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	<title>Luxemozione &#187; luce</title>
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	<description>News dal mondo della luce</description>
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		<title>Riflessioni sulla luce: tecnica o emozione?</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 18:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURAeDESIGN]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni di luce]]></category>
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		<description><![CDATA[Facendo la somma degli argomenti trattati all&#8217;interno di Luxemozione mi sono accorto che in gran parte, circa l&#8217;70% , trattano di temi relativamente tecnici e solo una piccola percentuale è destinata ad argomenti che riguardano la luce sotto un aspetto che mai andrebbe trascurato, ossia quello emozionale. Illuminare infatti non significa solamente prendere della luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/02/3096990_f1c62b5de6_b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-767" title="Luce emozione e tecnica" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/02/3096990_f1c62b5de6_b-300x225.jpg" alt="Luce emozione e tecnica" width="300" height="225" /></a>Facendo la somma degli argomenti trattati all&#8217;interno di Luxemozione mi sono accorto che in gran parte, circa l&#8217;70% , trattano di temi relativamente tecnici e solo una piccola percentuale è destinata ad argomenti che riguardano la luce sotto un aspetto che mai andrebbe trascurato, ossia quello emozionale.<br />
Illuminare infatti non significa solamente prendere della luce e sbatterla su una scrivania, in una stanza, su una parete. Certo questo è quello che ci dice la tanto amata normativa, guai a trascurarla, ma non dimentichiamo che ogni luogo che scegliamo di illuminare, sia esso una stanza o una cattedrale, è un luogo da interpretare: una semplice scelta è in grado di esaltarne o snaturarne le peculiarità, pensiamo semplicemente a come il colore della luce in una stanza  è in grado di trasmettere sensazioni assolutamente contrapposte.</p>
<p>Con questo voglio dire che non è giusto denigrare l&#8217;aspetto estetico ed emozionale della luce per il puro e semplice aspetto funzionale, sono seriamente convinto, e credo che anche la maggior parte di voi lo sia, che debbano essere due facce della stessa medaglia o meglio, riferendomi a quanto detto nel <a href="http://www.luxemozione.com/2007/06/manifesto.html" target="_blank">Manifesto di questo blog</a>, due delle migliaia di  sfaccettature  che l&#8217;argomento &#8220;Luce&#8221; è in grado di rappresentare.</p>
<p>Per questo ho deciso di  dare maggior spazio, rispetto a quanto dato fin ora, ad argomenti  molto più legati all&#8217;aspetto estetico o emozionale quali ad esempio installazioni ed eventi di luce e il design di prodotto per l&#8217;illuminazione, magari di aspirazione ecoconpatibile.<br />
In particolare quest&#8217;ultimo  è un argomento che ho inconsciamente un po&#8217; trascurato in quanto personalmente trovo difficilissimo dare un giudizio o commentare un oggetto che non ho mai avuto tra le mani o che comunque del quale non si hanno informazioni al di là delle due o tre immagini scadenti che spesso sono a disposizione.  Poi, in seguito all&#8217;interessante dibattito nato su &#8220;Progetti di Luce 2008, i vincitori&#8221;, ho pensato che forse avevo tralasciato particolare importante per la vita di un blog, ossia il commentatore. Quindi solo tu, caro lettore, con lo spunto giusto, sarai in grado di dare il via ad un acceso ed interessante dibattito e magari con un semplice parere, dare il tuo giudizio sul prodotto che verrà presentato.<br />
Al prossimo articolo sulla luce dunque!Ciao   e a presto!!!!</p>


