo del design, probabilmente in questo caso il termine LED sarà sostituito da eco-friendly, ma sarà la solita solfa.</p>
<p>A presto</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ecco come i LED cambieranno la nostra vita</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 21:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di nuove tecnologie subito la mente divaga in mille fantasie sulle possibili applicazioni che queste potrebbero avere nella vita di tutti i giorni. Parlando più nello specifico  di  illuminazione,  il mondo dell’industrial design, inteso nella definizione che più gli si addice, è sempre di più lanciato alla ricerca della miglior applicazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2460" title="place-it lighting signage" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/place-it-lighting-signage-h-640x480-300x207.jpg" alt="Place it" width="300" height="207" />Quando si parla di nuove tecnologie subito la mente divaga in mille fantasie sulle possibili applicazioni che queste potrebbero avere nella vita di tutti i giorni. Parlando più nello specifico  di  illuminazione,  il mondo dell’industrial design, inteso nella definizione che più gli si addice, è sempre di più lanciato alla ricerca della miglior applicazione di LED e O-LED. Sicuramente la prossima fiera sull’illuminazione in terra tedesca, Il<a href="http://light-building.messefrankfurt.com/frankfurt/de/besucher/willkommen/erleben.html" target="_blank"> Light and Building</a>,  sarà l’ennesimo banco di prova per queste tecnologie: dai lampadari ai  proiettori stradali .</p>
<p>Dunque, solo banale riutilizzo in applicazione in cui anche le care vecchie sorgenti riescono ancora a dire la loro? Questo è il futuro che ci aspetta? Nemmeno per idea. Le strade del design sono infinite, ma soprattutto sono infinite le applicazioni a cui possono tendere le nuove tecnologie di luce elettronica.</p>
<p>Proprio stamattina <a href="http://www.research.philips.com/newscenter/archive/2010/100315-place-it.html" target="_blank">stavo leggendo</a> della recente formazione  (grazie ad un fondo EU di 10,9 milioni di euro) di <a href="http://www.place-it-project.eu/" target="_self">Place-it</a> (Platform for Large Area Comformable Electronics by InTegration), consorzio di aziende, in cui troviamo <a href="http://www.research.philips.com" target="_blank">Philips Research</a>, il cui obiettivo è quello di trovare possibli integrazione della tecnologia LED  negli oggetti di uso quotidiano, tra cui anche i tessuti.<br />
Quello dei tessuti è francamente un ambito al quale non avevo pensato, almeno non tanto seriamente come sembra aver fatto invece Philips Research, che ormai da diversi anni si è lanciata in questo settore, aprendo addirittura un marchio, <a href="http://www.lumalive.com" target="_blank">Lumalive</a>, indirizzato fino ad oggi ad applicazioni legate allo spettacolo o eventi in generale.<br />
Qua sotto un paio di video esplicativi di quelli che sono stati fin oggi le applicazioni del progetto Lumalive:</p>
<p><object width="512" height="288"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6100915&#038;server=vimeo.com&#038;show_title=1&#038;show_byline=1&#038;show_portrait=1&#038;color=00ADEF&#038;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6100915&#038;server=vimeo.com&#038;show_title=1&#038;show_byline=1&#038;show_portrait=1&#038;color=00ADEF&#038;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="512" height="288"></embed></object></p>
<p><object width="550" height="316"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6097556&#038;server=vimeo.com&#038;show_title=1&#038;show_byline=1&#038;show_portrait=1&#038;color=00ADEF&#038;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6097556&#038;server=vimeo.com&#038;show_title=1&#038;show_byline=1&#038;show_portrait=1&#038;color=00ADEF&#038;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="550" height="316"></embed></object></p>
