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	<title>Luxemozione &#187; tecnologia</title>
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	<description>News dal mondo della luce</description>
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		<title>Ecco come si progetta con i LED</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 23:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[LED]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai è ufficiale siamo in piena guerra dei LED, per il predominio dei mercati. Le aziende produttrici sono pronte a tutto, a raccontarci qualsiasi cosa per piazzare il proprio prodotto: &#8220;il mio led ha un efficienza di 150lm/w&#8221;, &#8220;il mio ha una resa cromatica Ra=99&#8243; , &#8220;ah invece il mio led dura 51mila ore&#8221;. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/229774371_151043a913_b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1016" title="LED" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/229774371_151043a913_b-300x193.jpg" alt="LED" width="300" height="193" /></a>Ormai è ufficiale siamo in piena guerra dei LED, per il predominio dei mercati. Le aziende produttrici sono pronte a tutto, a raccontarci qualsiasi cosa per piazzare il proprio prodotto: &#8220;il mio led ha un efficienza di 150lm/w&#8221;, &#8220;il mio ha una resa cromatica Ra=99&#8243; , &#8220;ah invece il mio led dura 51mila ore&#8221;. Le notizie sono molteplici, spesso false, o meglio vere, ma fino ad un certo punto.</p>
<p>Non dimentichiamoci una cosa però, che ad avere l&#8217;ultima parola sui led è, ancora una volta, il costruttore di corpi illuminanti: è lui che ha il potere di scegliere, ovviamente a discapito del prezzo, la qualità del chip che viene montato e soprattutto in che modo viene assemblato.</p>
<p>Un assemblaggio errato può vanificare tutti i parametri qualitativi e quantitativi che i vari produttori di LED cercano con tanto affanno di pubblicizzare, in particolare il calore prodotto durante il funzionamento del chip, se dissipato in maniera non corretta, comporta uno stravolgimento completo di tutti questi bei parametri (Efficienza, vita media, emissione spettrale, ecc).</p>
<p>Per capire meglio in che modo la temperatura di funzionamento va ad inficiare sul corretto funzionamento del chip vi riporterò qua sotto alcuni grafici esplicativi che si riferiscono nella fattispecie al LED della Philips Luxeon Rebel InGaN (Indium Gallium Nitride) normalmente utilizzato per la produzione dei led Blu, Verdi, Ciano  e Bianchi. Nel caso di altre aziende produttrici, anche se i parametri presi in esame portano alla medesima  dimostrazione, consiglio di consultare i relativi datasheet.</p>
<p>Giusto per conoscenza qua sotto è rappresentato un Rebel preposto alla produzione di luce bianca: un catodo e un anodo alla quale è poi connessa l&#8217;alimentazione principale, un substrato ceramico-metallico necessario all&#8217;estrazione del calore dalla zona attiva del LED (il chip), nella parte superiore trovate il Chip vero e proprio, affiancato da un chip secondario che protegge il chip primario dalle cariche elettrostatiche, il tutto coperto dal uno strato di materiale fosforescente in grado di convertire le radiazioni emesse dal chip in luce bianca, della qualità che più ci aggrada (bianco caldo, neutro o freddo). Tutto questo sistema è poi coperto da una lente di materiale siliconico.</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/rebel.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1008" title="Philips Rebel" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/rebel-150x150.jpg" alt="Philips Rebel" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/ds56.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1009" title="rebel draw" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/ds56-150x150.jpg" alt="rebel draw" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Molti di voi già sanno che più aumento la corrente di funzionamento (espressa in Ampere) del led, più ottengo un aumento del flusso emesso dal LED.</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/a_flux.jpg"><img class="size-medium wp-image-1010 alignnone" title="Rebel a_flux" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/a_flux-300x210.jpg" alt="Rebel a_flux" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Ne deriva un aumento della potenza assorbita (W) e quindi maggior calore prodotto durante il funzionamento (temperatura di giunzione), che incide in maniera diretta sia sul flusso emesso, sia sulla vita media garantita dal costruttore.<br />
Qua sotto a sinistra il grafico che mette in relazione la corrente (A) con la tensione (V) di funzionamento, come potrete notare ad un aumento di corrente corrisponde un aumento non lineare di tensione.<br />
A destra il grafico invece  che ci dice come il flusso luminoso emesso sia estremamente influenzato dalla temperatura di funzionamento (°C).</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/a_v.jpg"><img class="size-medium wp-image-1011 alignnone" title="Rebel a_v" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/a_v-300x203.jpg" alt="Rebel a_v" width="240" height="162" /></a><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/temp-flux.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1012" title="Rebel temp-flux" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/temp-flux-300x205.jpg" alt="Rebel temp-flux" width="240" height="164" /></a></p>
