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	<title>Luxemozione &#187; lighting designer</title>
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	<description>News dal mondo della luce</description>
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		<title>Ordine o non ordine questo è il problema</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 00:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligting design]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[ILLUMINOTECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[lighting designer]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine non ho resistito, devo proprio dire la mia. Chi è dunque questo dannato lighting designer? Beh il tema è scottante e difficile è prendere una posizione, soprattutto dopo che un paio di articoli (qua e qua) dell’amico Romano Baratta di Lighting Now hanno fatto esplodere un bubbone che da tempo doveva essere schiacciato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine non ho resis<a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/Any-Idea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2442" title="Any Idea? by Khaled A.K  " src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2010/03/Any-Idea-300x213.jpg" alt="Idea" width="300" height="213" /></a>tito, devo proprio dire la mia. Chi è dunque questo dannato lighting designer? Beh il tema è scottante e difficile è prendere una posizione, soprattutto dopo che un paio di articoli (<a href="http://www.lightingnow.net/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=179&amp;Itemid=1" target="_blank">qua</a> e <a href="http://www.lightingnow.net/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=182&amp;Itemid=1" target="_blank">qua</a>) dell’amico Romano Baratta di <a href="http://www.lightingnow.net" target="_self">Lighting Now</a> hanno fatto esplodere un bubbone che da tempo doveva essere schiacciato. E tutto sommato, non ostante l’irruenza, alcuni punti sono più che condivisibili. Ci ho riflettuto discusso e  litigato su parecchio questa settimana e credo di essere giunto ad una conclusione: questa professione, che in Italia non esiste (la professione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sarchiapone" target="_blank">sarchiapone</a> potremmo chiamarla) ha bisogno disperato  di un’ identità. In passato l’amico Cesare Coppedè aveva scritto un ottimo articolo proprio <a href="http://www.luxemozione.com/2009/06/lighting-designluci-e-ombre-di-una-professione.html" target="_blank">qua su Luxemozione</a>, dove faceva un’attenta disamina sull’identità ed il ruolo del lighting designer, andatevelo a rileggere per favore.</p>
<p>Il problema credo nasca proprio dal fatto che questa professione, l’illuminotecnico, per usare un termine orami desueto, è una professione trasversale, che parte dallo spettacolo e arriva fino all’illuminazione della galleria, passando per i beni culturali. Date una scorsa ai quasi 250 articoli di Luxemozione, vi accorgerete che gli argomenti trattati sono disparati, come molteplici sono le sfaccettature che il lighting professionista nella sua definizione può assumere.</p>
<p>Se potessi riassumere in poche righe il dibattito secolare  sul ruolo del professionista delle luci, lo scriverei così:</p>
<p>“Sono io, io, io lighting designer! Io sono lo scenografo delle luci, io mi sono fatto il culo da quando avevo 18 anni sui ponteggi dei palcoscenici!  Non se ne parla nemmeno risponde l’architetto (dall’alto del suo scranno), tu misero elettricista, io sono l’eletto, io so distinguere gli stili architettonici e chi meglio di me può dar risalto ad una chiesa o un palazzo con la fantastica arte dell’illuminazione?<br />
Ha! ribatte l’ingegnere elettrotecnico iperspecializzato , che la fisica della luce la mangia a colazione, voi miseri, che non sapete distinguere un fotone da un elettrone.Io ho la scienza, io sono l’illuminotecnico!”</p>
<p>Dunque dove sta la verità? Boh? Forse nel mezzo, ma più che altro penso che, visto che in questi giorni si è parlato molto di “Ordini&#8221;, un po’ di ordine debba essere fatto! Non si devono offendere i signori Architetti, Ingegneri, Periti per le dure parole di Romano Baratta, ma devono prendere coscienza di una cosa, che maledizione, questa professione non ha un identità.</p>