<p>Ma obiettivi del gruppo Philips vanno ben oltre la semplice applicazione ludica della propria ricerca, sicuramente la formazione di Place-it è testimone di un impegno maggiore in ambiti di ben altro spessore: obiettivi per il lungo termine sono di fatto quello di trovare un applicazione  del “photonic textile” in ambito medico,  ad esempio per la cura delle malattie della pelle.</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/place-it-light-theraphy-h.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2458" title="place-it-light-theraphy" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/place-it-light-theraphy-h-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Ritornando a Place-it, propositi del neonato consorzio sono in linea di massima legati all’integrazione di un substrato optoelettronico all’interno di materiali flessibili di uso comune (fogli metallici, elastici e tessuti).</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/TechnologyIntegration.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2459" title="Technology Integration" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/TechnologyIntegration-300x195.jpg" alt="Technology Integration" width="300" height="195" /></a><br />
L’area di applicazione dei prodotti sviluppati saranno fondamentalmente due:<br />
1)ambito medicale o comunque legato al benessere della persona. Tra cui appunto dicevo la cura delle malattie della pelle, adattamento ai ritmi circadiani, monitoraggio delle funzioni biologiche del corpo umano, ecc.<br />
2)oggetti di uso quotidiano, in cui troviamo: corpi illuminanti e lampade, tende luminose, vestiti segnaletici o con integrati circuiti elettronici.</p>
<p>Sicuramente una ricerca con delle basi solide, che tra non molto porterà  notevoli cambiamenti nel nostro stile di vita, a dimostrazione del fatto che quando si parla di tecnologia non esistono limiti di fantasia. Incredibile no? Voi cosa ne dite?</p>
<p>Ciao e alla  prossima.</p>


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		<title>Si riaccendono le luci di Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 23:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[light exhibition design]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Rullo di tamburo, please! E’ con sommo gaudio che vi annuncio la riapertura delle danze, il Light Exhibition Design si presenta con un vestito rinnovato per la nuova edizione, la seconda, quella di quest’anno 2010.  Si sente ancora nell’aria l’odore dei fuochi d’artificio per  i festeggiamenti della prima edizione, conclusasi, vi ricordo, con la celebrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/Untitled-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2437" title="light exhibition design" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/Untitled-1-300x214.jpg" alt="light exhibition design" width="300" height="214" /></a>Rullo di tamburo, please! E’ con sommo gaudio che vi annuncio la riapertura delle danze, il <a href="www.comune.milano.it/led" target="_blank">Light Exhibition Design</a> si presenta con un vestito rinnovato per<a href="http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/garecontratti.nsf/WEBAll/14C3C7A35EC70619C12576DA00362B81?opendocument" target="_blank"> la nuova edizione</a>, la seconda, quella di quest’anno 2010.  Si sente ancora nell’aria l’odore dei fuochi d’artificio per  i festeggiamenti della prima edizione, conclusasi, vi ricordo, con la <a href="http://www.luxemozione.com/2010/02/che-fine-hanno-fatto-gli-orologi-di-milano.html" target="_blank">celebrazione in pompa magna</a> a Palazzo Reale qualche settimana fa dei vincitori del <a href="http://www.luxemozione.com/2009/12/natale-sotto-le-luci-a-milano.html" target="_blank">Festival delle Luci di Milano</a>, che ecco già incomincia una nuova sfida. Dunque cari amici lettori, designer, artisti, lighting desiger, studenti,  giovani e meno giovani, è ora di rimboccarsi le maniche e di spremersi un po’ le meningi, perché le aspettative di questa nuova edizione del festival sono enormi.</p>