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		<title>Light Art Performance Photography, magnifici turbinii di luce</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 16:31:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[installazioni di luce]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Luce arte e fotografia sono sicuramente elementi che già più di una volta hanno dialogato insieme, ultima novità in questo senso è rappresentata dalla Light Art Performance Photography (LAPP) inventata nel 2007 dai fotografi tedeschi JanLeonardo Wöllert  e Jörg Miedza di Brema. Come si legge sul sito ufficiale, purtroppo solo in parte tradotto in inglese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/die-wissenschaft-im-auge.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-634" title="die wissenschaft im auge" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/die-wissenschaft-im-auge-300x200.jpg" alt="die wissenschaft im auge" width="300" height="200" /></a>Luce arte e fotografia sono sicuramente elementi che già più di una volta hanno dialogato insieme, ultima novità in questo senso è rappresentata dalla Light Art Performance Photography (LAPP) inventata nel 2007 dai fotografi tedeschi JanLeonardo Wöllert  e Jörg Miedza di Brema.</p>
<p>Come si legge sul<a href="http://www.lapp-pro.de/" target="_blank"> sito ufficiale</a>, purtroppo solo in parte tradotto in inglese, le foto sono realizzate in presa diretta, senza l&#8217;utilizzo di software per la manipolazione in post produzione, realizzate semplicemente aumentando il tempo di esposione e con l&#8217;ausilio di lampade opportunamente sviluppate.<br />
Con questa tecnica si ottiene  una  rappresentazione della quarta dimensione all&#8217;interno di uno scenario 3d statico accuratamente scelto: ogni opera nasce dall&#8217;equilibrio tra background, luce e oggetto.<br />
Ogni composizione può nascere da molteplici passaggi successivi, alcune sono composte in ben venti step successivi.</p>
<p>Una forma d&#8217;arte che vede come protagonista la luce, rappresentata questa volta  con una dinamicità mai vista prima: esplosioni, turbinii, lampi, giochi di colore, sfere di luce, ecc all&#8217;interno di scenari veramente suggestivi. In particolare &#8220;die wissenschaft im auge &#8220;che trovate all&#8217;inizio del post è valso il primo premio al &#8220;Deutscher Preis für Wissenschaftsfotografie&#8221; nel 2008.</p>
<p>Qua sotto ecco altri bellissimi esempi</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/lapp60.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-637" title="lapp" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/lapp60-150x150.jpg" alt="lapp" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/lapp-20.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-638" title="lapp" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/lapp-20-150x150.jpg" alt="lapp" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/lapp49.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-636" title="lapp" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/lapp49-150x150.jpg" alt="lapp" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/janleonardo__9116134.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-635" title="Lapp" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/01/janleonardo__9116134-150x150.jpg" alt="Lapp" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Cosa ne pensate??</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Controllo dell&#8217;abbagliamento – UGR (Unified Glare Rating)</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2007/07/controllo-dellabbagliamento-ugr-unified.html</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 11:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ILLUMINOTECNICA]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217; è un po&#8217; di confusione in merito alla questione dell&#8217;UGR. Si sente dire che l&#8217;UGR deve essere inferiore a 19, un po&#8217; come si sa che i lux su di un tavolo devono essere 500. Dubito però che chi si lancia in queste disquisizioni tecniche sappia esattamente di che cosa sta parlando. Ecco allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rp_iYw4dEVI/AAAAAAAAAC0/jZwpWpaRo-I/s1600-h/abbaglio.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089035019018375506" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 238px; height: 178px;" src="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rp_iYw4dEVI/AAAAAAAAAC0/jZwpWpaRo-I/s320/abbaglio.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p>C&#8217; è un po&#8217; di confusione in merito alla questione dell&#8217;UGR. Si sente dire che l&#8217;UGR deve essere inferiore a 19, un po&#8217; come si sa che i lux su di un tavolo devono essere 500. Dubito però che chi si lancia in queste disquisizioni tecniche sappia esattamente di che cosa sta parlando.<br />