<p>Ma scusate come si devono sentire allora gli esimi colleghi, dottori in disegno industriale, ai quali è stato per anni promesso un ordine professionale dai signori del Politecnico di Milano, ordine professionale che credo mai verrà costituito? Colleghi che si sono fatti il culo nei corsi di specializzazione dell’indirizzo Luce (ormai abbandonato) della facoltà di Design? E adesso? Chi può biasimarli se sono incazzati neri? Io no di certo, soprattutto quando esistono associazioni di professionisti illuminotecnici che precludono l’iscrizione agli appartenenti ad un ordine professionale, senza fare distinzione tra architetti, ingegneri, periti e  (questa è bella) a geometri. Dunque chi è il lighting designer? Il libero professionista iscritto ad un Ordine?</p>
<p>Forse ha ragione l’amico Cesare che mi diceva: “io più che lighting designer mi sento architetto lighting designer.”</p>
<p>Voi cosa ne dite?</p>


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<li><a href='http://www.luxemozione.com/2010/07/insieme-per-il-futuro-del-lighting-design.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Insieme per il futuro del Lighting Design.'>Insieme per il futuro del Lighting Design.</a></li>
<li><a href='http://www.luxemozione.com/2010/03/il-teatro-e-la-sua-luce.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il teatro e la sua luce'>Il teatro e la sua luce</a></li>
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		<title>Nuove prospettive: lighting designer senza frontiere</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 21:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[INFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Concepteurs Lumière Sans Frontières]]></category>
		<category><![CDATA[lighting designer]]></category>
		<category><![CDATA[Roger Narboni]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Concepteurs Lumière Sans Frontières, così si chiama la nuova associazione fondata dal famoso lighting designer francese, titolare dell&#8217;agenzia Concepto, Roger Narboni, insieme ad altri 15 professionisti della luce indipendenti. Obbiettivo primario di quest&#8217;associazione è, come si può apprendere dal sito ufficiale, quello di accostare la figura del lighting desinger (Concepteurs Lumière) agli altri professionisti impegnati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/R9G7CRT3cUI/AAAAAAAAAUg/RQhQSQJLBAw/s1600-h/logoS.gif" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175123094506271042" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 160px; height: 144px;" src="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/R9G7CRT3cUI/AAAAAAAAAUg/RQhQSQJLBAw/s320/logoS.gif" border="0" alt="" /></a><a href="http://concepteurslumieresansfrontieres.org/">Concepteurs Lumière Sans Frontières</a>, così si chiama la nuova associazione  fondata dal famoso lighting designer francese, titolare dell&#8217;agenzia Concepto, <strong>Roger Narboni,</strong> insieme  ad altri 15 professionisti della luce indipendenti.<br />
Obbiettivo primario di quest&#8217;associazione è, come si può apprendere dal sito ufficiale, quello di accostare la figura del lighting desinger (Concepteurs Lumière) agli altri professionisti impegnati già da tempo in interventi umanitari in giro per il mondo: Medici senza frontiere, Reporters senza frontiere, Ingegneri senza frontiere, Architetti d’urgenza, Clowns senza frontiere ed altri.</p>
<p>cito il sito:</p>
<blockquote><p>Dinanzi alle difficoltà di popolazioni che patiscono quotidianamente la penuria di mezzi, la violenza di un conflitto o di una calamità naturale, l’illuminazione risponde a un bisogno spesso espresso. In casi estremi, anche la dimensione immateriale e simbolica della luce assume un significato profondo di affrancamento e riscossa.</p></blockquote>
<p>Insomma la luce come strumento di riqualificazione sociale.<br />
Bhe cosa dite interessante? potrebbe avere un senso?<br />
&#8230;.<br />
Bho io ci ho pensato un po&#8217;&#8230;.ma devo essere sincero &#8230;non mi convince per nulla! Non voglio dire che il motore che spinge Narboni e soci non sia sincero, cioè sicuramente esiste una vera volontà volta  alla risoluzione delle problematiche che colpiscono le comunità disagiate attraverso l&#8217;illuminazione, ma credo che l&#8217;illuminazione, pur essendo certamente un elemento importante dal punto di vista sociale e psicologico, di fianco a problematiche come la fame, la morte, la malattia, la mancanza di infrastrutture o di abitazioni, bhè scompaia un attimino.<br />
Certo è bello illuminare un teatro, un asilo o una biblioteca senza fini di lucro, unico scopo quello di aiutare, ma bisogna porsi una domanda prima di cominciare: &#8220;chissà se le lampadine potranno accendersi, visto che magari non esiste nemmeno la rete elettrica&#8230;.&#8221;<br />