<p>Come vi dicevo l’edizione 2010 si presenta molto rinnovata, ampliata e sicuramente con regole meglio definite  di quelle dell’anno passato, e se dagli errori si impara, quella che viene sarà sicuramente un ‘ edizione migliore di quella appena conclusa, banco di prova un po’ per tutti, partecipanti e organizzazione in primis., l’edizione 2009 è stata una puntata pilota, non priva di qualche pecca, ma  la risposta dell’ audience c’è stata, ed anche buona. Quale presupposto migliore dunque per un ottima ripartenza? Speriamo bene!</p>
<p>Dunque via con la prima fase della seconda edizione del Light Exhibition Design 2010,  la  selezione dei 30 progetti di illuminazione artistica e decorativa che verranno premiati e  poi  realizzati, come quest’anno, durante il periodo di Natale.</p>
<p>Ma vediamo un po’ chi può partecipare? Le categorie sono due, ben distinte … fate attenzione mi raccomando:</p>
<p><strong>a) Categoria Professionisti</strong><br />
Designer, Architetti, Artisti e Scenografi professionisti, cittadini italiani o di un altro Paese dell’Unione Europea, iscritti agli Albi dei rispettivi Ordini Professionali, o comunque in esercizio dell’attività (dietro presentazione di adeguata documentazione/autocertificazione attestante l’attività svolta e il titolo di studio conseguito), indipendenti o interni ad aziende, se autorizzati da quest’ultime, ai quali non sia inibito l’esercizio della libera professione al momento della presentazione della domanda di partecipazione al concorso, sia per legge, sia per contratto, sia per provvedimento professionale.</p>
<p><strong>b) Categoria Studenti</strong><br />
Studenti che, alla scadenza del bando, risultino iscritti ad un corso di Design o di Architettura o di Scenografia, di livello universitario o ad un master post-universitario.</p>
<p>Gli ambiti di progettazione quest’anno molto più articolati:</p>
<p><strong>SON ET LUMIERES</strong>– Installazioni o spettacoli di luce che prevedano l’utilizzo di elementi luminosi e musicali per effetti decorativi d’esterni (Piazze e Monumenti).<br />
<strong>STREET LIGHTS</strong>– Installazioni di oggetti luminosi sospesi sulle strade commerciali come le tradizionali luminarie, ma caratterizzate da un forte spirito innovativo, artistico e di design.<br />
<strong>ART &amp; FASHION</strong> – Installazioni di luce firmate da artisti o fashion designer.<br />
<strong>NATURE –</strong> Progetti di luce ideati per Parchi pubblici, viali alberati, fontane e corsi d’acqua (Navigli).<br />
<strong>ARCHITECTURAL</strong> – progetti d’illuminazione speciale per palazzi (storici o moderni), monumenti e chiese.</p>
<p>In particolare quest’anno  sono state identificate delle zone privilegiate, ma non vincolanti in cui poter intervenire, una sorta di spunto per la scelta dell’area:</p>
<p><strong>- CENTRO STORICO:</strong>Area pedonale del Centro cittadino da Piazza San Babila fino a Via Luca Beltrami (davanti Castello Sforzesco) includendo: Corso Vittorio Emanuele e relativi portici, traverse e gallerie; Piazza Duomo; Piazzetta di Palazzo Reale; Sottovia Mercanti, Piazza dei Mercanti; Piazza Cordusio; Via Dante.</p>
<p><strong>- QUADRILATERO DELLA MODA:<br />
</strong>Via Spiga, Via Montenapoleone, Via Del Gesù, Via Santo Spirito, Via Borgospesso, Via Verri, Via Manzoni, Corso Matteotti.<strong> </strong></p>
<p><strong>- QUARTIERE DELL’INFORMAZIONE:</strong><br />
Piazza Cavour, Via San Marco, Via Solferino, Via Moscova, Largo Treves.</p>
<p><strong>- QUARTIERI NIGHTLIFE:</strong>Corso Como, Corso Garibaldi, Largo la Foppa;Zona Navigli, Corso di Porta Ticinese, Colonne di San Lorenzo.<strong>- </strong></p>