Ecco allora una spiegazione, che ho cercato di rendere il più chiara possibile.</p>
<p>L&#8217;UGR è un indice unificato in campo internazionale, sviluppato dalla <a href="http://www.cie.co.at/index_ie.html">CIE</a> (Commission International de l&#8217;Eclairage) per la valutazione dell&#8217;abbagliamento diretto relativamente ad ogni specifica applicazione.  Questo indice valuta la presenza in un ambiente di abbagliamento di tipo molesto. E’stato introdotto dalla norma per l’illuminazione degli interni UNI EN 12464-1, in sostituzione della classe di qualità G presente nella norma UNI 10380, ormai superata, che impiegava le curve limite di luminanza (diagramma di Söllner).  Il suo valore dipende dalla disposizione degli apparecchi illuminanti, delle caratteristiche dell&#8217;ambiente (dimensioni, indici di riflessione) e del punto di osservazione degli operatori e oscilla tra valori da 10 (nessun abbagliamento) a 30 (abbagliamento fisiologico considerevole) secondo una scala di 3 unità (10, 13, 16, 19, 22, 25 e 28): più basso è il valore, minore è l&#8217;abbagliamento diretto.<br />
Tipicamente ogni apparecchio di illuminazione in un locale può esser disposto secondo due punti di vista che sono ortogonali ai due piani principali C0°-180° e C90°-270° (sono i piani che si prendono come riferimento anche per individuare la distribuzione fotometrica).  Il fattore UGR tiene conto della luminanza di sfondo (soffitto, pareti) e della somma dell’effetto di abbagliamento di ciascun apparecchio collocato nel locale rispetto ad una posizione standard dell’osservatore. Si calcola con la seguente  formula:</p>
<p><a href="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rp_iEQ4dEUI/AAAAAAAAACs/WhNus-4DKOc/s1600-h/Immagine.gif" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089034666831057218" style="cursor: pointer; width: 248px; height: 55px;" src="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rp_iEQ4dEUI/AAAAAAAAACs/WhNus-4DKOc/s320/Immagine.gif" border="0" alt="" /></a></p>
<ul>
<li>Lb è la luminanza di sfondo      (cd/m2) calcolata come Eind/π, dove Eind è l’illuminamento      verticale indiretto al livello dell’occhio dell’osservatore;</li>
<li>L è la luminanza (cd/m2)      delle parti luminose di ogni singolo apparecchio di illuminazione nella      direzione dell’occhio dell’osservatore;</li>
<li>ω è l’angolo solido (sr) delle      parti luminose di ogni singolo apparecchio di illuminazione nella      direzione dell’occhio dell’osservatore;</li>
<li>p è l’indice di posizione di      Guth di ogni singolo apparecchio;</li>
<li>Σ indica la sommatoria di      tutti gli apparecchi di illuminazione;</li>
</ul>
<p>L’UGR non è definito per apparecchi di illuminazione che hanno una componente di illuminazione indiretta superiore al 65%.  Tipicamente un buon programma di calcolo può fornire i valori di UGR in alcune situazioni tipo, che tengono conto delle caratteristiche di riflessione del locale (pavimento, pareti, soffitto) delle dimensioni dell’ambiente espresse in funzione della differenza di altezza tra l’occhio dell’osservatore e le sorgenti luminose (H).  Spesso nei cataloghi viene riportato l&#8217;indice UGR di un apparecchio, in modo da fornire agli operatori delle indicazioni in merito al comportamento del corpo illuminante nei confronti della problematica dell’abbagliamento diretto.Se un apparecchio ha i propri valori di UGR inferiori a 19(!), allora sarà adeguato per l’utilizzo, ad esempio, nelle aule scolastiche in generale, nelle aule di educazione artistica, nelle sale lettura, in quanto in questi ambienti il limite di UGR è, appunto, di 19, ma non nelle aule di disegno tecnico, dove il limite massimo è 16. Questi valori massimi sono indicati dalla normativa.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un po&#8217; di tecnica #2: Illuminamento e Luminanza</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 08:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel precedente articolo ho descritto le due grandezze fondamentali dell&#8217;illuminotecnica: l&#8217;intensità e il flusso luminoso. Passo successivo è la definizione quantitativa della luce che incide o che viene emessa da una superficie. Si possono distinguere due grandezze qunatitative: l&#8217;illuminamento e la luminanza. L&#8217;illuminamento è una grandezza oggettiva indipendente dalla posizione della superficie rispetto all&#8217;osservatore, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel precedente articolo ho descritto le due grandezze fondamentali dell&#8217;illuminotecnica: l&#8217;intensità e il flusso luminoso. Passo successivo è la definizione quantitativa della luce che incide o che viene emessa da una superficie.<br />