<p>Osserviamo grazie al grafico qua sotto come si comporta il nostro LED in termini di vita media garantita al variare della temperatura e ovviamente della corrente di funzionamento.<br />
Il grafico qua sotto definisce le aspettative di vita del nostro Rebel, con un <a href="http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/405" target="_blank">intervallo di confidenza </a>di 90%, ovvero esistono il 90% percento di probabilità che il campione preso in esame rappresenti la globalità del parco led e che quindi  la curva ne rappresenti il reale comportamento.<br />
Le curve di mortalità del LED non indicano la rottura &#8220;catastrofica&#8221; (cioè fisica) del chip, ma definiscono la percentuale di flusso rimanente (Lyy) di una data percentuale di elementi presi come campione (Bxx).<br />
In particolare il grafico qua sotto è espresso secondo un&#8217;aspettativa di vita (B50,L70) ovvero il 50% dei campioni ha un flusso emesso del 70% rispetto a quello emesso inizialmente. Se fosse (B10, L70) verrebbe considerata un&#8217;aspettativa di diminuzione del 30% di flusso su il 10% della popolazione di LED.</p>
<p><a href="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/reliability.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1015" title="reliability" src="http://www.luxemozione.com/gaianorm/2009/04/reliability-300x166.jpg" alt="reliability" width="300" height="166" /></a></p>
<p>Comunque per chiarire meglio le cose consiglio di dare un&#8217;occhiata al sito di <a href="http://www.futurelightingsolutions.com/" target="_blank">Future Electronic</a>, che mette a disposizione alcune Tools interessanti: LED Reliability tool e Usable Light Tool che si possono utilizzare in modo gratuito previa registrazione.</p>
<p>Quindi mi raccomando, se disegnate prodotti, o se semplicemente state comperando un bello ed innovativo stradale LED  tenete ben presente quanto detto sopra, cioè che la temperatura di funzionamento del Chip, se mal dissipata,  può inficiare in modo molto significativo sia sul flusso emesso, sia sul colore della luce, sia sulla vita media del LED.</p>
<p>A presto!</p>


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		<title>Colori a tutto gas: catodi freddi #3</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2008/07/colori-a-tutto-gas-catodi-freddi-3.html</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 17:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Terza ed ultima puntata dedicata ai catodi freddi e all&#8217;emissione spettrale dei gas nobili. Come abbiamo visto nelle puntate uno e due se riempio un tubo di vetro (normalmente borosilicato) di un diametro che normalmente varia dai 10 ai 20mm, con un gas nobile o miscela di esso, con una certa pressione e lo sottopongo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Terza ed ultima puntata dedicata ai catodi freddi e all&#8217;emissione spettrale dei gas nobili. Come abbiamo visto nelle puntate <a href="http://www.luxemozione.com/2008/05/colori-a-tutto-gas-catodi-freddi-parte-1.html">uno</a> e <a href="http://www.luxemozione.com/2008/06/colori-a-tutto-gas-catodi-freddi-2.html">due</a> se riempio un tubo di vetro (normalmente borosilicato) di un diametro che normalmente varia dai 10 ai 20mm, con un gas nobile o miscela di esso, con una certa pressione e lo sottopongo ad una certa corrente, ottengo un&#8217;emissione luminosa caratteristica per ciascun gas.</p>
<p><a class="flickr-image" title="Argon tensione" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/12227292@N05/2521466505/"><img class="flickr-medium alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3015/2521466505_023d86fff7_m.jpg" alt="Argon tensione" width="240" height="119" /></a></p>
<p>Tipico è il diagramma di funzionamento elettrico con ausiliari tradizionali dei gas nobili. Infatti come si può notare nello schema di funzionamento dell&#8217; Argon qua sopra prima di  ogni semionda è presente un picco più o meno elevato (a seconda del gas) che è causato dal processo di ri-ionizzazione del gas, che appunto avviene ogni semionda quando il gas perde il potere di ionizzazione. Come conseguenza di questo processo si ha un aumento di assorbimento.Ciò non avviene con ausiliari ad alta frequenza, dove le due semionde consecutive si avvicendano prima che il gas perda lo stato di ionizzazione.<a class="flickr-image" title="Argon tensione" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/12227292@N05/2521466505/"><br />
</a></p>
<p>Nella scorsa puntata ho parlato di Elio, Neon Argon, oggi parleremo di Krypton, Xeno e miscele di gas nobile con mercurio.</p>
<p><a class="flickr-image" title="kripto" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/12227292@N05/2522286724/"><img class="flickr-medium alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3220/2522286724_86a17db15e_t.jpg" alt="kripto" width="100" height="75" /></a> <strong>Krypton</strong>. E’ caratterizzato da un’emissione spettrale con un picco molto elevato sul rosso, ma con una componente spettrale che ci appare come un come un rosa chiaro, esiste un’emissione ultravioletta molto bassa che consente però di eccitare le polveri fluorescenti, specialmente quelle verdi.</p>