<p><strong>QUARTIERE BRERA.</strong>Via Fiori Chiari, via Madonnina, via Fiori Scuri, Via Brera.</p>
<p><strong>- QUARTIERE DELLA SCIENZA E DELL’ARTE:</strong>Santa Maria della Grazie, Museo della Scienza e della Tecnica, Corso Magenta, Chiesa di Sant’Ambrogio.</p>
<p><strong>- QUARTIERE DEL DESIGN:</strong>Via Savona, via Tortona, via Bergognone</p>
<p><strong>- CHIOSTRI E CORTILI:</strong>Cortile di Brera, Cortile Museo Scienza e della tecnica, Cortile di Palazzo Litta, Cortile Fondazione Stelline, Cortile della Statale, Cortile dell’Università Cattolica,</p>
<p>-<strong> CHIESE (Sagrati e facciate):</strong>S.M. delle Grazie, Sant’Ambrogio, San Simpliciano, San Marco in Brera, San Alessandro, S. M. del Carmine, San Sebastiano, San Babila, San Carlo, etc.</p>
<p><strong>- PARCO INDRO MONTANELLI (EX GIARDINI PORTA VENEZIA)</strong>:</p>
<p><strong>- STAZIONE CENTRALE:</strong>Via Vittor Pisani, Piazza Repubblica, Edificio “Pirellone”, Piazza Duca d’Aosta.</p>
<p><strong>- PORTE DI MILANO:</strong>Porta Romana, Porta Venezia, Porta Nuova, Porta Volta, Porta Genova, Porta Ticinese.</p>
<p>-<strong> FONTANE DI MILANO:</strong>Corso Como (n. 2 fontane), Largo Donegani, Largo Marinai d&#8217;Italia, Piazza Cadorna, Piazza Castello, Piazza Gramsci, Piazza Leonardo da Vinci, Piazza Napoli, Piazza S. Babila, Piazza del Tricolore, Via Croce Rossa, Cortile Ducale Castello Sforzesco, Giardini Indro Montanelli c/o Monumento a Manara, Giardini I.Montanelli c/o Palazzo Dugnani, Piazza Fontana, Piazza S. Ambrogio (n. 2 fontane), Viale Vittorio Veneto.</p>
<p>Veramente una vastità di ambiti in cui intervenire, e dar spazio alla propria creatività.  Mi raccomando pensateci bene, ma non troppo, perché le tavole devono essere consegnate  entro e non oltre le ore 16:00 del giorno lunedì 31 maggio 2010 presso il Comune di Milano. Comunque io vi consiglio di dare una bella<a href="http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/garecontratti.nsf/51607b595b240841c1256c4500569c90/14c3c7a35ec70619c12576da00362b81/$FILE/Bando%20di%20Concorso%20LED%202010.pdf"><strong> lettura al bando</strong></a>, dove troverete molti approfondimenti e specifiche che io non ho riportato per non annoiarvi troppo. Qua invece la<a href="http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/garecontratti.nsf/51607b595b240841c1256c4500569c90/14c3c7a35ec70619c12576da00362b81/$FILE/domanda%20di%20partecipazione%20LED%202010.pdf" target="_self"><strong> domanda di partecipazione</strong></a> da allegare.<br />
In bocca al lupo dunque e buona partecipazione a tutti!</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Informiamoci sui LED</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 14:51:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parola d’ordine quando si parla di LED? Informazione ovviamente, perché in un mercato in continua evoluzione come quello della luce allo stato solido sarebbe un errore gravissimo, per qualsiasi attore coinvolto, non aggiornarsi continuamente. Tecnologie che evolvono e  leggi nuove che vengono introdotte per cercare di mettere delle regole ad un mercato che fino ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2383" title="SAVE ENERGY::USE::LED::LAMPS by Paulo Colacino" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/02/led-300x205.jpg" alt="LED " width="300" height="205" />Parola d’ordine quando si parla di LED? Informazione ovviamente, perché in un mercato in continua evoluzione come quello della luce allo stato solido sarebbe un errore gravissimo, per qualsiasi attore coinvolto, non aggiornarsi continuamente. Tecnologie che evolvono e  leggi nuove che vengono introdotte per cercare di mettere delle regole ad un mercato che fino ad oggi si è basato su  regole vecchie che pongono le proprie basi su tecnologie e sorgenti ormai obsolete, ma che molto velocemente dovrà adeguarsi alle caratteristiche di questa nuova sorgente.</p>