Si possono distinguere due grandezze qunatitative: l&#8217;illuminamento e la luminanza.<br />
<span style="color: #cc66cc;">L&#8217;illuminamento</span> è una grandezza oggettiva indipendente  dalla posizione della superficie rispetto all&#8217;osservatore, che misura la quantità di flusso luminoso intercettato da una superficie.<br />
L&#8217;illuminamento (E) medio su una superficie è dato quindi dal rapporto tra il flusso luminoso (Φ) emesso da una determinata sorgente e la superficie ricevente (A).<br />
E=Φ/A=lm/m2 = lux (lx) un lux è quindi l&#8217;illuminamento prodotto da un flusso di un lumen distribuito im modo uniforme su una superficie di 1m2<br />
La luminanza (L) è invece una grandezza soggettiva, dipendente dalla posizione dell&#8217;osservatore. Corrisponde alla quantità di luce che effettivamente giunge al nostro occhio.</p>
<p><a href="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/RpIB9Y6mP7I/AAAAAAAAABM/QaU1-czUf-o/s1600-h/02_07illuminamento+%5B800x600%5D.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085129083426586546" style="cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/RpIB9Y6mP7I/AAAAAAAAABM/QaU1-czUf-o/s320/02_07illuminamento+%5B800x600%5D.png" border="0" alt="" /></a></p>
<p><span style="color: #cc66cc;">La luminanza (L)</span> di una superficie infinitesima in una data direzione è definita come rapporto tra l&#8217;intensità luminosa (I) emessa in tale direzione e l&#8217;area apparente della superficie verso l&#8217;osservatore (NB per area apparente si intende la proiezione della superficie nella direzione dell&#8217;osservatore).<br />
L=dI/dA cosβ = cd /m2 (β è l&#8217;angolo compreso tra la normale alla superficie emettente e l&#8217;osservatore)<br />
<span style="font-style: italic;">osservazione: ad intensità costante, se diminuisce la superficie aumenta la luminanza</span><br />
<a href="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/RpICIY6mP8I/AAAAAAAAABU/gPW7IH0GBE4/s1600-h/02_06luminanza+%5B800x600%5D.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085129272405147586" style="cursor: pointer; width: 365px; height: 175px;" src="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/RpICIY6mP8I/AAAAAAAAABU/gPW7IH0GBE4/s320/02_06luminanza+%5B800x600%5D.png" border="0" alt="" /></a></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Candela e lumen: intensità e flusso luminoso</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2007 17:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.luxemozione.com/2007/07/06/candela-e-lumen-intensita-e-flusso-luminoso/</guid>
		<description><![CDATA[Ed ecco a voi a grande richiesta un bell&#8217;articolo tecnico sulle unità di misura fondamentali in illuminotecnica. cercherò in quest&#8217;articolo di dare un po&#8217; di nozioni base di illuminotecnica, in particolar modo le definizioni di intensità e flusso luminoso, nozioni necessarie ai newbies dell&#8217;illuminazione (e non). Necessarie soprattutto per introdurre una serie di articoli che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed ecco a voi a grande richiesta un bell&#8217;articolo tecnico sulle unità di misura fondamentali in illuminotecnica. cercherò in quest&#8217;articolo di dare un po&#8217; di nozioni base di illuminotecnica, in particolar modo le definizioni di intensità e flusso luminoso, nozioni necessarie ai newbies dell&#8217;illuminazione (e non). Necessarie soprattutto per introdurre una serie di articoli che ho inenzione di pubblicare <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Prima di tutto parliamo di <span style="color: #cc66cc;">intensità luminosa</span>, che è un po&#8217; come il punto in geometria ovvero l&#8217;unità base