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I retroscena di un concorso: S.Francesco al Fopponino

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Come promesso  ecco a voi la prima grande intervista ad uno dei gruppi vincitori del Light Exhibition Design (L.E.D). Ho scelto di presentarvi per primo il team di giovani progettisti composto da  Andrea Mazza, Michele Osnaghi, Giuseppe Iacobino, vincitori del concorso nella sezione Architettura con l’illuminazione della chiesa di S.Francesco al Fopponino di Giò Ponti. Sentiamo un po’ cos’hanno da raccontare…

G: Ciao ragazzi allora com’è andata la premiazione?

A(drea)M(ichele)G(iuseppe): Ciao Giacomo, la premiazione è stata emozionante e lo spazio riservato ad essa era veramente al centro della fiera, credo che sia stato lo stand con più presenze di tutto living luce e ci ha dato l’opportunità di vedere i progetti vincitori e gli altri ragazzi che hanno partecipato al concorso.

G: Ho saputo che vi hanno consegnato anche una targa commemorativa, ma avete ancora posto per metterla? Ho saputo che non è il primo concorso che vincete.

AMG: In effetti non è il primo concorso a cui partecipiamo, ci conosciamo dai tempi dell’università, e da allora abbiamo partecipato a parecchi concorsi di Design, alcuni andati a buon fine altri meno…
La targa per ora sarà parcheggiata in bellavista sulla libreria di Giuseppe, ma presto le troveremo una collocazione migliore.

G: ecco i vincitori….

Michele, Giuseppe, Andrea

G: Il vostro lavoro, premiato nella categoria “architettura”, si distingue dalla maggior parte degli altri vincitori soprattutto per la modalità con cui è stata affrontato il tema dell’illuminazione. Raccontatemi un po’ del vostro progetto.

AMG:Il nostro approccio all’illuminazione architettonica è metodologico e multidisciplinare, non si tratta solo di illuminare la facciata, trovare il giusto equilibrio delle luminanze e degli illuminamenti, ma anche ricercare ed esaltare quello che il luogo in questione ci racconta. Crediamo che un progetto debba sempre avere qualcosa da raccontare, nei progetti che abbiamo visto premiati la “poesia” è insita nel progetto stesso, il nostro progetto è volto a ricordare una storia già scritta.

G: Come mai proprio S.Francesco al Fopponino di Giò Ponti?

AMG:Una parte enorme del progetto è stata dedicata alla ricerca del luogo di intervento. Quando ci siamo trovati di fronte all’opera del maestro Ponti non abbiamo avuto dubbi, quella chiesa ha una storia affascinante e approfondire lo studio sul luogo è stato esaltante. Non dimentichiamoci inoltre che quest’anno ricade il 30° anniversario della morte dell’architetto: quale modo migliore per rendergli omaggio se non valorizzando con la luce un architettura di cui è artefice?
Per capire meglio il ruolo fondamentale dell’illuminazione applicata all’architettura di Giò Ponti è interessante dare un’occhiata ad una citazione del maestro tratta da un suo scritto.

(PROFEZIA SULL’ARCHITETTURA NOTTURNA)

l’illuminazione sarà un elemento costitutivo dell’architettura

spaziale la quale – illusiva già come ogni espressione di arte, – può

in una precostituita auto-illuminazione determinare notturni effetti

formali visivi mai fin qui immaginati; illusioni visive di spazii, di

stacchi, di alterazioni di volumi, pesi e superfici.

(Gio Ponti, Amate l’architettura )

Il progetto di illuminazione architettonico nasce dal ricerca e dal desiderio di approfondire e dare risalto a quelle opere che hanno contribuito ad arricchire il tessuto urbano milanese e che sono messe in secondo piano dall’aspirazione contemporanea ad avere nuovi simboli per la promozione di Milano nel mondo. La scelta della chiesa di San Francesco al Fopponino vuole ristabilire l’importanza e la bellezza architettonica di tale costruzione nel tessuto urbano milanese. Si tratta di un progetto realizzato da Ponti per Milano e soprattutto per il quartiere dove aveva residenza l’architetto.Tale complesso edificato in una zona residenziale non è messo in risalto da nessun tipo di elemento e viene citato solo in occasione di eventi legati a commemorazioni di Gio Ponti. Non esistono indicazioni e spesso nei percorsi turistici viene lasciato da parte.

G: Diamo un occhiata al progetto….