<p>Ad esempio, come già vi accennavo  <a href="http://www.luxemozione.com/2010/02/il-led-tecnologia-in-via-di-sviluppo.html" target="_blank">qualche articolo fa</a>, l’<a href="http://www.luxemozione.com/2007/12/indice-di-resa-cromatica.html" target="_blank">indice di resa cromatica (CRI)</a>, utilizzato normalmente per indicare la capacità di una sorgente di restituire più o meno fedelmente un colore, è calcolato facendo riferimento ad una normativa CIE di qualche decennio, fa ma che  oggi ritenuto inadeguato a valutare la qualità della luce di una sorgente moderna come il LED.</p>
<p>Diventa dunque di fondamentale importanza non rimanere indietro, informarsi, confrontarsi, partecipare a forum di discussione. Ho detto forum? Eh sì, e qui vengo al punto, perché vorrei ricordarvi che tra qualche settimana avrà luogo la nuova edizione di <a href="http://www.fortronic.it/page.asp?pag=581&amp;eveid=135#eve" target="_blank">Lumen Forum- LED e display</a>, in questa edizione 2010 ancora più ricco di eventi e novità, prima fra tutte un ampio approfondimento sulla tecnologia O-LED.</p>
<p>L’evento, che si svolgerà nella giornata del 9 marzo prossimo, come sempre presso il <a href="http://www.fortronic.it/page.asp?pag=581&amp;eveid=135&amp;sec=OTHW#eve" target="_blank">Crowne Plaza Hotel</a> di San Donato a Milano, sarà articolato in un intenso programma di seminari di approfondimento, diamo un occhiata più nel dettaglio alla sessione di discussione sui LED:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">LED &#8211; SESSIONE PLENARIA dalle ore 9.30 alle ore 11.30:</span><br />
I LED e l&#8217;illuminazione: esplorando nuovi settori Non solo elemento decorativo, ma anche duttile strumento per molteplici applicazioni in ambiti differenti. L&#8217;illuminazione a LED e i grandi spazi ciivili e industriali a cura del Prof. Arch Gianni Forcolini, Politecnico di Milano.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ore 12.20 &#8211; 13.00:</span><br />
<strong>Break session</strong> su &#8220;Illuminazione e ambienti di lavoro&#8221; &#8211; Il perchè di una scelta: la voce del lighting designer e quella dell&#8217;industria &#8211; a cura di Wissenlux<br />
<strong>Futuro prossimo:</strong> Il pannello Orbeos, la prima sorgente luminosa a OLED, da utilizzare come fonte d’illuminazione per ambienti. Prodotta da OSRAM,  la lampada dalla forma tondeggiante, del diametro di 80 millimetri e solo 2 mm di spessore sarà presentata a Lumem grazie al patrocinio di EBV Elektronik.<br />
<strong>LED Array , un rivoluzionario concetto di packaging. </strong>Un&#8217;unica sorgente luminosa di elevata intensità che mantiene caratteristiche ottiche uniformi e riduce le problematiche di gestione termica è una sfida che Bridgelux ha vinto con i suoi LED Array con emissioni di 3.100 e 4.100 lumen. Verranno evidenziati gli aspetti tecnici e tecnologici delle soluzioni LED Array e come queste caratteristiche possono aiutare a risolvere le problematiche applicative e a ridurre i costi di produzione.<br />
E inoltre si parlerà di:<br />
LED: Thermal Management<br />
LED di potenza: quali caratteristiche in termini di efficienza, generazione del calore, temperatura operativa ed effettiva durata di vita<br />
LED: tecniche di pilotaggio e ottimizzazione dei consumi<br />
LED: Quali i sistemi ottici migliori</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">POMERIGGIO:</span><br />
<strong>Workshop, educational</strong>, <strong>approfondimenti </strong> e un&#8217;<strong>ampia area demo</strong> a fruizione gratuita per tutti i visitatori Esempi e commenti tecnici di applicazioni ad alto impatto illuminotecnico a cura di Seoul Semiconductor. Misure e sistemi fotometrici per apparati d’illuminazione a cura di Sedis Light Technology. Evoluzione dei sistemi ottici per illuminazione stradale a cura di Fraen Srl uno spazio formativo e di aggiornamento a completa disposizone.</p>