dell&#8217;illuminotecnica, l&#8217;intensità luminosa si esprime in <a href="http://www1.bipm.org/en/si/si_brochure/appendix2/photometric.html#history">candele</a> (cd) ed esprime la concentrazione di luce in una dirzione specifica radiata per secondo: questa la definizione da manuale &#8220;L&#8217;intensità luminosa viene quantificata come candele in una data direzione, di una sorgente che emette radiazione monocromatica difrequenza pari a <img class="tex" src="http://upload.wikimedia.org/math/c/e/4/ce427da8c99d5890f82d6bf0d91e27c0.png" alt="540 \times 10^{12}" /> hertz e con una intensità radiante in detta direzione di <img class="tex" src="http://upload.wikimedia.org/math/3/1/0/3103272d476762d5260eb2960aa57998.png" alt="\frac {1}{683}" /> <a title="Watt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Watt">watt</a> per <a title="Steradiante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steradiante">steradiante</a>.&#8221; (definizione del 1982) uhfff difficilina direi&#8230; cercherò di tradurla nella maniera più semlice possibile.</p>
<p>Allora  diciamo che abbiamo una sorgente puntiforme (un puntino che emmette luce), la luce che emette in tutte le direzioni può essere astratta come l&#8217;insieme di tanti vettori luminosi, ciascuno di essi rappresenta un&#8217;intensità luminosa.</p>
<div style="text-align: left;">Perchè  540.0000000000000 hertz? perche  a questa frequenza si ha emissione di luce  verde e il verde dal punto di vista della percezione dell&#8217;occhio umano corrisponde ad un coefficente di visibilità=1, cioè il massimo.</div>
<p>1/683 non è altro che un termine che mette in relazione l&#8217;attuale definizione di candela con la vecchia definizione degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Candela_%28unit%C3%A0_di_misura%29">anni &#8217;20</a>.</p>
<p>questa era la parte più dificile direi&#8230;</p>
<p>ora il <span style="color: #cc66cc;">flusso luminoso</span>, la cui unità di misura e il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lumen">lumen</a> (lm), è legato all&#8217;intensità dalla seguente relazione: flusso =Intensità*Ω  dove Ω= <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angolo_solido">angolo solido</a> ovvero sono le intensità contenute all&#8217;interno di un certo angolo solido sotteso ad un&#8217;area.<br />
la definizione fotometrica di flusso è strettamente legata alla definizione di candela, infatti  il flusso è uguale al prodotto tra la  potenza  radiante di una sorgente  puntiforme (espressa in Watt)  e il coefficente di visibilità y(λ) (che come abbiamo visto è massimo, cioè 1 per la luce verde), quindi ad esempio se una sorgente puntiforme emette 1W alla lunghezza d&#8217;onda  corrispondente del verde (555nanometri o <img class="tex" src="http://upload.wikimedia.org/math/c/e/4/ce427da8c99d5890f82d6bf0d91e27c0.png" alt="540 \times 10^{12}" /> hertz) si ha un flusso emesso peri a 683lm.</p>
<p><a href="http://bp0.blogger.com/_41ydQARgL8w/RpHtI46mP6I/AAAAAAAAABE/3uHOPyPKoFs/s1600-h/flusso.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085106191250898850" style="cursor: pointer; width: 174px; height: 68px;" src="http://bp0.blogger.com/_41ydQARgL8w/RpHtI46mP6I/AAAAAAAAABE/3uHOPyPKoFs/s320/flusso.png" border="0" alt="" /></a><br />
dove<br />
K=683 lm/W che è la massima efficienza spettrale<br />
Pλ=potenza spettrale in W<br />
V(λ)=coefficiente di visibilità.<br />
Riassumendo questa definizione ci dice che il flusso luminoso non è altro che la parte di radiazione emessa (W) da una sorgente all&#8217;interno del campo del visibile cioè tra i 380nm e 780nm.<br />
<a href="http://bp2.blogger.com/_41ydQARgL8w/Ro6ICI6mP4I/AAAAAAAAAA0/WuCXjnb-OUQ/s1600-h/300px-CIE_1931_Luminosity.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5084150599682244482" style="cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_41ydQARgL8w/Ro6ICI6mP4I/AAAAAAAAAA0/WuCXjnb-OUQ/s320/300px-CIE_1931_Luminosity.png" border="0" alt="" /></a><br />
<span style="font-size:85%;">qua sopra la rappresentazione della curva di visibilità</span></p>
<p>wow anche questo era tosto!!!!</p>
<p class="MsoNormal">
<p>spero sia chiaro (ma non ne sono molto convinto)</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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