<p><a class="flickr-image" title="xenon" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/12227292@N05/2522286560/"><img class="flickr-medium alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2276/2522286560_0a04ec0015_t.jpg" alt="xenon" width="100" height="75" /></a> <strong>Xeno</strong>. E’ il gas nobile più raro, caratterizzato da un’emissione spettrale molto ampia e da un’emissione ultravioletta molto forte, accostato all’utilizzo di polveri fluorescenti è in grado di generare una svariata gamma di colori. Se applicato in maniera corretta può rappresentare una buona alternativa al mercurio (inquinante e tossico) all’interno del gas di scarica.</p>
<p><strong>Mercurio in Argon 80% e Neon 20%</strong>. La luce emessa da questa miscela è concentrata in poche bande e totalmente priva della componente rossa. La luce blu apparente è il risultato della componente spettrale blu e verde prevalente. Graze alla presenza dei vapori del mercurio che producono un&#8217; elevata componente ultravioletta è possibile ottenere un&#8217;emissione più complet grazie all&#8217;utilizzo di polveri fluorescenti.</p>
<p><strong>Mercurio in Kripton 75% e Argon 25%.</strong> Lo spettro di emissione di questa miscela è simile alla precedente, ma con un lieve incidenza sui rossi. Questa miscela rappresenta una&#8217;alternativa interessante all Argon-Neon, queto  perchè nonostante una minor luminosità, si ha un minor consumo di energia e una minor produzione di calore. Tuttavia, proprio a causa della minor temperatura di funzionamento, non è possibile utilizzare questa miscela per applicazioni in ambienti freddi (esterno), questo infatti potrebbe causare condensamento di mercurio e quindi perdita delle caratteristiche di questa miscela.</p>
<p>Qua di seguito gli spettri di emissione di Kripton, xenon e miscele sopradescritte.</p>
<p><a class="flickr-image" title="krypton color" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/12227292@N05/2522288038/"><img class="flickr-medium" src="http://farm3.static.flickr.com/2342/2522288038_311833437c_t.jpg" alt="krypton color" /></a> <a class="flickr-image" title="xenon color" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/12227292@N05/2521466655/"><img class="flickr-medium" src="http://farm3.static.flickr.com/2210/2521466655_96158b2e4b_t.jpg" alt="xenon color" /></a><a class="flickr-image" title="Mercurio-Argon-Neon" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/12227292@N05/2685396395/"><img class="flickr-medium" src="http://farm4.static.flickr.com/3088/2685396395_3737e743eb_t.jpg" alt="Mercurio-Argon-Neon" /></a> <a class="flickr-image" title="Mercurio-Kripton-Argon" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/12227292@N05/2685398765/"><img class="flickr-medium" src="http://farm4.static.flickr.com/3228/2685398765_ce445eea16_t.jpg" alt="Mercurio-Kripton-Argon" /></a></p>
<p>Per maggiori informazioni vi rimando al sito di<a href="http://www.tecnolux.com/"> Tecnolux</a>, dove potrete trovare tante altre informazioni utili.</p>
<p>ciao a tutti</p>
<p>a presto</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Nanotecnologia: possibili evoluzioni del LED</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 16:18:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La tecnologia a LED è sulla bocca di tutti, ormai è assodato quale sarà la sorgente luminosa del prossimo futuro. Purtroppo come sempre quando si parla di nuove tecnologie è la confusione a farla da padrone: efficienza luminosa, resa cromatica, illuminazione stradale, risparmio energetico, potenza assorbita, corrente di funzionamento, DMX, vita media ore, dispersione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="flickr-image" title="LED GaN ultravioletti" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/12227292@N05/2427634617/"><img class="alignleft flickr-medium" style="float: left;" src="http://farm4.static.flickr.com/3209/2427634617_efe09d1371_m.jpg" alt="LED GaN ultravioletti" /></a> La tecnologia a LED è sulla bocca di tutti, ormai è assodato quale sarà la sorgente luminosa del prossimo futuro. Purtroppo come sempre quando si parla di nuove tecnologie è la confusione a farla da padrone: efficienza luminosa, resa cromatica, illuminazione stradale, risparmio energetico, potenza assorbita, corrente di funzionamento, DMX, vita media ore, dispersione del calore di funzionamento&#8230;.siamo bombardati da una miriade di notizie spesso contrastanti, spesso errate: ci sono rappresentanti che confondono ancora la resa cromatica con la temperatura di colore correlata.</p>
<p>Domanda: &#8220;ma i led che montate che Ra hanno?&#8221;</p>
<p>RIsposta: &#8220;ah guardi riusciamo a fare anche 3000K&#8230;&#8221;  si certo come no&#8230;.!</p>
<p>Penso che uno dei prossimi articoli lo dedicherò al principio di funzionamento dei LED (tema abbastanza ampio&#8230; spero che qualcuno voglia darmi una mano <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>Comunque ritorniamo a noi, tutta questa premessa per introdurre un&#8217;innovazione in campo produttivo dei LED che speriamo possa portare ad un miglioramento prestazionale-qualitativo. <a href="http://technology.newscientist.com/channel/tech/dn13266-crystal-coat-warms-up-led-light.html" target="_blank">Da quanto si puo&#8217; leggere</a> si tratta ancora di un processo  sperimentale in un laboratorio universitario.</p>