<p>La partecipazione è gratuita previa registrazione sul sito, affrettatevi dunque, Il programma sembra interessante, assolutamente da non perdere. Maggiori info sul sito dell’evento.</p>


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<li><a href='http://www.luxemozione.com/2009/03/optodisplay-lumen-2009-sveliamo-i-segreti-dei-led.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Opto&#038;Display-LUMEN 2009, sveliamo i segreti dei LED'>Opto&#038;Display-LUMEN 2009, sveliamo i segreti dei LED</a></li>
<li><a href='http://www.luxemozione.com/2008/08/spettacolo-e-dintorni-sib-forum-2008.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Spettacolo e dintorni: SIB forum 2008'>Spettacolo e dintorni: SIB forum 2008</a></li>
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		<title>Il LED, tecnologia in via di sviluppo</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 11:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[LAMPADE]]></category>
		<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[lampada incandescenza]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ da un bel po’ che su Luxemozione non si parla di LED eh? L’ultimo articolo risale ormai a mesi fa…come sapete il mondo dell’elettronica si muove ad una velocità impressionante, un po’ come accade per i  processori dei PC: quello che si compra oggi già fra sei mesi potrebbe essere obsoleto. Stavo leggendo proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2312" title="LED macro by TDR1 - flickr" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/02/3528672285_55506e498e-300x199.jpg" alt="LED macro" width="300" height="199" />E’ da un bel po’ che su Luxemozione non si parla di <a href="http://www.luxemozione.com/category/sorgenti-luminose/led-sorgenti-luminose" target="_blank">LED</a> eh? L’ultimo articolo risale ormai a mesi fa…come sapete il mondo dell’elettronica si muove ad una velocità impressionante, un po’ come accade per i  processori dei PC: quello che si compra oggi già fra sei mesi potrebbe essere obsoleto.</p>
<p>Stavo leggendo proprio stamattina una <a href="http://www.solidstatelightingdesign.com/documents/articles/news/118808.html#top" target="_blank">notizia</a> che mi ha fatto letteralmente sgranare gli occhi e mi son detto &#8220;questa la devo proprio raccontare&#8221;. “Passata la barriera dei 200 lm/w”  cioè, mi spiego meglio, la <a href="http://www.cree.com/" target="_blank">Cree </a>nota azienda produttrice di LED, con sede a Durham (Nord Carolina, USA) è riuscita a nell’intento di portare l’efficienza luminosa del diodo a 200 lm/w o meglio di far emettere da un singolo led di potenza bianco, con temperatura di colore 4579 K, alimentato  a 350mA un flusso luminoso  di ben 208lm!</p>
<p>Per ora, come si legge nell&#8217;articolo, è solo un test di laboratorio in camera a temperatura controllata, ma pensate un po’ a quale potrebbe essere il futuro dell’illuminazione , quando effettivamente sarà alla portata di tutti una sorgente in grado di emettere una simile quantità di luce per ogni watt assorbito… beh impressionante se paragonato con la misera efficienza luminosa dell<a href="http://www.luxemozione.com/2007/07/cara-vecchia-lampada-ad-incandescenza.html" target="_blank">’incandescenza</a>.</p>
<p>Quindi finalmente il cerchio si chiude, è effettivamente giunto il momento di dire   <a href="http://www.luxemozione.com/2009/09/incandescenza-non-ci-vedremo-mai-piu.html" target="_blank">addio alla cara vecchia incandescenza</a>, il cui declino è stato comunque decretato? Ma nemmeno per idea! Io continuo a rimanere del parere che eliminare completamente dal mercato una sorgente che rimane comunque inarrivabile per caratteristiche tecnologiche è stato un grave errore. Quello che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca è stata in particolar modo tutta la campagna ipocrita sotto la bandiera dell’eco-compatibilità e dell’abbattimento dei livelli di CO<sub>2</sub> che, a quanto pare, non è il principale fautore di tutti i mali del nostro clima. Vi rimando ad un ottimo articolo su <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/edicola_mese/Le_Scienze/1341873" target="_blank">Le Scienze</a> di questo mese in cui si dibatte appunto sul problema dell&#8217;effetto serra e del riscaldamente globale.<br />