Questo è il mio pensiero, spero che qualcuno di più vicino a queste cose possa intervenire e smentirmi&#8230; <a href="http://bettadozio.blogspot.com/">ogni riferimento è puramente casuale </a> <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
ciao a tutti</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Something about “Guerrilla lighting”</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 17:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni di luce]]></category>
		<category><![CDATA[Guerrilla lighting]]></category>
		<category><![CDATA[lighting designer]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo termine, una volta tanto, non ha nulla di nefasto ma è associato alla volontà di evidenziare la pessima qualità degli impianti di illuminazione che caratterizzano alcuni spazi urbani, spesso anche ad alto contenuto culturale e simbolico, delle nostre città. Una sorta di protesta realizzata, però, divertendo e divertendosi, allo scopo di rendere consapevoli tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_LhodT05M5W4/R6ij2vxqfsI/AAAAAAAAAAQ/T3bN2DXuVCE/s1600-h/celebrate1lr_450.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163557133713309378" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 187px; height: 186px;" src="http://bp2.blogger.com/_LhodT05M5W4/R6ij2vxqfsI/AAAAAAAAAAQ/T3bN2DXuVCE/s320/celebrate1lr_450.jpg" border="0" alt="" /></a>Questo termine, una volta tanto, non ha nulla di nefasto ma è associato alla volontà di evidenziare la pessima qualità degli impianti di illuminazione che caratterizzano alcuni spazi urbani, spesso anche ad alto contenuto culturale e simbolico, delle nostre città. Una sorta di protesta realizzata, però, divertendo e divertendosi, <span> </span>allo scopo di rendere consapevoli tutti noi di quanto sempre più importante sia il tema dell’illuminazione delle città, sia essa funzionale o puramente scenografica.</p>
<p class="MsoNormal">È facile constatare, infatti, come una buona illuminazione pubblica contribuisca a rendere le città più vivibili, sicure ed anche attraenti. Spesso però, percorrendo i quartieri che la compongono,<span> </span>o anche semplicemente spostandosi tra piazze e strade contigue, ci si rende conto che i vari impianti sono stati pensati come episodi isolati privi di una visione complessiva, così come è facile imbatterci in monumenti<span> </span>“lasciati al buio” o trovarsi di fronte a facciate di edifici eccessivamente illuminati.</p>
<p class="MsoNormal">È quindi necessario un maggior controllo sugli impianti e una migliore pianificazione (in certi casi completamente assente). Questo, in sintesi, è il <span> </span>pensiero di “<a href="http://guerrillalighting.net/">Guerrilla Lighting</a>” e questi sono i punti del manifesto di questo movimento:</p>
<p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin-left: 0cm;">non tutti gli edifici necessitano un’illuminazione dedicata;</p>
<p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin-left: 0cm;">ogni città deve avere un proprio Piano della Luce;</p>
<p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin-left: 0cm;">l’illuminazione architetturale non è una competizione dove vince chi ottiene livelli d’illuminamento più elevati;</p>
<p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin-left: 0cm;">devono essere sempre mantenuti livelli qualitativi alti: in termini di progetto e prodotto, inserendo requisiti minimi obbligatori;</p>
<p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin-left: 0cm;">prestare maggiore attenzione in termini di risparmio energetico.</p>
<p class="MsoNormal">“Guerrilla Lighting”, usando mezzi limitati, si pone l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi producendo episodi effimeri e magici dove la protagonista assoluta è la luce.</p>
<p class="MsoNormal">Piccola nota dolente a conclusione: come il titolo in inglese suggerisce, si tratta di iniziative che si svolgono prevalentemente nei paesi anglosassoni, dove la figura del ligthing designer è da tempo affermata.<span> </span>Sarebbe bello, tra non molto, poterlo riscrivere in italiano.</p>
<p class="MsoNormal">
<p>Bhe che dire interessante iniziativa no? &#8230;<br />
voi cosa ne pensate??<br />
ciao<br />
a presto</p>
<p class="MsoNormal" style="font-family:arial;">


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		<title>Inquinamento luminoso e progettazione</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2007/07/inquinamento-lumoso-e-progettazione.html</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jul 2007 14:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento luminoso]]></category>