<p>Nei laboratori dell&#8217;università di Ankara, Turchia, lo staff del prof <a href="http://www.bilkent.edu.tr/~volkan/" target="_blank">Hilmi Volkan Demir</a> è riuscito a migliorare la tecnologia LED sfruttando la nanotecnologia.</p>
<p>Come sapete il LED bianco è caratterizzato anche nelle versioni &#8220;bianco caldo&#8221; da una luce non proprio gradevole con un <a href="http://www.luxemozione.com/2007/12/indice-di-resa-cromatica.html" target="_blank">indice di resa cromatica</a> abbastanza basso, che difficilmente riuscirebbe a sostituire la &#8220;bella&#8221; luce ad incandescenza, almeno nelle applicazioni domestiche.</p>
<p>l nuovo procedimento consiste nel depositare dei nanocristalli di diverse dimensioni, selenurio di Cadmio  su un LED blu  , circondato da un layer di solfato di zinco.<br />
I cristalli assorbono parte della radizaione blu ed emettono luce nello spettro del rosso e del verde, e la luce emessa risulta di un confortevole bianco caldo. Variando la miscela di nano cristalli e&#8217; possibile variare la temepratura del colore.<br />
Il risultato è un led che emette una luce calda con un <a href="http://www.luxemozione.com/2007/12/indice-di-resa-cromatica.html">indice di resa cromatica (Ra)</a> intorno a 80, questo grazie proprio ai nanocristalli che emettono luce in un più ampio spettro di lunghezza d&#8217;onda rispetto ai fosfori usati normalmente nella produzione dei LED bianchi. I ricercatori segnalano inoltre che la sorgente così ottenuta è caretterizzata da un&#8217;efficienza luminosa fino a 300lm (ottenuti in laboratorio).</p>
<p>Bhe sicuramente un prodotto interessante che  speriamo non rimanga evento isolato da laboratorio: spesso le caratteristiche dei LED dichiarate dai costruttori (Efficienza, vita media, ecc.) sono ottenute più o meno facilemente  in laboratorio, ma difficilmente riproducibili nella realtà di tutti i giorni.</p>
<p>cosa ne dite ???</p>
<p>ciao a tutti</p>
<p>grazie a Tonix per la segnalazione</p>
<p>[ad#ad-1]</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Metalli scolpiti di colore</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2008/02/metalli-scolpiti-di-colore.html</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 19:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete sempre desiderato colorare un metallo del colore che più vi aggrada, o magari imprimere una foto su una lastra di alluminio? Bhe oggi è possibile! Ovviamente senza coprire il metallo in questione con una vernice o trattamento simile, ma modificandone la struttura in modo da modificare qualitativamente la luce che viene riflessa e/o assorbita. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/R8KDrx5qpbI/AAAAAAAAATw/SI3rvirJX2E/s1600-h/butterfly.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170840110327571890" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 264px; height: 176px;" src="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/R8KDrx5qpbI/AAAAAAAAATw/SI3rvirJX2E/s320/butterfly.jpg" border="0" alt="" /></a>Avete sempre desiderato colorare un metallo del colore che più vi aggrada, o magari imprimere una foto su una lastra di alluminio? Bhe oggi è possibile! Ovviamente senza coprire il metallo in questione con una vernice o trattamento simile, ma  modificandone la struttura in modo da modificare qualitativamente la luce che viene riflessa e/o assorbita.  Decidendo infatti quali lunghezze d&#8217;onda vengono riflesse  si può decidere il colore di un materiale.<br />
Ma come è possibile modificare la microstuttura di un metallo? Bhe grazie all&#8217;utilizzo di un laser, questo è quanto afferma il prof.  Chunlei Guo, capo ricercatore presso la <a href="http://www.rochester.edu/news/show.php?id=3106">Rochester University</a>, dipartimeto di ottica. Infatti grazie all&#8217;utilizzo di un laser opportunamente modulato per lunghezza d&#8217;onda ed intensità è possibile modificare a piacimento la nanostruttura dei metalli e di conseguenza deciderne il colore: oro, argento, blu, iridescente (come le ali di una farfalla).<br />
Il processo è relativamente semplice e ad oggi richiede 30 minuti circa, ma i ricercatori stanno lavorando per semplificare il procedimento, che fra poco tempo consentirà di imprimere qualsiasi colore su ogni metallo esistente.<br />
(graze Bob per la segnalazione)<br />
Cosa ne dite?<br />
ciao a tutti</p>


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		<title>Nano nero: The Amazing Carbon Nanotubes</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 16:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti, è da un po&#8217; che non mi luxemoziono, ma vi seguo e vedo che lo cose vanno avanti. Leggevo ieri di una ricerca del Rensselaer Polytechnic Institute che ha prodotto il materiale più nero mai esistito. 150 volte più nero del nero a cui siamo abituati. La riflettanza, ovvero il rapporto tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp1.blogger.com/_rhMMMtl3lgk/R7XBRD_y-FI/AAAAAAAAAAc/VQW_UcFd7t0/s1600-h/nanetto.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167248646352336978" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 127px; height: 287px;" src="http://bp1.blogger.com/_rhMMMtl3lgk/R7XBRD_y-FI/AAAAAAAAAAc/VQW_UcFd7t0/s320/nanetto.jpg" border="0" alt="" /></a>Ciao a tutti, è da un po&#8217; che non mi luxemoziono, ma vi seguo e vedo che lo cose vanno avanti.</p>