G:Ma parlatemi un po’ di voi, qual è la vostra formazione?

AMG:Ci conosciamo dai tempi dell’università, abbiamo seguito quasi lo stesso percorso formativo.

conseguendo la laurea magistrale in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano ormai 4 anni fa, specializzandoci in lighting e product. Da allora, pur lavorando per realtà diverse, ci troviamo per sviluppare progetti in comune sia di illuminazione che di prodotto.

G:Ho visto che vi siete presentati al concorso come professionisti e, visto l’approccio al progetto, mi vien da pensare che in qualche modo vi occupiate di lighting design anche per lavoro, o mi sbaglio?

AMG:Hai proprio azzeccato, la formazione accademica è pressoché identica, professionalmente parlando tutti e tre dopo la laurea ci siamo lanciati nel fantastico mondo della luce collaborando con aziende e studi di lighting design come free lance.

G: Se fosse possibile suddividere ulteriormente la categoria Professionisti, voi fareste parte della sezione under 30. Come si presenta il mondo del design ed in particolare del lighting design agli occhi di un giovane professionista?

AMG:All’inizio è dura, si tratta di collaborare praticamente gratis magari per mesi e mesi, poi è sempre dura, bisogna imparare a stare a galla con le relazioni che si riescono a sviluppare. In Italia il lighting design è una nicchia, si vive di passaparola e le aziende hanno una forte valenza commerciale tralasciando spesso la parte progettuale, a volte è un po’ sconfortante e i giovani professionisti hanno poche possibilità di mettersi in mostra. Hanno dalla loro parte la voglia di emergere e di fare grandi cose, per fortuna sono cocciuti e non hanno paura di nulla…

G: Ma ritorniamo al concorso, l’altro giorno l’assessore Cadeo durante la conferenza stampa è stato molto chiaro sulla mancanza di risorse economiche da destinare alla realizzazione dei progetti, rimandando tutto ad eventuali sponsor. Cosa ne pensate?

AMG:La mancanza di risorse economiche è una costante nel nostro lavoro, non ci siamo stupiti delle frasi dell’assessore. Ci stiamo già muovendo, in accordo con i responsabili del concorso, per far conoscere alle aziende il nostro progetto e il concorso. Vediamo che riusciamo a fare!!

G: Se vi trovaste di fronte ad una commissione pronta a decidere sulla realizzazione del progetto cosa direste (o fareste 😉  ) per convincerli che la vostra è un’opera che merita di andare oltre la premiazione sulla carta?

AMG:Innanzi tutto esporre il progetto da capo, con riferimenti ai prodotti utilizzati e alla fattibilità dell’opera. Se non bastasse proporre un parabolone su Gio Ponti e l’architettura sacra e l’assoluta necessità di restituire a Milano un’immagine che non sia composta solo dal Duomo e dal Pirellone, ma dagli elementi semantici, che personaggi come Ponti sono riusciti a lasciarci in eredità.

G: Beh ragazzi l’intervista è finita, non voglio tediarvi oltre, grazie per la disponibilità e ovviamente speriamo che tutto vada per il verso giusto e che S.Francesco al Fopponino venga illuminata come da progetto.

AMG:Grazie a te e ai lettori del tuo blog, alla prossima!

G: prima di terminare, se volete qualche informazione in più sul progetto(e qui mi rivolgo in particolare ad eventuali generosi sponsor) potete contattare i progettisti alla seguente email: [email protected].

Allora piaciuta l’intervista? Credo ne valesse la pena,  giusto per capire meglio cosa sta dietro un progetto vincitore di un concorso, troppo spesso ridotto  alla semplice immagine  nella rassegna stampa.
La prossima settimana altra intervista, Non vi anticipo nulla. 😉
A presto dunque!

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Giacomo
Giacomohttp://www.rossilighting.it
Giacomo Rossi, architetto e lighting designer free lance, fondatore di Luxemozione.com. Dopo anni di attività nella progettazione della luce, fonda assieme ad altri colleghi LDT-Lighting Design Team , studio multidisciplinare di progettazione della luce. Alla progettazione affianca l'attività come docente presso il Politecnico di Milano e altre importanti scuole di architettura e design. tra cui IED Istituto Europeo di Design. E' inoltre autore di articoli su riviste del settore illuminotecnico. Dal 2014 è membro del Consiglio Direttivo di Apil-associazione dei professionisti dell'illuminazione.

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