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		<description><![CDATA[Il termine Inquinamento Luminoso è ormai sulla bocca di tutti quelli che hanno a che vedere direttamente o indirettamente con il settore illuminotecnico (progettazione e produzione) e spesso è utilizzato a sproposito. La definizione di Inquinamento luminoso viene introdotta già alla fine del XX secolo per volontà di gruppi di astrofili stanchi di non riuscir [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/RqtnqFBacTI/AAAAAAAAAC8/A8dNEiF93Pc/s1600-h/cielobuio.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092277776272748850" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 208px; height: 141px;" src="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/RqtnqFBacTI/AAAAAAAAAC8/A8dNEiF93Pc/s320/cielobuio.jpg" border="0" alt="" /></a>Il termine Inquinamento Luminoso è ormai sulla bocca di tutti quelli che hanno a che vedere direttamente o indirettamente con il settore illuminotecnico (progettazione e produzione) e  spesso  è utilizzato a sproposito.<br />
La definizione di Inquinamento  luminoso  viene introdotta  già alla  fine del XX secolo per volontà di gruppi di astrofili stanchi di non riuscir ad osservare liberamente la volta celeste &#8220;inquinata&#8221; (forse termine un po&#8217; forte) da un illuminazione, soprattutto pubblica, priva di una qualsiasi norma qualitativa.<br />
La forza di questi gruppi di astrofili  sta nel peso politico che questi hanno in seno a regioni come Veneto e Lombardia, infatti è proprio in queste due importanti regioni del nord Italia che tra il 1998 e il 2000 vengono pubblicate delle Leggi (e non delle normative NDR) regionali in tema di &#8220;lotta all&#8217;inquinamento luminoso e risparmio energetico&#8221;. Bhe  l&#8217;impatto fu bello forte&#8230; sia in campo della progettazione, sia della produzione di corpi illuminanti.<br />
Infatti  all&#8217;interno delle prime leggi ed in particolar modo della LR Lombardia 17 del 2000 e relativo decreto di attuazione  (nota che non per tutte è stato emesso un DA) sono state messi forti vincoli sia alla progettazione illuminotecnica vera e propria, che alle modalità di costruzione degli apparecchi d&#8217;illuminazione, che all&#8217;utilizzo di determinate sorgenti luminose.<br />
Improvvisamente il 90% degli impianti di illuminazione pubblica diventavano obsoleti.<br />
Inizialmente sia progettisti che costruttori si schierarono a testa bassa contro queste nuove leggi molto dure in termini di limitazione, ma soprattutto spesso molto ignoranti nella definizione di parametri illuminotecnici.<br />
Oggi i professionisti (purtroppo non tutti) hanno capito l&#8217;importanza di queste leggi, ma soprattutto hanno capito l&#8217;importanza di un dialogo con organizzazioni come <a href="http://cielobuio.org/">Cieolbuio </a><br />
poichè solo con il dialogo è possibile migliorare queste leggi.<br />
Ad oggi 14 regioni italiane sono vincolate da leggi in materia di inquinamento luminoso, quasi tutte, in particolar modo quella emanate o aggiornate dopo il 2004 (tra cui anche la LR lombardia), introducono l&#8217;importanza della figura del professionista illuminitotecnico abilitato alla progettazione di  piani piani della luce o di impianti di illuminazione pubblica o privata.<br />
Da notare che  oggi per poter iluminare l&#8217;esterno di un edificio o un monumento, ecc, nel comune di Milano è necessario chiedere l&#8217;approvazione all&#8217;ente preposto cioè l&#8217;<a href="http://www.arpalombardia.it/new/live/index.asp">ARPA</a>, previa consegna di materiale che documenti il rispetto della vigente legge in materia di inquinamento luminoso.<br />
Credo che tutto questo finirà per dare maggior rilievo alla professione del Lighting designer.</p>
<p><a href="http://cielobuio.org/"></a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.luxemozione.com/2007/09/linee-guida-per-i-piani.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Linee guida per i Piani dell&#8217;illuminazione'>Linee guida per i Piani dell&#8217;illuminazione</a></li>
<li><a href='http://www.luxemozione.com/2010/05/legge-inquinamento-luminoso-la-lombardia-si-aggiorna.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Legge inquinamento luminoso, la Lombardia si aggiorna'>Legge inquinamento luminoso, la Lombardia si aggiorna</a></li>
<li><a href='http://www.luxemozione.com/2008/06/risparmiamospegnamo-le-luci.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Risparmiamo&#8230;.spegnamo le luci!'>Risparmiamo&#8230;.spegnamo le luci!</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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