<p class="MsoNormal">Leggevo ieri di una ricerca del <a href="http://www.eetimes.com/news/latest/showArticle.jhtml?articleID=205920344">Rensselaer Polytechnic Institute</a> che ha prodotto il materiale più nero mai esistito. 150 volte più nero del nero a cui siamo abituati. <span style="font-weight: bold;">La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riflettanza">riflettanza</a>, ovvero il rapporto tra radiazione riflessa e quella incidente, è del 0,045%. </span><span> </span>Normalmente i materiali neri si aggirano su valori di riflettanza del 5-10%. Come hanno fatto? In pratica hanno creato un materiale composto da nano-cannule disposte in verticale che intrappolano la luce incidente. Risultato minima riflessione, massimo assorbimento da sfruttare in svariati campi, tipo solare termico, etc. Che dire: un piccolo passo per un nano-nero, ma un grande passo per l’umanità?</p>
<p class="MsoNormal">


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lampade fluorescenti: principio di funzionamento</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2008/01/neon-no-lampade-fluorescenti-principio.html</link>
		<comments>http://www.luxemozione.com/2008/01/neon-no-lampade-fluorescenti-principio.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 17:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[LAMPADE]]></category>
		<category><![CDATA[fluorescenti]]></category>
		<category><![CDATA[lampade fluorescenti]]></category>
		<category><![CDATA[mercurio]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Visto che negli scorsi post si è parlato di lampade fluorescenti (a risparmio energetico) e di come queste contengono mercurio (sostanza che se assunta in quantità rilevanti può essere molto dannosa all’uomo), vorrei approfondire l’argomento e spiegare meglio il principio che sta alla base del funzionamento di queste sorgenti. Si è detto che le comuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5TrcBJsf7I/AAAAAAAAARc/FuRg8X9xHYY/s1600-h/243px-Germicidal_UV_discharge_tube_glow.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158006339824025522" class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5TrcBJsf7I/AAAAAAAAARc/FuRg8X9xHYY/s320/243px-Germicidal_UV_discharge_tube_glow.jpg" border="0" alt="" width="243" height="243" /></a>Visto che negli scorsi post si è parlato di lampade fluorescenti (a risparmio energetico) e di come queste contengono mercurio (sostanza che se assunta in quantità rilevanti può essere molto dannosa all’uomo), vorrei approfondire l’argomento e spiegare meglio il principio che sta alla base del funzionamento<span> </span>di queste sorgenti.</p>
<p class="MsoNormal">Si è detto che le comuni lampadine ad incandescenza sono per tecnologia ormai vecchie ed obsolete, bhe…dovete sapere che le lampade fluorescenti (che erroneamente vengono chiamate neon) si basano su tecnologie studiate e sviluppate a partire dagli anni ’20 del XX secolo, fu allora infatti che si eseguirono una serie di esperimenti che dimostrarono che i vapori mercurio in determinate condizioni ambientali, sottoposti a passaggio di elettroni, emettono una linea di spettro negli ultravioletti , pari circa 254nm (<a href="http://www.leybold-didactic.de/literatur/hb/i/p6/p6241_i.pdf">vedi esperienza di Frank-Hertz</a>).<br />
Esperienze simili culminarono nei primi anni ’30 nel primo prototipo di lampada fluorescente, che emetteva luce verde con efficienza luminosa pari a 60 lm/W, fino ad arrivare al 1939, quando venne introdotto il primo modello commerciale a luce bianca.<br />
Da allora poco è cambiato, nulla o quasi del principio che sta alla base del funzionamento, qualcosa in più invece per quanto riguarda l’efficienza luminosa, la resa cromatica, la temperatura di colore e la vita media di queste lampade.<br />
Oggi si possono trovare in commercio tubi fluorescenti di svariato tipo: con<span> </span>Ra maggiore di <span> </span>90, alta efficienza luminosa (90lm/W), bassissimo contenuto di mercurio (1mg-3mg, in linea con quanto stabilito dalla normativa europea <a href="http://luxemozione.blogspot.com/2008/01/smaltimento-sorgenti-luminose-che.html">descritta in precedenza</a>), ecc.<br />
Come dicevo però la costruzione e<span> </span>la tecnologia che sta alla base è più o meno la stessa dagli anni ’40: normalmente sono costituite da un tubo di vetro sigillato ermeticamente con all’interno, una piccola goccia di mercurio (Hg) e come<span> </span>gas di riempimento l’Argon (un gas nobile) ad una pressione di circa 2-3mm di Hg, alle estremità del tubo due elettrodi,  che attraversati da energia elettrica, emettono un flusso di elettroni. Gli elettroni, così liberati, incontrano gli atomi di Argon (un gas nobile il cui atomo è caratterizzato da un primo livello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metastabilit%C3%A0">metastabile</a>) e ne causano l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eccitazione">eccitazione</a> e quindi la i<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ionizzazione">onizzazione</a>. L’Argon ionizzato, miscelato al Mercurio (miscela di Penning),<span> </span>garantisce sicuramente l’eccitazione e ionizzazione<span> </span>del mercurio, che passa istantaneamente dallo stato liquido (a temperatura ambiente) allo stato gassoso nel momento in cui avviene la ionizzaizione dell’Argon. Ciò avviene poiché l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_di_ionizzazione">energia necessaria </a>ad eccitare il primo livello dell’Argon (11,5eV) è di poco superiore all’energia necessaria a garantire la ionizzazione del Mercurio (10,39eV): statisticamente è molto facile in queste condizioni <span> </span>dare luogo alla <span> </span>ionizzazione del Mercurio. Ovviamente affinchè tutto il processo avvenga è necessaria una certa tensione elettrica (circa 400V), superiore ai normali 230V normalmente forniti, per ottenete ciò è necessario l&#8217;utilizzo di uno starter e di un rattore in in grado di fornire  la sovratensione  necessaria nella giusta quantità.</p>
