LA MIA PAURA E’ BIANCA è il progetto artistico di Eleonora Avino, laureata in Lingue Orientali presso la Sapienza di Roma ,  con una forte propensione verso l’astratto mondo dei pensieri, e Martina Frattura, laureata in Lighting design al Master del KTH di Stoccolma, con una forte propensione verso la magia segreta del mondo reale.

Il Progetto, nato nel settembre 2012 sulla piattaforma tumblr, è un mezzo per fondere le tante passioni delle due ragazze, in quel momento ancora studentesse, ed esorcizzare le loro inquietudini creando suggestioni attraverso il mezzo della fotografia, migliorata ed impreziosita dalla scrittura e dalla presenza fissa di luce.

Da sempre fortemente ispirato dalle vicende della vita quotidiana, il progetto si è esteso fino ad indagare la matrice delle sensazioni condivise.

LA MIA PAURA E’ BIANCA, ha recentemente presentato a Manchester un’installazione intitolata Noi cerchiamo la bellezza Ovunque dove, attraverso l’utilizzo della luce applicata all’architettura, viene rappresentata l’idea di bellezza per le due artiste.

Qua sotto una sintesi dell’intervista che ho realizzato, dove Martina ed Eleonora mi raccontano del proprio progetto e dell’ultima installazione.

La luce quale mezzo per affascinare

Ogni giorno si è soggetti ad una serie infinita di stimoli, le persone sono chiamate ad essere intraprendenti, socievoli ed attente per incorporare tutti gli input che l’ambiente offre.

Lo spazio intorno a noi, da involucro delle nostre azioni, si erge a causa primaria dell’esaurimento delle nostre risorse mentali. L’ambiente, veicolando tutti gli stimoli, regola la facilità  di interpretazione di questi e, di conseguenza ed in maniera relativa, le nostre reazioni.

Secondo la psicologia ambientale e una delle sue teorie, ART (Attention Restoration Theory, Kaplan 1995 2001), ci si solleva dall’eccesso di attenzione tramite il sentirsi affascinati. Un interesse innato o un atto di curiosità verso certi oggetti o determinate azioni, senza necessità di impegnare la nostra concentrazione, in un momento di attrazione istintiva per qualcosa che consideriamo affascinante, senza un motivo specifico. Pertanto risulta semplice che essere affascinati dalla bellezza possa essere considerato come un vero atto di liberazione.

L’idea di bellezza non deriva da qualcosa che è fuori di noi, ma risiede nel cervello (Semir Zeki, 1999). La bellezza diventa, quindi, un’emozione che, in psicologia, è sia la risposta ad uno stimolo esterno che una creazione completamente generata all’interno della mente e non in relazione al mondo fuori (Ochsner, Gross, 2005).

La luce in quanto radiazione nonché creatrice di spazi ed atmosfera, è uno stimolo potente per le persone, ma anche un mezzo per impressionare creando qualcosa di bello, di nuovo, di cui rimanere affascinati.

 

Noi cerchiamo la bellezza Ovunque

l’installazione Noi cerchiamo la bellezza Ovunque è ispirata dallo spazio stesso e dalla sua decadenza, in particolare dall’architettura del soffitto, dal ritmo delle travi ed I travetti, dal lento insinuarsi del tempo e il suo percepibile sgretolarsi.

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Foto di Elena_Arnedo

Il deterioramento della costruzione è stato utilizzato come un compromesso per vedere la struttura “più da vicino”, per diminuire la distanza in modo da aumentare la messa a fuoco, facendo in modo che improvvisamente proprio il soffitto diventasse il simbolo della bellezza in quello spazio.

“La Bellezza risiede in ogni cosa: nel mare; in un fiore; nelle rocce; nelle albe e nei tramonti; in un disegno; in un bacio; in una bici; in un cerchio; nel cielo; in un libro; nella musica; nella pioggia; in una vecchia palazzina. La meraviglia è nella capacità di guardare oltre, di trovare il buono anche lì dove sembra lontano, avvicinando a noi gli oggetti e le persone che abbiamo deciso di amare. In cui abbiamo deciso di vedere tutta la Bellezza del mondo. “ Affermano le artiste “L’installazione ha voluto così rappresentare la nostra idea della bellezza, o meglio, l’oggetto nel quale abbiamo visto la bellezza, con l’aggiunta di luce e leggerezza.”

Il desiderio di scavare alla radice dei sentimenti è la ragione che sta dietro alla domanda posta a tutti i visitatori della mostra, ed estesa a chiunque voglia collaborare: “In cosa vedi la bellezza?”

Per maggiori info sui lavori de La Mia Paura è Bianca vi rimando al profilo su tumblr , al sito ufficiale qua oppure sulla pagina facebook del Progetto di Martina ed Eleonora.  Email: [email protected]

Davvero interessante! Brave ragazze.

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