Serbatoio di Idee alla Ca’Granda

Nonostante la stanchezza accumulata nella tre-giorni di Francoforte, come promesso, ieri sera mi sono fatto un microtour per Milano che in questi giorni, fino al lunedì prossimo 19 aprile ospita il Salone del Mobile ed eventi Fuorisalone ad esso connessi.
Ho saltato in tronco Zona-Tortona, simbolo storico della milano dei Fuorisalone e del Design,  che ormai da tempo, con mio dispiacere, ha accantonato il significato e i valori per cui era nata, trasformadosi sempre più di anno in anno in fiera di paese.
Me ne sono andato diretto in via Festa del Perdono, sede storica dell’Università Statale di Milano, sicuro che invece avrei trovato qualcosa di speciale, e così è stato.

Da diversi anni i cortili porticati della Ca’ Granda ospitano installazioni di design e luce di tutto rispetto. In questa edizione 2010 Interni, che organizza l’evento, ha fatto le cose in grande, trasformando l’edificio quattrocentesco del Filarete in un “serbatoio di idee”,Think Thank, questo il titolo dell’esposizione a cielo aperto di progetti frutto della collaborazione di designer ed architetti di fama internazionale, alcuni dei quali sono o saranno protagonisti del re-design di Milano per l’Expo del 2015, che rimarrà aperta fino al 25 aprile.
Installazioni di design e luce da andare a visitare prima di giorno e poi i sera, quando gli effetti di luce trasformeranno il cortile principale del Richini e spazi ad esso collegati come mai prima d’ora.

A destra dell’ingresso su via Festa del Perdono, troneggia il palco/microarchitettura parlante, simbolo del tema dell’EXPO 2015, di Italo Rota che ha disegnato i padiglioni della prossima esposizione universale. Nel loggiato est i frammenti anticipatori di Futuropolis di Daniel Libeskind, scultura espansiva composta da 98 torri che sarà presto installata a City Life i cantieri della Fiera Milano, progettata tra gli altri dal famoso architetto americano.
Disposte sul prato le microturbine eoliche della nuova installazione Revolution Air di Philippe Starck, e Golden Fleece, la grande nuvola di metacrilato ispirata al viaggio degli argonauti di Jacopo Foggini.
Alle spalle il Terra(cotta) Box di Mauricio Cardenas e In-visibile, il tunnel di lamiere di alluminio e specchi di D Tao.Nell’ala sinistra The Hedgehog, la torre simbolo dell’indecifrabile mondo del design di Jean-Michel Wilmotte, spazio vegetale e meditativo composto di zinco, legno e 134 piante di alloro che spuntano dalla struttura come gli aculei di un porcospino; Just Home, il prototipo abitativo derivato dai container di Paolo Caputo e Alfabeti, i paraventi di alluminio di Mario Trimarchi e Frida Doveil.
Sul lato opposto la Beauty Cave, modulo mobile per piccole SPA, di Marco Piva; l’Arlecchino Urbano di Marco Zanusso Jr, gazebo policromo che riprende la tecnica degli origami su grandi fogli di alluminio; le Spleeping doors di Paola Navone e gli alberi di ceramica di Giulio Iacchetti, uno dei tanti “salotti urbani” dove è possibile intrattenersi a sperimentare prototipi e pezzi delle ultime collezioni di design.

E poi ci sono: i vasi girevoli e i tavoli di pannelli fotovoltaici della Smart Grid Gallery di Jayme Hayon, nello spazio antistante l’Aula Magna che si apre sul Cortile del 700 dove si trova la House of Stone l’archetipo di casa di John Pawson; The Wooden Beacons, i fari di legno pieni di cartamodelli, balle di stoffa e bijoux di Matteo Thun e Consuelo Castiglioni-Marni, a simboleggiare la gestione dell’intero ciclo di un prodotto, nel Portico del Richini; i fiori tecnologici interattivi del T-Garden di Luca Trazzi nel Cortile della Farmacia; la parete d’organza di Kengo Kuma nel Cortile dei Bagni.Ed ancora tante opere e curiosità – dalla videoinstallazione Globalità mobile di Castagna&Ravelli ispirata a un lavoro dell’antropologo Marc Augé, alle panchine disegnate per il Victoria and Albert Museum di Londra di Sebastian Wrong e Richard Woods – che di sera si fanno più suggestive grazie ai giochi di illuminazione.

Qua sotto  le mappe dell’installazione

E qua di seguito un paio di video che ci raccontano un po’ meglio la storia di questa iniziativa

Assolutamente da non perdere.

Giacomo

Giacomo Rossi, architetto e lighting designer free lance, fondatore di Luxemozione.com. Dopo anni di attività nella progettazione della luce, fonda assieme ad altri colleghi LDT-Lighting Design Team , studio multidisciplinare di progettazione della luce. Alla progettazione affianca l'attività come docente presso il Politecnico di Milano e altre importanti scuole di architettura e design. tra cui IED Istituto Europeo di Design. E' inoltre autore di articoli su riviste del settore illuminotecnico. Dal 2014 è membro del Consiglio Direttivo di Apil-associazione dei professionisti dell'illuminazione.

Recent Posts

Illuminazione nei luoghi di lavoro: cosa cambia con la UNI EN 12464-1:2021

La UNI EN 12464-1:2021 amplia il quadro per l’illuminazione dei luoghi di lavoro: più attenzione…

1 giorno ago

Luce, architettura e neuroscienze: cosa cambia per il progetto dell’illuminazione

Per molto tempo il progetto della luce è stato raccontato soprattutto attraverso i suoi parametri…

2 mesi ago

Portare benessere nei viaggi spaziali grazie alla luce

Le missioni spaziali sono tornate al centro dell’attenzione con Artemis II, che riporta gli esseri…

4 mesi ago

Lampade fluorescenti: principio di funzionamento e qualità della luce

Negli ultimi mesi, sui canali social di Luxemozione – in particolare su Instagram – ho…

6 mesi ago

Ripensare la luce urbana: lo studio di Richterswil tra percezione, benessere e natura

Negli ultimi anni il dibattito sull’illuminazione pubblica si è trasformato profondamente. Non parliamo più soltanto…

8 mesi ago

Inquinamento Luminoso 2.0: il caso Turtlenest e le linee guida aggiornate per aree costiere

Giusto un anno fa avevo pubblicato un post qua su Luxemozione sul tema dell’inquinamento Luminoso…

10 mesi ago