<p><a href="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5TjLxJsf4I/AAAAAAAAARE/uOp_kI6FI00/s1600-h/250px-Fluorescent_lamp_classic_power_circuit.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157997264558129026" class="alignnone" style="border: 0pt none; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5TjLxJsf4I/AAAAAAAAARE/uOp_kI6FI00/s320/250px-Fluorescent_lamp_classic_power_circuit.jpg" border="0" alt="" width="249" height="177" /></a></p>
<p class="MsoNormal">S=starter, L=lampada, C=condensatore filtro, R=reattore.</p>
<p class="MsoNormal">Gli elettroni di mercurio, eccitati, emettono fotoni con una lunghezza d’onda pari a 253,7nm (ultravioletti), cioè al di fuori del campo del visibile (380nm-780nm).</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5WuYhJsf9I/AAAAAAAAARs/pqiSMXpOhzI/s1600-h/02-spektrum.gif" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158220684461899730" class="alignnone" style="border: 0pt none; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5WuYhJsf9I/AAAAAAAAARs/pqiSMXpOhzI/s320/02-spektrum.gif" border="0" alt="" width="213" height="320" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Ma gli UV come vengono convertiti in luce visibile? Semplice il<span> </span>contenitore di vetro è rivestito internamente da polveri fluorescenti grazie alle quali appunto gli ultravioletti vengono convertiti in fotoni visibili. Le sorgenti normalmente in commercio contengono miscele diverse di fosfori avente massima sensibilità intorno ai 253nm, in grado di riprodurre diversi tipi di luce bianca e una resa del colore più o meno elevata.<br />
Si possono trovare in commercio lampade fluorescenti lineari Trifosforo (introdotti negli anni 90) e Pentafosfori di più recente introduzione, quest’ultime in grado di dare migliori risultati in termini qualitativi grazie ad una distribuzione spettrale della<span> </span>luce più uniforme lungo lo spettro del visibile (380nm-780nm): ad esempio le Master TL5 TL5 90 DeLuxe della Philips sono caratterizzate da una resa cromatica Ra=91…molto molto elevata!</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5TlKRJsf5I/AAAAAAAAARM/NKhphuUwmtg/s1600-h/tripho.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157999437811580818" class="alignnone" style="border: 0pt none; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5TlKRJsf5I/AAAAAAAAARM/NKhphuUwmtg/s320/tripho.jpg" border="0" alt="" width="300" height="133" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 78%;">Distribuzione spettrale di una fluorescente trifosforo</span><span style="font-size: 78%;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://bp0.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5TlihJsf6I/AAAAAAAAARU/-pHi-i4c0Yc/s1600-h/super+90.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157999854423408546" class="alignnone" style="border: 0pt none; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_41ydQARgL8w/R5TlihJsf6I/AAAAAAAAARU/-pHi-i4c0Yc/s320/super+90.jpg" border="0" alt="" width="300" height="133" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 78%;">Distribuzione spettrale di una fluorescente pentafosforo</span></p>
<p class="MsoNormal">Osservando queste due immagini si può notare come i picchi spettrali presenti nel primo sono ridotti sensibilmente nel secondo caso.</p>
<p class="MsoNormal">Come dicevo esistono molteplici modelli di Lampada fluorescente, per tutti i gusti direi: le più comuni sono le l<a href="http://www.prismaecat.lighting.philips.com/ecat/Light/ApplicationRouter.aspx?fh_location=//prof/it_IT/categories%3C%7Bfepplg%7D/countries%3E%7Bit_IT%7D/status%3E%7Bact%7D/categories%3C%7Bc_0002fepplg_75_ep01%7D/categories%3C%7Bc_0042fepplg_1148_ep01lflu%7D&amp;fh_reftheme=it_IT_promo_75141085,seeall,//prof/it_IT/categories%3C%7Bfepplg%7D/countries%3E%7Bit_IT%7D/status%3E%7Bact%7D/categories%3C%7Bc_0002fepplg_75_ep01%7D&amp;fh_refview=summary&amp;left_nav=it_it&amp;">ineari fluorescenti </a>(quelle che erroneamente vengono chiamate neon), <a href="http://www.prismaecat.lighting.philips.com/ecat/Light/ApplicationRouter.aspx?fh_location=//prof/it_IT/categories%3C%7Bfepplg%7D/countries%3E%7Bit_IT%7D/status%3E%7Bact%7D/categories%3C%7Bc_0002fepplg_75_ep01%7D/categories%3C%7Bc_0022fepplg_1155_ep01lcfi%7D&amp;fh_reftheme=it_IT_promo_75141014,seeall,//prof/it_IT/categories%3C%7Bfepplg%7D/countries%3E%7Bit_IT%7D/status%3E%7Bact%7D/categories%3C%7Bc_0002fepplg_75_ep01%7D&amp;fh_refview=summary&amp;left_nav=it_it&amp;">poi le compatte con unità elettronica integrata</a> e <a href="http://www.prismaecat.lighting.philips.com/ecat/Light/ApplicationRouter.aspx?fh_location=//prof/it_IT/categories%3C%7Bfepplg%7D/countries%3E%7Bit_IT%7D/status%3E%7Bact%7D/categories%3C%7Bc_0002fepplg_75_ep01%7D/categories%3C%7Bc_0032fepplg_1156_ep01lcfn%7D&amp;fh_reftheme=it_IT_promo_75140964,seeall,//prof/it_IT/categories%3C%7Bfepplg%7D/countries%3E%7Bit_IT%7D/status%3E%7Bact%7D/categories%3C%7Bc_0002fepplg_75_ep01%7D&amp;fh_refview=summary&amp;left_nav=it_it&amp;">non integrata</a></p>
