Zumtobel Tempura: una macchina per illuminare

Se date un’occhiata ai cataloghi dei principali produttori di apparecchi d’illuminazione vi accorgerete che quasi tutti presentano un prodotto a LED: un incasso, un faretto o un lineare.
Pochi però sono coloro che propongono prodotti innovativi, la maggior parte si limita ad assemblare i LED nelle scatole che già produce: uno stesso prodotto spesso esiste sia a LED, che a fluorescenza, che a scarica. Spesso si dimentica che quando si parla di LED si parla di elettronica e non di elettrotecnica, le esigenze e le caratteristiche di questa nuova sorgente sono completamente diverse dalle lampade normalmente utilizzata all’interno di un corpo illuminante.
Oggi vorrei presentare un prodotto a LED che si contraddistingue per scelte costruttive : un faretto costruito intorno e per la tecnologia LED, il Zumtobel Tempura.
Disegnato dallo studio EOOS di Vienna per Zumtobel, il Tempura è un prodotto destinato all’illuminazione di musei, negozi e per aree relax. Caratteristica principale di questo prodotto è sicuramente la possibilità di variare dinamicamente la temperatura di colore da 2700K a 6500k, grazie alla presenza di 24 led RGB, controllati elettronicamente da un software tramite protocollo DALI o DMX, e per questo motivo particolarmente indicati per ambienti dove la scelta del colore della luce gioca ruolo fondamentale.
Qualcuno a questo punto dirà…tutto qua? bhe no, questo è solo l’inizio, infatti la quantità di luce uscente viene mentenuta costante grazie alla presenza di un sensore, cioè se scelgo 1000lm questo verrà mantenuto costante indipendentemente dalla temperatura di colore scelta.


La luce emessa presenta un’uniformità veramente rara per un apparecchio a led RGB, la normalità è distinguere i 3 colori dei diodi, soprattutto a brevi distanze. In questo caso, grazie alla configurazione dei 24 LED e delle lenti a esagonali inserite nel cilindro di chiusura, la luce appare ben miscelata: anche a brevi distanze non si nota alcuna scomposizione di colori.
Osservando poi in profondità l’oggetto, ci si accorge di una cosa molto importante, trascurata nell’ 80% dei casi, l’attenzione data alla dissipazione del calore prodotto dai LED. Quando si parla infatti di vita media di 50mila ore, non si accenna mai alle condizioni di funzionamento, infatti un LED, se mal dissipato, avrà vita media ben inferiore a quella garantita dal produttore.
In questo caso invece è presente un sistema di raffreddamento molto articolato e singolare per un apparecchio di illuminazione, accostabile molto da vicino ai sistemi di raffreddamento che normalmente vengono usati per dissipare il calore delle CPU: un sistema di canne (heat pipes) in rame contenenti un liquido termoconduttore, trasportano il calore prodotto alle lamelle di dissipazione.

 

In conclusione un prodotto che ben si distingue dalla massa, soprattutto per le scelte tecniche adottate, un apparecchio costruito intorno e per la sorgente che utilizza, volto quindi a manifestarne il massimo delle caratteristiche in termini di durata nel tempo e di qualità e controllo della luce.
Unica pecca purtroppo il costo abbastanza elevato!
ciao a tutti
cosa ne dite

Giacomo

Giacomo Rossi, architetto e lighting designer free lance, fondatore di Luxemozione.com. Dopo anni di attività nella progettazione della luce, fonda assieme ad altri colleghi LDT-Lighting Design Team , studio multidisciplinare di progettazione della luce. Alla progettazione affianca l'attività come docente presso il Politecnico di Milano e altre importanti scuole di architettura e design. tra cui IED Istituto Europeo di Design. E' inoltre autore di articoli su riviste del settore illuminotecnico. Dal 2014 è membro del Consiglio Direttivo di Apil-associazione dei professionisti dell'illuminazione.

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