Ma insomma possibile che il vecchio e il nuovo non possa coesistere, così come è sempre stato?<br />
E’ vero, la povera incandescenza ha il grosso limite dell’efficienza luminosa (10lm/w) ma, ne stavo discutendo proprio l’altro giorno con un amico, peccato che ad oggi l’incandescenza rimane la sola sorgente che può funzionare senza trasformatori di corrente o ausiliari preposti all’accensione, ne consegue una ridottissima emissione elettromagnetica che la rende unica in applicazioni in cui anche la minima interferenza di campo potrebbe  inficiare il risultato finale del lavoro.<br />
Per non parlare poi della caratteristica emissione spettrale continua  e della resa cromatica, che  la rende altrettanto unica e che  oggi le nuove tecnologie tentano con estrema difficoltà di eguagliare.<br />
Altra parentesi andrebbe poi aperta sull’importante questione normativa che dovrebbe regolare  il mondo del LED, ancora molto “work in progress”, ma necessaria a dare un ordine ad una situazione già abbastanza caotica.</p>
<p>Si sta lavorando sia negli USA, sia in Europa presso i laboratori <a href="http://www.cie.co.at/" target="_blank">CIE</a> (Commission Internationale de l&#8217;Eclaraige) <a href="http://www.iec.ch/" target="_blank">IEC</a> (Commission Electrotechnique Internationale) per definire quelli che saranno i nuovi sistemi di riferimento del modo LED e standardizzazione della componentistica, dal nuovo spazio cromatico alla scottante questione della resa del colore ( l’attuale normativa è ormai obsoleta ed inadeguata a descrivere le proprietà di resa del colore di una sorgente moderna), fino ad arrivare all’altrettanto importante questione della sicurezza  foto-biologica, cioè dell’impatto che questa sorgente ha sull’uomo.</p>
<p>Qua sotto un paio di tabelle tratte da <a href="http://www.ledsmagazine.com/" target="_blank">led magazine</a> di Febbraio in cui sono indicate le principali procedure volte alla regolamentazione  e standardizzazione dei LED:</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/02/standard.jpg"><img class="size-medium wp-image-2301 alignnone" title="Normativa led" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/02/standard-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/02/standard1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2302" title="Standard led" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/02/standard1-300x91.jpg" alt="" width="300" height="91" /></a></p>
<p>Quindi ci troviamo di fronte ad una situazione di mercato abbastanza complessa: da una parte l’azienda produttrice che continua ad immettere nel circuito prodotti sempre più performanti, dall’altra le aziende che producono corpi illuminanti che non sanno come comportarsi nei confronti di una tecnologia che evolve così rapidamente e delle garanzie che possono offrire. Ovviamente viene coinvolto come al solito in questo marasma  l’utente finale che si sente riempire la testa con bellissimi discorsi di eco compatibilità ed investimenti a lungo termine, ma  il fatto è che nessuno sa ancora bene cosa fare in caso di rottura del prodotto. Cambio lampada? Ma nemmeno per sogno!</p>
<p>Voi cosa ne dite?</p>
<p>PS<br />
Sicuramente alcuni di voi, a causa di un mio errore, avranno letto l&#8217;articolo via feed in versione bozza, o meglio non esattamente nella versione finale, comunque i concetti rimangono questi&#8230;. mi raccomando dunque commentate numerosi&#8230; <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>


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