<p class="MsoNormal">Ah giusto per finire vorrei aggiungere che grazie agli ausiliari di accensione elettronica di ultima generazione, con le fluorescenti è possibile garantire oggi un’illuminazione <span> </span>più efficiente, flessibile e qualitativamente migliore di prima: infatti la vita media lampada è migliore grazie ad una gestione più razionale dei cicli di accensione e spegnimento e funzionamento, si ha la possibilità di controllare il flusso luminoso, cioè di dimmerare la luce e quindi ridurre i consumi quando necessario, l’accensione è immediata e soprattutto per le zone di lavoro (uffici, scuole, ecc), grazie all’introduzione degli ausiliari alta frequenza (HF) è stato possibile eliminare il fastidiosissimo effetto flikering che fino a poco fa caratterizzava (in negativo) queste sorgenti.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=TFiv_GBfx60[/youtube]</p>
<p class="MsoNormal">Qua sopra l&#8217;effetto flikering a rallentatore</p>
<p class="MsoNormal">Tutto chiaro? Alla prossima <img src='http://www.luxemozione.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p class="MsoNormal">Ciao a tutti</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Organic LED: progetto Olla</title>
		<link>http://www.luxemozione.com/2007/11/organic-led-progetto-olla.html</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 16:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[LAMPADE]]></category>
		<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[Ligting design]]></category>
		<category><![CDATA[OLED]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ho già avuto modo di segnalare in altri post le sorgenti ad incandescenza che usiamo comunemente, a causa del principio di funzionamento che le caratterizza, disperdono quasi la totalità dell&#8217;energia assorbita in calore, cioè gran parte dell&#8217;energia che assorbono non viene usata per illuminare, ma dispersa nell&#8217;ambiente sotto forma di calore. Queste sorgenti: le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rz8qH4xStsI/AAAAAAAAAK0/TcZyjCZqhe4/s1600-h/image003.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133868415212238530" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rz8qH4xStsI/AAAAAAAAAK0/TcZyjCZqhe4/s320/image003.jpg" border="0" alt="" /></a>Come ho già avuto modo di segnalare in altri <a href="http://luxemozione.blogspot.com/2007/07/cara-vecchia-lampada-ad-incandescenza.html">post</a> le sorgenti ad incandescenza che usiamo comunemente, a causa del principio di funzionamento che le caratterizza, disperdono quasi la totalità dell&#8217;energia assorbita in calore, cioè gran parte dell&#8217;energia che assorbono non viene usata per illuminare, ma dispersa nell&#8217;ambiente sotto forma di calore.<br />
Queste sorgenti: le lampadine comuni e le lampade ad alogeni, stanno inesorabilmente percorrendo il viale del tramonto, dopo più di un secolo di glorioso servizio forse nel giro di pochi anni sono destinate a scomparire (anche se non credo).<br />
In questi primi otto anni di secolo si sono fatti progressi notevoli nella ricerca di sorgenti alternative in grado di essere utilizzate comunemente e di fornirci di una luce accogliente come quella ad incandescenza.<br />
Negli ultimi anni si è visto uno sviluppo notevole di sorgenti già da anni sono presenti sul mercato, ma che solo da poco caratterizzate da un buon rapporto prezzi-prestazioni : i LED e gli O-LED, <span class="homebase" style="margin-top: 5px;">questi dispositivi di illuminazione a stato solido (SSL) promettono di realizzare sorgenti di luce sia più efficienti che versatili. In parti-colare gli OLED (oggi usati anche per realizzare i monitor di periferiche come cellulari e lettori Mp3) sono sorgenti di luce piana ad altissima efficienza ed a colorazione variabile che potranno essere realizzati in futuro anche su substrati flessibili, aprendo la via ad una nuova serie di applicazioni, ora irrealizzabili con gli attuali dispositivi di illuminazione.<br />
Il progetto di ricerca <a href="http://www.hitech-projects.com/euprojects/olla/">OLLA</a>, consorzio europeo di aziende e università, iniziato il primo ottobre 2004, si propone come fine ultimo quello di produrre O-LED bianchi ad alta emissione ed efficienza(high brightness and efficiency OLED) per uso illuminotecnico.<br />
Il <a href="http://www.hitech-projects.com/euprojects/olla/consortium.html">consorzio</a> OLLA è composto da 24 membri (università,centri ricerca e aziende) provenienti da 8 paesi europei, tra questi troviamo Philips, Osram e Siemens: obiettivo finale quello di realizzare entro il 2008 (45 mesi dalla fondazione) una  sorgente di nuova generazione , una sorgente del 21° secolo.<br />
</span><span class="homebase" style="margin-top: 5px;">OLLA può essere considerato uno dei maggiori progetti integrati di ricerca mondiali per lo sviluppo di OLED a luce bianca, in diretta competizione con iniziative analoghe, quali &#8220;Next Generation Lighting Iniziative&#8221; in USA e &#8220;Lighing 21&#8243; in Giappone. Il progetto OLLA, con un budget totale che si aggira su 20 M€ in 45 mesi, è stato parzialmente supportato dalla Commissione Europea per 12 M€, con un finanziamento attraverso la priorità 2 (Information Society Technologies) nell&#8217;ambito del VI Pro-gramma Quadro dell&#8217;Unione Europea.</span></p>
