James Turrell è uno dei massimi esponenti della Light Art, una forma d’arte visiva il cui esordio è indicato all’incirca intorno alla metà del XX secolo, il cui mezzo e fine è la luce.

L’UNESCO invita a riflettere riguardo questa forma di espressione artistica sostenendo: “As light becomes a key cross-cutting discipline in the 21st century, it is essential that its importance is fully appreciated. It is equally vital that the brightest young minds from all areas of the world continue to be attracted to careers in this field.”

Non è importante la qualità estetica della luce né l’effetto luminoso della sorgente, ma l’utilizzo della luce come materiale artistico. “Cerco di rendere visibili i vestiti dell’imperatore”, così Turrell definisce il suo lavoro e il mezzo al quale si affida, la luce.

Per oltre mezzo secolo, l’artista americano ha lavorato con luce e spazio, due elementi astratti con cui ha creato opere d’arte che legano gli spettatori con i limiti e la meraviglia della percezione umana. L’artista considera gli spazi infiniti del cielo come il suo studio e le sue tele su cui dipingere, cattura e trasforma la materia luce. Lo strumento con il quale Turrell crea è la luce:

My work has no object, no image and no focus. With no object, no image and no focus, what are you looking at? You are looking at you looking. What is important to me is to create an experience of wordless thought. (J.T.)

Su Luxemozione era stato pubblicato un articolo in merito ad una delle opere più note degli ultimi anni, Athen Reign, realizzata nel 2013 presso il Guggenheim di New York, articolo a cui vi rimando per maggiori approfondimenti: Aten Reign e la light art di James Turrell

Il Roden Crater magnum opus di James Turrell

Nel 1974 Turrell inizia a lavorare sulla sua opera più grande e maestosa mai esistita, la più grande land-formed work del mondo: un vulcano spento nel nord del deserto dell’Arizona, il Roden Crater.

In this stage set of geologic time, I wanted to make spaces that engage celestial events in light so that the spaces perform a ‘music of the spheres’ in light. (J.T.)

Qua sotto un video in cui James Turrell racconta il suo progetto al Roden Crater

La forma a cui Turrell si è ispirato nell’installazione al Roden Crater appartiene a un’epoca molto lontana, infatti è un chiaro richiamo alle forme delle tombe del periodo neolitico, epoca precedente agli antichi egizi.

Roden Crater vista esterna
Una vista esterna dell’installazione al Roden Crater
Roden Crater 05
L’area del Roden Crater

Il vulcano viene scolpito, scavato e modellato fino a ricavare complesse strutture architettoniche, completamente ipogee, con aperture, con forte valenza scenografica, dove il visitatore può immergersi nella luce solare e lunare per vivere un’esperienza sensoriale unica. Turrell ha lavorato il cratere del vulcano come se fosse creta, creando una serie di camere, gallerie e aperture che vogliono, e hanno il preciso compito di intensificare la percezione umana di terra e cielo.

PLanimetria roden crater
Planimetria satellitare Roden Crater
Planimetria Roden Crater con didascalie
Planimetria Roden Crater con didascalie
Sezione Roden Crater
Sezione Roden Crater

 

Orientamento rispetto agli eventi celesti

Lo spazio interno si articola come osservatorio astronomico e luogo d’arte, uno spazio in cui l’artista riesce a esprimere la massima espressione di forza e di disarmante bellezza della natura, in perfetta armonia con gli spazi, le aperture, i colori e le geometrie. Spazi perfettamente orientati e studiati per catturare l’essenza eterea della luce stellare, solare e lunare, per trasmetterla al visitatore.

Roden Crater orientamento
Allineamento dell’installazione con gli eventi celesti

Ogni sensazione subisce una trasformazione senza precedenti.

Alcune stanze hanno la funzione di misurare lo scorrere del tempo focalizzando l’occhio dell’osservatore sul movimento delle stelle e dei pianeti, altre mostrano la natura del rapporto umano con il tempo, con la luce e lo spazio, focalizzando le sensazioni sul tramonto e l’alba.

Gli eventi celesti sono visibili attraverso il Portale Est, L’Alpha tunnel (denominato Tunnel Est) e la Camera del Sole e della Luna. Essi rappresentano una camera oscura monumentale, dove il movimento del sole diventa il protagonista della mostra di luce. Il Tunnel Alpha è un vero e proprio telescopio a occhio nudo che permette la visione della precisa posizione della luna, lo spazio a Sud sarà allineato con la stella polare e consentirà il monitoraggio del ciclo di Saros, periodo di 18,03 anni al termine del quale si ripetono le stesse eclissi lunari e solari.

Il Roden Craters è il luogo per eccellenza per contemplare luce, tempo e paesaggio, non è un monumento nella tradizionale accezione del termine. E’ un teatro dove natura e tempo si esibiscono, in cui lo spettatore si armonizza con essi.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito ufficiale del Roden Crater e al sito di James Turrell  da cui sono state tratte le immagini e altri materiali utilizzati nel presente articolo

 

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Giulia
Giulia Gobino, Lighting Designer free lance, laureata in architettura al Politecnico di Torino, parte di LDT-Lighting Design Team , studio multidisciplinare di Progettazione della Luce. Già dal terzo anno di università segue workshop all'estero e corsi di formazione sui temi dell'illuminazione, fino a scrivere la tesi di laurea sul tema della riqualificazione urbana tramite l'illuminazione. Questa passione viene portata avanti ed approfondita con diverse esperienze professionali pre e post laurea, in azienda ed importanti studi professionali di lighting design, presso cui si forma come architetto specializzato nella progettazione della luce. Dal 2016 è iscritta ad APIL Associazione dei Professionisti dell'Illuminazione

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