I primi di Novembre si è svolto il PLDC Professional Lighting Design Convention, che in quest’edizione 2017 ha avuto luogo a Parigi, presso il Palais des Congrês.

Anche quest’anno ho avuto modo di partecipare  alla Convention  che, per chi non lo sapesse, è l’evento biennale di riferimento per il settore lighting, mirato  sia alla categoria dei progettisti indipendenti, che  alle aziende produttrici  ed  altri  attori connessi al campo dell’architectural lighting design.

Come dicevo, quest’anno il PLDC si è svolto  Parigi, non a caso  sopranominata la Ville Lumière,  in ricordo del ruolo pionieristico che ha svolto la capitale francese nella sperimentazione dell’illuminazione pubblica, ad inizio del XX secolo.

Questa sesta edizione del PLDC:ha contato la presenza record di 2165 partecipanti da 72 nazioni differenti. L’organizzazione dell’evento biennale è stato realizzato grazie alla collaborazione con la Città di Parigi e con l’associazione locale dei lighting designer, ACE – Association des Concepteurs lumière et Eclairagistes

Entro fine del 2017 sarà comunicata la prossima città europea che ospiterà PLDC 2019.

Vi segnalo in merito, per chi avesse voglia di approfondire l’argomento, che APIL Associazione dei Professionsiti dell’illuminazione ha organizzato un evento il 5 Dicembre prossimo, durante il quale si parlerà di PLDC e del Manifesto della Professione proposto da ACE.  Qua maggiori dettagli: Come diventare ricchi (dentro) con il lighting design.

Conferenze, confronti e networking professionale

Durante le tre intense giornate di congresso, sono state seguite quattro tracce (Tracks) riguardanti temi differenti:

  1. pratica professionale;
  2. ricerca, filosofia & dibattito;
  3. applicazioni di illuminazione Case Studi;
  4. Vita Urbana 4.0.

Inoltre si sono svolte discussioni moderate, organizzate durante le pause pranzo di due ore, così da dare ai partecipanti l’opportunità di discutere su argomenti pertinenti ai temi diversi: dallo sviluppo dei LED nella sfera pubblica, alle facciate multimediali, illuminazione per gli uffici e suoi nuovi paradigmi. Si è parlato anche di temi legati all’inquinamento luminoso e livelli di illuminazione per gli spazi pubblici, ma anche di neuroscienze ed illuminazione artistica.

Oltre alle attività che dicevo sopra, si sono svolti anche esclusivi Think Tank, questi incontri si sono concentrati su argomenti chiave ed hanno offerto ai progettisti esperti e agli educatori la possibilità di confrontare i successi e le sfide affrontate in ambito accademico, così da collaborare in modo più stretto ed aumentare la qualità dell’educazione sul tema della luce ed illuminazione.

Durante le conferenze si è discusso parecchio del  ruolo della professione del lighting designer, a volte, devo dire, in modo ripetitivo o sommario, forse questa l’unica nota negativa della conferenza. Vista proprio la continua reiterazione del tema già più volte dibattuto anche durante le precedenti edizioni e spesso trattato, nuovamente, in modo poco approfondito da parte di alcuni relatori. Non dimentichiamoci che la maggior parte dei partecipanti di PLDC sono lighting designers.

In futuro, si potrebbero trattare, ad esempio, argomenti più specifici sulla professione, invece del solito “vocabolario luminoso”, che davvero non si può più sentir nominare.

Sarebbe stato più interessante, invece, comprendere più in profondità le diverse metodologie di analisi e d’approccio al progetto o ancora, esempi di buone pratiche tra designers e clienti, ad esempio da parte dei relatori più noti, già presenti alle precedenti edizioni della conferenza.

Si è discusso anche dell’impatto che una buona progettualità della luce può avere in relazione alla nostra salute e benessere; nuove tendenze e futuri sviluppi per l’illuminazione urbana. Tema strategicamente trattato vista l’espansione verso il mercato dei LED, da parte di molti comuni in tutto il mondo e al potenziale che questa tecnologia offre.

Si è dibattuto parecchio di digitalizzazione dei sistemi e degli effetti collaterali che questi possono portare e che stanno diventando sempre più evidenti. Temi e sfide nuove che i progettisti della luce devono affrontare.

L’importanza di partecipare ad eventi internazionali come questi, risiede nella possibilità di scambiare idee ed opinioni con diversi professionisti del settore e creare nuove connessioni profesisonali, sia durante le presentazioni mirate della conferenza , ma anche durante i momenti di svago o di pausa.

Shift Happens un momento di cambiamento per la professione.

Tutti i partecipanti, dai più premiati e noti designers , agli studenti e  nuove generazioni, hanno cercato di dare interpretazione al tema cardine del PLDC 2017, intitolato  “Shift Happens” ovvero, “il cambiamento è in corso”, a celebrare il decimo anniversario della prima edizione di PLDC, svoltosi a Londra nel 2007.

“Shift Happens” , un tema che ha coinvolto tutti professionisti proprio in vista della situazione attuale del mondo globalizzato e della società contemporanea in riferimento all’illuminazione in generale.  Il cambiamento, infatti, non riguarda solo aspetti tecnologici, ma anche le strutture del mercato e le nuove sfide che, noi lighting designers affrontiamo ogni giorno.

E’ importante imparare ad essere multidisciplinari, o come ha definito Tapios Rosenius durante il suo intervento: “Antidisciplinary”,  per spiccare sia nella comunicazione del progetto. O ancora,   tramite nuove forme di presentazione, come la realtà virtuale presentata da Mark Major o la programmazione ed integrazione della luce ai sistemi Internet of Things IOT ed altri molto ben descritti da Carlo Ratti durante la sua presentazione sulle Senseable cities.

Perché, senza ombra di dubbio, la professione del progettista di illuminazione sta cambiando, e velocemente, prima che abbia persino ottenuto un riconoscimento ufficiale.

Articolo precedenteChiarezza sul Progetto Illuminotecnico nei CAM Illuminazione Pubblica 2017
Prossimo articoloOltre il campo elettromagnetico: la prima foto a colori di James Maxwell
Helena

Helena Gentili è un lighting designer indipendente che lavora come consulente in Italia e all’estero. Ha una formazione di architetto e urbanista, con un Master di II livello in Lighting Design e un dottorato di ricerca in Progettazione Architettonica e Urbana in tema d’illuminazione artificiale nel contesto notturno contemporaneo. Svolge l’attività di lighting designer dal 2008, dapprima collaborando con studi specializzati in progettazione della luce, dove è stata responsabile di progetti di illuminazione urbana. La sua esperienza come freelance nel campo del lighting design coinvolge il settore privato e pubblico, così come i contesti di arte contemporanea. Negli ultimi anni, è stata invitata come relatore e docente a seminari nazionali e internazionali. Dal 2014 è membro di APIL Associazione Professionisti dell’Illuminazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here