<p>Così si legge sul bollettino del progetto OLLA del maggio 2007:</p>
<blockquote><p>Due anni e mezzo dopo il suo inizio, il progetto di ricerca OLLA ha raggiunto il suo secondo traguardo: un prototipo di sorgente di luce bianca realizzato con diodi a emissione di luce organici (OLED), con una efficienza di 25 Lumen per Watt e una durata di oltre 5000 ore oltre a una luminosità di 1000 cd/m2.<br />
“Con questo secondo traguardo, il progetto OLLA prova i progressi ottenuti nello svilluppare una tecnologia di illuminazione a base di OLED”, ha detto Peter Visser, project manager di OLLA. “Gli OLED non sono solo piani e sottili, ma hanno anche il potenziale per essere una sorgente di luce  molto efficiente. Con questo risultato abbiamo raddoppiato l’efficienza rispetto a una lampada a incandescenza tradizionale e aumentato il tempo di durata a cinque volte. In pochi anni, ci aspettiamo che sia in grado di essere efficiente quanto una lampada fluorescente compatta. Questo proietta l’illuminazione a OLED verso un futuro luminoso!”</p></blockquote>
<p>Interessante no? cosa ne dite?</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>ContinuaLight: pannelli luminosi flessibili</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 19:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spulciando qua e la, alla ricerca di un prodotto che mi consentisse di illuminare uniformemente una superficie di vetro di diversi metri quadri, ho scovato in internet questo interessante prodotto, distribuito in Italia dalla ContinuaLight. Si tratta di pannelli che funzionano con tecnologia LEC (light Emitting Capacitor), molto simile alla tecnologia EL (elettroluminescenza) dalla quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rx0IbxRBg9I/AAAAAAAAAHs/rKlLGWJjunE/s1600-h/02_continua_500.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124261224191722450" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 196px; height: 266px;" src="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rx0IbxRBg9I/AAAAAAAAAHs/rKlLGWJjunE/s320/02_continua_500.jpg" border="0" alt="" /></a>Spulciando qua e la, alla ricerca di un prodotto che mi consentisse di illuminare uniformemente una superficie di vetro di diversi metri quadri, ho scovato in internet questo interessante prodotto, distribuito in   Italia dalla <a href="http://www.continua-light.com/">ContinuaLight</a>.<br />
Si tratta di pannelli che funzionano con tecnologia LEC (light Emitting Capacitor),  molto simile alla tecnologia EL (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Electroluminescent">elettroluminescenza</a>) dalla quale deriva in maniera diretta.<br />
Costruiti utilizzando film polimerici stampabili, simili a prodotti laminati plastificati a base polimerica, sono costituiti da fogli di piccolo spessore, leggerissimi ed estremamente flessibili, contenenti fosfori di altissima qualità che, eccitati da un basso campo elettrico, si illuminano.<br />
Più nel dettaglio applicando una tensione tra lo strato di polimero conduttore PET-ITO e l’elettrodo, si genera un campo elettrico che eccita gli atomi di fosforo ad essi interposti che producono fotoni.</p>
<p><a href="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rx0JJxRBg_I/AAAAAAAAAH8/WByGXMDBqVc/s1600-h/LEG.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124262014465704946" style="cursor: pointer; width: 244px; height: 183px;" src="http://bp3.blogger.com/_41ydQARgL8w/Rx0JJxRBg_I/AAAAAAAAAH8/WByGXMDBqVc/s320/LEG.png" border="0" alt="" /></a><br />
<span><span>Grazie alla flessibilità della tecnologia LEC e attraverso l’uso di materiali organici innovativi, i  pannelli possono essere facilmente lavorati, assumere diverse forme e, grazie all’uso di filtri, raggiungere colorazioni ed intensità di luminosità diverse.</span></span><br />
<span><span>I pannelli LEC sono disponibili in diversi formati per rispondere alle diverse esigenze di utilizzo.<br />
Oggi il pannello di maggiori dimensioni è 91 x 183 cm., ma sono in fase di sviluppo formati più grandi. L’intervallo della temperatura di colore è compreso tra 750K e 11000K.<br />
La vita media di questi pannelli (forse unico neo di questo prodotto) è funzione dell&#8217;intensità luminosa emessa: per 300 cd/m2 (valore massimo raggiungibile fin ora) si ha una vita media relativamente bassa: circa 5000 ore  (si pensi che una normale lampada florescente ha una vita media maggiore di 12.000 ore), al diminuire dell&#8217;emissione luminosa aumenta la vita media e quindi per 50cd/m2    (minimo ottenibile) si ha una vita media di 15.000 ore.<br />
Ritornando alla mia ricerca, proprio quest&#8217;ultimo dettaglio mi ha fatto capire come quest&#8217;elemento non fosse assolutamente adatto ai miei scopi&#8230;forse opterò per una soluzione a LED non so&#8230;certo è che comunque questi pannelli rimangono molto interessanti per applicazioni che non devono avere, come nel mio caso, come caratteristica principale la facilità di manutenzione e  durata  nel tempo.</span></span></p>
<p>cosa ne dite?</p>
<p>ciao</p>


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