HomeLAMPADEincandescenzaAddio lampada ad incandescenza e adesso cosa useremo?

Addio lampada ad incandescenza e adesso cosa useremo?

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Bentrovati cari lettori e ben rientrati dalle meritate vacanze, dopo mesi di assenza eccomi di ritorno, in pompa magna, con un bell’articolo di addio alle care vecchie  lampade ad incandescenza che da oggi, primo settembre 2012 ultimo atto di un processo iniziato nel 2009, ci saluteranno in via definitiva.

L’altro giorno, mettendo un po’ di ordine su Luxemozione, che come vedete è stato ampiamente rivisto (ma di questo ne parliamo la prossima volta), stavo rileggendo uno dei primi articoli scritti, era il 2007 e si era appena sparsa la voce che le lampade ad incandescenza sarebbero presto uscite dal mercato: un po’ incredulo mi chiedevo se fosse effettivamente possibile che entro il 2012 sarebbero effettivamente scomparse dai ripiani del supermercato.

E alla fine da oggi, primo settembre 2012,  pian piano, usciranno dalle nostre case anche le ultime 45W ormai rimaste sul mercato, tutto proprio mentre si dibatte sull’effettivo impatto che le fluorescenti compatte (CFL) o lampade a risparmio energetico  hanno sulla salute dell’uomo (mercurio a parte, naturalmente). Notizia che tra conferme e smentite nel mese di agosto a fatto un po’ il giro di tutto il web.

Oggi dunque pensavo di fare un  po’ il punto della situazione, in modo da capire meglio cosa accadrà nei prossimi anni, perché se agli effetti quello di oggi è l’atto più  importante del processo introdotto dalla normativa europea in materia di ecodesign, in realtà la macchina non si ferma qua:sarà  settembre 2016  l’ultimo e conclusivo capitolo in cui diremo addio anche a parte delle  lampade ad alogeni a bassissima tensione, escluse naturalmente tutte le lampade ad alogeni con riflettore incorporate che verranno mantenute anche dopo il 2016.

Ma vediamo più nel dettaglio:

Qua di seguito uno schema riassuntivo delle fasi del processo di fuoriuscita dal mercato  (tratto da Guida sula direttiva Ecodesign edita da Assil)

fasi ecodesign

Qua invece un piano dettagliato di ritiro graduale dal mercato (tratto dalle FAQ edite della commissione europea sezione energia che potete trovare qua in versione integrale).

schema fuoriuscita dal mecato

Le celle con sfondo grigio indicano che la tecnologia in questione è ancora disponibile nel periodo indicato, le celle bianche indicano che la tecnologia è stata abbandonata in base alle disposizioni fornite nella colonna “Requisito”.

Più nello specifico delle classi energetiche:

Classi energetiche

 

Cosa accadrà dunque da dopodomani? Quali sono le alternative alle sorgenti tradizionali? Qua sotto uno schema molto chiaro di quello che potremo trovare nei supermercati a partire da dopodomani:

LAMPADE AD ALOGENI CON BULBO IN VETRO STILE TRADIZIONALE: Queste sorgenti sono classificate come classe energetica C e usciranno dal mercato a partire da settembre 2016. Qua un esempio

Classe C

LAMPADE AD ALOGENI CON COATING INFRAROSSO CON BULBO IN VETRO STILE TRADIZIONALE: classe Energetica B.

Classe B

LAMPADE FLUORESCENTI COMPATTE (CFL)  O A RISPARMIO ENERGETICO: classe energetica A contengono mercurio attenzione allo smaltimentoQua un esempio

LAMPADE LED RETROFIT: classe energetica A . Vista la tecnologia in continua evoluzione ad oggi esistono alcune interessanti soluzioni in grado di sostituire le comune “lampadine” incandescenti, a fronte di una spese maggiore. Attenzione a scegliere soluzioni con vetro di protezione opalino  o comunque con schermatura che non consente la vista diretta della sorgente luminosa che, vista la luminanza molto elevata, potrebbe causare gravi danni alla vista. Qua un esempio.

Dunque questo il panorama a  cui ci si troverà di fronte magari non già subito domani, ma sicuramente tra qualche mese. Naturalmente rimane da chiedersi se effettivamente era il caso di eliminare totalmente dal mercato una tecnologia che, di fatto, ha come unico difetto un’efficienza luminosa un po’ bassina. Un colpo di spugna che, giusto per fare un po’ di dietrologia, fa pensare che, alle spalle dell’intera operazione, esistano  interessi economici ben più rilevanti  della sola  campagna eco-friendly sbandierata ai quattro venti. Per finire aggiungo qua di seguito la scansione di un’intervista sul Sole24ore, realizzata in occasione dell’addio alle sorgenti ad incandescenza.

A presto.

Giacomo
Giacomohttp://www.rossilighting.it
Giacomo Rossi, architetto e lighting designer free lance, fondatore di Luxemozione.com. Dopo anni di attività nella progettazione della luce, fonda assieme ad altri colleghi LDT-Lighting Design Team , studio multidisciplinare di progettazione della luce. Alla progettazione affianca l'attività come docente presso il Politecnico di Milano e altre importanti scuole di architettura e design. tra cui IED Istituto Europeo di Design. E' inoltre autore di articoli su riviste del settore illuminotecnico. Dal 2014 è membro del Consiglio Direttivo di Apil-associazione dei professionisti dell'illuminazione.

6 Commenti

  1. Articolo angosciante che ci ricorda il potere di lobbies tecnocratiche ed economiche, proprio come accade in questa crisi pilotata e creata ad arte…

    Sulle lampade ad incandescenza ed alogene, al di là della efficienza eco-energetica migliorabile, vorrei dire alcune cose:
    – Nessuna luce è più gradevole all’occhio ed alla psiche di quella calda e ferma, che ricorda il fuoco, delle lampade alogene.
    – Se ne parla poco, ma l’incidenza sulla funzione,oculare, cerebrale e del sonno/veglia delle lampade a scarica, tutte, è catastrofica.
    E la cosiddetta ecologicità, come sappiamo è solo una bufala pubblicitaria.
    – I led, luce del futuro, apprezzabilissima evoluzione scientifica e tecnica, sono altrettanto fastidiosi all’occhio ed alla psiche quanto le fluorescenti…richiedono minerali rarissimi ed elettroniche sofisticate…altrettanto inquinanti se non peggio delle lampade a scarica….

    Non voglio andare oltre, ma la luce è anche percezione…ed un mondo algido che pulsa continuamente a 50Hz, 100…200 Hz….sarà senz’altro malsano eci allontanerà da un corretto rapporto con la notte e la natura.

    Certo, come Designer ogni nuova tecnologìa è fonte di stimoli e problemi da risolvere…ma da utente, non toglietemi la calda, rassicurante luce, inefficiente e piena di ragnatele di un vecchio lampioncino ad incandescenza in un borgo medievale…e non toglietemi la notte, il buio assoluto… L’occhio si adatta, si vede anche al chiarore delle stelle…c’è bisogno di rubare anche quello?
    Tristi, cordiali saluti
    Riccardo

  2. Visto che in fotografia si usano ancora le alogene opaline mi sa che ne comprerò un paio per uso domestico, anche se una 100W la fanno pagare 9 euro..

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